Nel Consiglio regionale del 25 e 26 marzo 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto nell’ambito della discussione generale e delle dichiarazioni di voto sul disegno di legge n.6 “Nuove disposizioni sull’ordinamento e sul funzionamento del Corpo forestale della Valle d’Aosta e sulla disciplina del relativo personale. Abrogazione della legge regionale 8 luglio 2002, n. 12, e di altre disposizioni in materia” così come predisposto da II e III Commissione consiliare.
Intervento in discussione generale
«In apertura di questo intervento voglio premettere che non entrerò nel merito del disegno di legge 6 che per come oggi approda in quest’Aula dopo una decina di emendamenti della maggioranza approvati in Commissione, appare sostanzialmente sovrapponibile al disegno di legge 201 a cui ho personalmente lavorato e che è stato presentato dalla Giunta regionale il 19 giugno 2025; bensì mi soffermerò sul metodo che è stato utilizzato dall’Assessore e dalla maggioranza per giungere a questo risultato. Un metodo, ci tengo immediatamente a sottolinearlo, che come Pour l’Autonomie non possiamo approvare né accettare, e verso il quale esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione».
«Parto quindi da una citazione letterale: “Per quanto riguarda la domanda se abbiamo incontrato le Organizzazioni sindacali in quest’ultima versione la risposta è no, anche perché non ci sono state grandissime modifiche sostanziali e sicuramente le Organizzazioni sindacali verranno audite in Commissione e poi quindi valuteremo se ci sono delle verifiche da fare”. Questa dichiarazione dell’Assessore Girod rilasciata in Commissione consiliare e ripresa dal verbale integrale del 19 gennaio 2026, dice già tutto su come è stato affrontato il percorso di elaborazione di questa proposta normativa. Punto uno: il testo sottoposto all’attenzione della predetta Commissione non era stato condiviso con i sindacati di categoria, scelta questa secondo noi perlomeno discutibile viste le modifiche introdotte rispetto al documento precedente che invece – e va sottolineato – era frutto della concertazione avviata anche da me e portata avanti proprio con le parti sociali. Punto due: la natura di tali modifiche, che a tutti coloro che hanno partecipato a quell’audizione ed hanno avuto modo di ascoltare i diversi dirigenti intervenuti, sono apparse puramente tecnico-legislative e peraltro avallate dall’Assessore senza dare spiegazioni o motivi che le giustificassero dal punto di vista politico. Quel che è accaduto dopo è che, a fronte delle domande puntuali e precise da parte dei rappresentanti dell’opposizione – me compreso – e delle forze sindacali, alcuni componenti della maggioranza hanno depositato a raffica una serie di emendamenti che hanno finito per riportare il testo alla versione precedente, frutto dell’impegno della scorsa legislatura e del confronto con le organizzazioni sindacali. Insomma, si è trattato di un iter segnato da una netta marcia indietro che dimostra una palese assenza di visione politica, visto che si è preferito procedere per tentativi ed errori, salvo poi ammettere, nei fatti, che la strada tracciata inizialmente era l’unica percorribile».
«Quanto al ruolo avuto dalle forze di Governo in Commissione, non posso che far notare la chiusura totale manifestata riguardo agli emendamenti dei gruppi AVS, Lega e La Renaissance. Seppur personalmente – e ho avuto modo di dirlo in Commissione – non mi sia riconosciuto in quei contenuti, resta il fatto che la risposta, riassunta nel senso se non nelle parole esatte, “ripresentateli in Aula, noi li valuteremo ma intanto li respingiamo” appare un vero e proprio controsenso a fronte della forte spinta di centralità delle Commissioni richiesta e annunciata in merito alla legge dei Vigili del Fuoco. L’impressione che se ne ricava è che per questa maggioranza le Commissioni servano esclusivamente quando ci sono problemi interni e si deve prendere tempo, mentre quando si trova l’accordo diventino un mero passaggio tecnico e formale. Una visione, questa, che non ci appartiene in alcun modo e che più volte abbiamo contestato anche quando eravamo in maggioranza, sostenendo come per noi siano il luogo dell’approfondimento e del confronto, e non certo quello dove si va solo per dire di sì a decisioni già prese. Ma forse – e ribadisco forse – è proprio per questo nostro modo di pensare che ci troviamo adesso all’opposizione, perché qualcuno crede che sia meglio evitare i problemi e contare su chi obbedisce a prescindere».
«Del resto avevo espresso le mie perplessità circa l’iter di questo disegno di legge già nell’interpellanza del novembre 2025, sottolineando l’importanza che giungesse in Commissione e quindi in Consiglio congiuntamente a quello sui Vigili del Fuoco, dato che entrambi nascevano dalla legge 3/2024 e dalla necessità di allinearli rispetto al passaggio dal regime privatistico al regime pubblicistico».
