Consigliere Carrel “Un assestamento che mira solo a tenere unita la maggioranza e non dà prospettive ai valdostani”

30 Luglio 2026

Nel Consiglio regionale che si è tenuto il 28, 29 e 30 luglio 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto nella discussione generale sul disegno di legge n.19 “Assestamento al bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste per l’anno 2026. Seconda variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2026/2028”.

 

«Dopo aver letto questo disegno di legge 19, aver affrontato articolo per articolo, capitolo per capitolo, euro per euro tutte le spese che abbiamo cercato di elencare e sicuramente continueremo a elencare in questa discussione generale, mi è venuta in mente una bella coperta dorata. Una coperta da 273 milioni di euro a cui dovremo aggiungerne altri 50 con la terza variazione e a cui mancano i 75 dei dividendi della CVA».

«Poi riflettendoci meglio ho preferito come immagine quella di una buona colla che serve a tenere unita la Giunta e la maggioranza. Da quando voteremo questa legge ogni Consigliere di maggioranza potrà finalmente andare ad Ayas e dire che lui ha votato per fare il marciapiede lungo la strada regionale numero 45. Oppure potrà andare a Gressoney e dire che lui o lei ha votato gli 825 mila euro per un fabbricato a supporto dell’area golfistica. E potrà fare così in tanti e tanti altri Comuni. Ma questa è una buona colla anche per gli Assessori, perché so bene che da domani – anzi, per quelli più organizzati già da qualche settimana – si potrà tornare a deliberare per supportare i settori di competenza di ognuno di voi. In fondo, anche chi ci ha fatto capire di aver più di qualche mal di pancia, oggi è giustamente felice o quanto meno tranquillo. A tutti noi, e sicuramente anche a chi ci ascolta, è successo di stare ad un matrimonio e volersene andare già prima di sedersi al ristorante, ma tutti aspettano la torta. Lo facciamo per educazione e perché la torta da 273 milioni divisa in pochi è comunque un buon motivo per aspettare. E poi è colla per il Presidente perché così facendo può pensare alle sue prossime sfide politiche: può nominare il nuovo direttore dell’USL e può nominare il nuovo CdA della CVA. Il tutto in attesa del 13 ottobre, con un po’ di colla in più sulla sua poltrona. E visto che lui sa come funziona qui dentro, si tiene altre due caramelle: una da 50 milioni e l’altra da 75 milioni da distribuire in caso il mal di pancia torni. Perché si sa, dopo il dolce e la torta si arriva al caffè e poi al digestivo e alla fine anche se non volevate siete rimasti sino alla conclusione della festa. Chissà se questa festa, di cui sentiamo tanti di voi lamentarsi ma da cui nessuno si schioda, durerà ancora quattro anni, qualche mese o qualche settimana. E chissà se finirà perché gli invitati se ne sono andati o perché c’è stato un gran temporale. Sicuramente questa festa per chi la guarda da fuori, come noi, è molto sfarzosa e poco gioiosa».

«Analizzando nel dettaglio le voci dell’assestamento, pur rimanendo su un piano politico e quindi cercando il senso più alto di questo atto senza entrare in ogni singolo investimento, saltano agli occhi alcuni dati. Il primo riguarda sicuramente i 273 milioni di avanzo su un bilancio da 1,6 miliardi, quasi il 20%. Se un 10% è da considerarsi strutturale, il restante 10% è da motivare in altro modo. Ci tengo a ricordare che questo Governo vede continuità in diversi Assessorati, il che dovrebbe garantire una maggiore efficienza. Al di là delle motivazioni politiche utilizzate per la spartizione di potere di inizio legislatura, non ci sembra che i dati dicano questo. Politicamente il Presidente Lavevaz nel 2022 fu accusato dai famosi “Colonnelli” del suo partito di una gestione inefficace dell’Amministrazione Regionale, eppure aveva un avanzo di amministrazione molto più basso. Chissà cosa direbbero oggi della seconda Giunta Testolin quei famosi “Colonnelli”».