«Voglio in chiusura ricordare che con questo testo si mira alla valorizzazione del Corpo Forestale come Corpo tecnico, prima che come Corpo con competenze di polizia giudiziaria, e di tutte le figure facenti parte delle nostre 14 stazioni e del Comando centrale (gli agenti, i sovrintendenti e gli ispettori); nonché all’istituzione dei funzionari forestali e infine dei ruoli dirigenziali, con l’obiettivo non certo di generare una moltiplicazione di posti apicali o di ruoli da assegnare o da bandire, bensì di costituire una struttura complessa e articolata sempre più incardinata a sostegno del Dipartimento Risorse Naturali. Politicamente sostengo – e l’ho sentito anche da diversi altri colleghi – e ribadisco ormai da molto tempo che il Corpo Forestale è un’istituzione fondamentale per la nostra Regione, in ragione del ruolo tecnico che riveste in diversi ambiti: dalle storiche martellate alla gestione e salvaguardia delle foreste, dal controllo su caccia e pesca fino ai censimenti faunistici e a tutte le attività propedeutiche a esse riferite. Sbaglia chi lo vede come una struttura esterna all’Amministrazione mentre è invece un Corpo qualificante per la nostra realtà e un baluardo della nostra autonomia, formato da professionisti attenti e preparati che devono essere messi nelle condizioni di non essere esclusivamente i guardiani del nostro patrimonio ambientale e naturale mentre in realtà sono attori essenziali per la valorizzazione del nostro territorio; oppure solo coloro che svolgono un pur necessario ruolo sanzionatorio, mentre in realtà sono perfetti conoscitori delle nostre realtà alpine e dei loro abitanti, che aiutano nel rispettare le norme e nello svolgere al meglio il loro lavoro. Credo che come classe politica abbiamo tanto da imparare dal Corpo Forestale: più ascolto, più vicinanza al territorio, più collaborazione, meno arroganza e meno gestione del potere fine a sé stesso».
Dichiarazione di voto
«Nella seconda parte della scorsa legislatura, grazie anche al mio impegno in qualità di Assessore, siamo riusciti a dare al Corpo Forestale diverse risposte che attendevano da tempo, tra cui: tre nuovi corsi per agenti, che hanno permesso di introdurre nuove risorse qualificate; e un nuovo concorso per ispettori, per consentire ad agenti e a sovrintendenti di crescere all’interno della struttura. Finalmente, la legge che mancava per completare il quadro di interventi è pronta e approda al voto, nonostante continuino a destare una certa preoccupazione sia gli aspetti di metodo che ho sottolineato nel mio intervento in discussione generale; e sia il comportamento di un Governo che procede un po’ a tentoni, prima non condividendo con i sindacati le modifiche a un testo già preconfezionato e poi tornando sui propri passi attraverso gli emendamenti proposti in Commissione».
«Come Pour l’Autonomie, unico Movimento facente ancora parte del Gruppo consiliare Autonomisti di Centro, siamo contrariati e delusi da questo modo di agire e su come vengono sviluppati dossier di tale portata e importanza per la nostra Regione. Ma proprio perché – come abbiamo detto a più riprese – vogliamo una politica diversa da quella a cui stiamo assistendo, oggi, a riprova della nostra coerenza, voteremo questo disegno di legge, che è di fatto identico a quello approvato il 19 giugno 2025 dalla Giunta regionale precedente. E permettetemi di dire che è anche un elemento di soddisfazione politica vedere che sia il PD con cui eravamo in maggioranza e sia i nuovi entrati di Fratelli d’Italia approvino questo disegno di legge che ha attraversato più Governi, più Assessori, ed è frutto di un percorso molto ampio. Voi ci date degli inaffidabili, sminuite il nostro lavoro e mancate di rispetto ai nostri elettori, ma noi, a prescindere dal ruolo che ricopriamo, restiamo fermi sulla nostra linea di pensiero e di azione. L’abbiamo detto alla fine della scorsa legislatura, quando il nostro senso di responsabilità e il nostro apporto sono stati determinanti, e oggi torniamo a ribadirlo con fermezza: se davvero vogliamo portare risultati reali alla nostra Regione, occorre un cambio di passo nel modo di affrontare le varie questioni, che punti su concretezza, partecipazione e trasparenza, tre valori in cui da sempre ci riconosciamo».
«Quello che vogliamo dare è un segnale chiaro. Oltre a chiedere una politica diversa sappiamo anche farla, nella piena e assoluta certezza che la gestione del potere fine a sé stessa e l’arroganza, prima o poi, verranno smascherate. Per questo motivo voteremo convintamente in favore di questo disegno di legge».
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