«Visto però che 273 milioni oggi ci sono e le cause non sono da imputare a questo Governo ma a motivi strutturali – e lo abbiamo già detto ampiamente – andiamo a vedere come li spendiamo. 59 milioni in più per gli Enti locali, più soldi per singoli progetti; e qui invito i Consiglieri soprattutto di maggioranza, ma anche i cittadini, a fare un piccolo excursus su come vengono distribuiti questi soldi e in quali Comuni. Scoprirete una geografia politica molto interessante. Ma anche più soldi per tutti per realizzare opere minori – come previsto dall’articolo 24 – che vengono divisi in base alla popolazione residente e non alla popolazione fluttuante. Mi rivolgo a Lei, Assessore al Turismo, se crediamo realmente nel turismo dobbiamo rivedere questo principio perché un Comune con 1.000 abitanti che deve organizzare servizi per 50.000 è diverso da un Comune con 4.000 residenti che lavorano e, di fatto, vivono per più della metà del tempo in comuni limitrofi. Eppure dividere per residenti è più comodo e non fa arrabbiare nessuno, quindi avanti così. Dividiamo somme enormi e non sappiamo se i Comuni riescono poi a spenderle e non conosciamo nel complesso gli avanzi d’amministrazione dei singoli Comuni. Senza questi dati come fanno l’Assessore Baccega o il Presidente a scegliere come investire e su quali progetti investire? Qual è il criterio? Forse tutti lo sappiamo ma non lo diciamo. Vogliamo veramente un’autonomia finanziaria degli Enti locali e comunali? Come Pour l’Autonomie siamo disponibili a riconsiderare la legge 48 del 1995. Resta il fatto che in un anno di legislatura mai questa maggioranza ha proposto questa revisione; e allora temo che vada bene così. Lasciamo che i Sindaci vengano in coda al secondo piano, distribuiamo ciò che possiamo e poi vediamo. Tutto può tornare utile alle prossime tornate elettorali».

«E poi vi sono i 52 milioni per la manutenzione e il finanziamento di impianti a fune, anche se non abbiamo mai sentito parlare di cosa vogliamo fare di tutti gli impianti sotto i 1.500 metri d’altezza, più esposti ai cambiamenti climatici. Fare finta di nulla non cambia la situazione; la coperta dorata con tanti soldi ci permette oggi di non mostrare i problemi, ma prima o poi la politica dovrà decidere. Dal nostro punto di vista non possiamo parlare del Permafrost della Skyway, di nuovi investimenti per consolidare una struttura importantissima, di 3,8 milioni da aggiungere all’investimento del progetto funiviario Breuil-Cervinia–Plan Maison per difendere la stazione da colate detritiche e non dire alle stazioni più basse cosa possiamo e vogliamo fare con loro e per loro nei prossimi anni».

«Dell’agricoltura parleremo anche con uno specifico ODG ma oltre ai soldi la domanda che nasce spontanea è quale sia la linea dell’Assessore. Si finanziano graduatorie che erano già bandite al termine della scorsa legislatura e poco più. 3,9 milioni per i Consorzi ma per ora noi non abbiamo ancora sentito parlare del disegno di legge su quelli di II livello. Non mancano i soldi, ma mancano i progetti e le idee; e solo unendoci possiamo strutturare questo importante settore. Anche qui la coperta è d’oro ma sotto i problemi non ci risulta si stiano affrontando. Siccità, Popillia japonica: problemi che in questa misura non sono trattati. Alcuni li affronteremo a settembre con il disegno di legge 22, ma crediamo che lasciarli indietro sia un chiaro segnale, che noi non condividiamo. Sulle strade forestali e tagliafuoco, utili e fondamentali, mi permetto di ricordare all’Assessore Girod che oggi ricopre il ruolo di Assessore regionale, non più di Sindaco e non più di Presidente di Unités. Cambia la logica e di progetti da finanziare ce ne sono diversi. E lo dico anche alla luce del tanto vituperato bando SRD03 “Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole” il quale rimane aperto solo sino al 15 settembre con il periodo estivo di mezzo e prevede per la prima volta un gap di due punti tra le aree interne della Bassa Valle e le aree interne della Mont Cervin e della Gran Combin. Capisco che il suo obiettivo dichiarato sia quello di arrivare al record di voti ma si ricordi che Lei oggi amministra tutta la Regione. Glielo dico ricordandole che in campagna elettorale anche nella Mont Cervin ci diceva che sarebbe stata referente del nostro territorio, non se ne dimentichi. Gli elettori non se lo dimenticano. Sono certo che questo aumento di divario tra aree interne sarà stato segnalato anche al Presidente della III Commissione e anche ad altri colleghi, ma è un divario che crea differenze che non sono motivate».

«In ultima analisi mi permetto di approfondire il settore delle opere pubbliche, in quanto ci continuano ad arrivare notizie di cassetti vuoti: mancano progetti su cui lavorare, si chiude quanto aperto con maggiori costi visto il periodo storico, si fanno manutenzioni ma non c’è nessun progetto da mettere a gara. Le imprese sono preoccupate; noi vogliamo avvisarla Assessore Sapinet. Sulla SEV discuteremo con un ODG ma ora che la gestione è centralizzata, viste le grandi perdite dei molti acquedotti, dobbiamo fare di più e programmare un piano investimenti ampio e dettagliato. Continuare a costruire senza investire in infrastrutture non è più possibile per la nostra Regione. Anche sugli asfalti continuano a pervenire segnalazioni, dal ponte di Villeneuve o dalla Valtournenche dove – e lo avrà visto quando è salito giovedì scorso – interi tratti asfaltati da poco vengono nuovamente destinati a cantieri per metano e si deve rompere di nuovo e poi riasfaltare. La coperta è d’oro Assessore ma non per questo possiamo permetterci tutto. E anche qui il problema sta solo nella programmazione».

«Sulle scuole, viste le risposte dell’Assessore Lavevaz, aspettiamo la sua audizione per poter programmare gli investimenti dei prossimi anni. Serviranno sicuramente più risorse per investire seriamente ma siamo certi che si stia lavorando a investimenti importanti e speriamo di poterli discutere insieme».

«Sulla sanità invece non dirò nulla. Me lo hanno chiesto i nostri concittadini con cui mi sono confrontato partecipando con piacere ad alcune feste nell’ultimo periodo. Anche loro sono stufi di sentire l’Assessore che dice che i dati migliorano e tutto va per il verso giusto. Sicuramente è difficile dire che tutto è sotto controllo viste le importanti risorse che destiniamo a questo settore e visto che ci troviamo oggi a ripianare 5 milioni di disavanzo dell’USL. Assessore, sicuramente ha di che lavorare.

«Questo assestamento, analizzato articolo per articolo, presenta dei lati positivi ma al contempo manca, dal nostro punto di vista, di visione e programmazione esattamente come tanti altri dossier gestiti da questo Governo. Visto che da più parti mi si dice che bisogna essere uniti, che vanno abbassati i toni e che cinque anni sono lunghi; come Pour l’Autonomie ribadisco chiaramente che siamo pronti a parlare con tutti e lo abbiamo dimostrato, e che non siamo noi a mettere veti. Siamo pronti a discutere nella consapevolezza che la mediazione sia il sale della politica, ma dobbiamo pensare tutti a come possiamo cambiare realmente passo».

«Dal Congresso di Pour l’Autonomie abbiamo lanciato le Printemps Valdotain. Ce lo chiede la nostra base ma credo lo chiedano tutti i valdostani. E per un Printemps Valdotain, in un assestamento così, in primis bisogna interrogarsi sul come programmare meglio per ridurre gli avanzi. Non si può fare subito ma bisogna iniziare a capire cosa fare. A fronte di 273 milioni di avanzo a inizio legislatura, per noi sarebbe stato fondamentale affrontare seriamente e con risorse i temi delle politiche di sostegno alla natalità, degli investimenti sui bacini idrici e degli investimenti sui giovani. Per quanto riguarda le politiche per il sostegno alla natalità, come Autonomisti di Centro ne abbiamo parlato tanto in campagna elettorale, eppure in questo disegno di legge non ve n’è traccia. Per Pour l’Autonomie era, è, e rimane un problema da affrontare. Per gli investimenti sui bacini idrici, da programmare per i prossimi 20 anni con chiarezza e cronoprogramma dettagliato, partiamo dai piccoli invasi ma iniziamo da subito. Lo do come consiglio – e quasi come una provocazione – utilizziamo i 75 milioni di dividendi di CVA per questo obiettivo. Diamo un segnale chiaro. Non possiamo continuare a trattare la siccità come un’emergenza; dobbiamo iniziare a programmare. Sugli investimenti sui giovani invece, Assessore Lotto, ci dispiace ma qui non c’è nulla. Eppure Lei è giovane e aveva promesso attenzione a questa delega sin dall’inizio della legislatura. Forse le hanno fatto venire mal di pancia, ma deve osare e proporre; se no il tempo scorre e non siamo giovani per sempre».

«La coperta è d’oro è vero ma i problemi non si stanno affrontando e di questo siamo preoccupati perché possiamo continuare a dire “tot a modo” ma prima o poi le risorse si riducono e lì si vedrà il risultato delle non scelte di oggi. Chiudo con un pensiero politico, da autonomista – lo dico a bassa voce – vedere 273 milioni di avanzo, 50 milioni in terza variazione e 75 milioni di dividendi, mi preoccupa e non poco, anche perché con i tempi di approvazione di queste risorse molto probabilmente il prossimo anno la situazione sarà ancora peggiore. E sono preoccupato che qualcuno dal Governo centrale ci guardi con troppo interesse. Dobbiamo cambiare marcia e migliorare per gestire meglio e dare maggiori risposte ai valdostani prima che sia troppo tardi».

«Assessore Baccega, Lei ha la delega al bilancio e dopo quello del 2026/2028 definito da Lei correttamente “tecnico”, ha sicuramente dovuto gestire lo stallo politico del mese di maggio che ha rallentato l’iter degli atti, arrivando oggi alla pausa estiva in questa situazione. Approverà oggi o domani il bilancio di assestamento. Ha scaricato la terza variazione di bilancio – di cui sapeva dal 4 giugno 2026 – che sarà approvata nel mese di settembre, nonostante in Commissione l’abbia dichiarata urgente e improrogabile; e in relazione ad essa dovrà arrivare al termine della pausa estiva con la legge per destinare i fondi dell’articolo 31 alle famiglie e alle imprese. Ha un DEFR, che per decreto 118 del 2011 – che spesso Lei cita – deve essere approvato dalla Giunta entro il mese di giugno dell’anno precedente, e oggi non è stato ancora scaricato. E in più dovrà ancora prevedere un atto per destinare i dividendi di CVA, che arriveranno tardi a causa di lunghe dispute interne alla maggioranza che hanno causato importanti, anche se speriamo quanto meno utili, ritardi. In altri periodi storici Lei avrebbe rischiato quanto meno una mozione di sfiducia, ma la sua fortuna è che formando questo Governo il Presidente è riuscito a disunire la destra, a distruggere il progetto di centro che poteva essere una spina nel fianco e, nonostante ora si navighi a vista, la sua maggioranza la sosterrà ancora. Anche perché, per scelta, i movimenti autonomisti di maggioranza hanno solo 17 voti».

«La coperta è dorata ma la verità politica è ormai evidente a tutti ed è ora di cambiare passo, insieme possiamo farlo, per i valdostani e per la Valle d’Aosta».

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