Consigliere Marco Carrel “Norma di attuazione e costituzione in giudizio Testolin: un passo avanti e due indietro per la nostra autonomia”

23 Aprile 2026

In apertura del Consiglio regionale tenutosi il 22 e 23 aprile 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, e sulle comunicazioni del Presidente della Regione.

 

Intervento sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio

«Come Pour l’Autonomie» ha commentato il Consigliere Carrel «riteniamo che la linea difensiva adottata dal Presidente Testolin nell’ambito del ricorso contro la sua elezione rappresenti una delle vicende più tristi negli ottant’anni di storia politica della Valle d’Aosta, perché, invocando l’incostituzionalità della norma locale sul limite dei mandati, finisce per rinnegare l’essenza dell’autonomia e calpestare la dignità di questo Consiglio che ne è il cuore pulsante».

«Due aspetti di questa questione consideriamo particolarmente gravi. Primo, che Renzo Testolin, il quale ad oggi non è solo una persona fisica bensì riveste un ruolo pubblico ben preciso che gli impone di rappresentare l’unità e i valori della comunità valdostana, si stia facendo promotore di un’azione che va a indebolire le nostre prerogative ed a minare la forza delle nostre istituzioni, trasformando la convenienza del singolo in un precedente pericoloso. Secondo, che la Giunta abbia deciso la costituzione in giudizio della Regione con una delibera in cui si specifica l’intento di tutelare la corretta applicazione della legge regionale 21/2007 sulla forma di governo e l’equilibrio complessivo degli organi territoriali, salvo poi proporre una difesa in favore dell’illegittimità costituzionale di questa stessa legge voluta e approvata dal Consiglio».

«Non possiamo fare a meno di chiederci che fine abbiano fatto le belle parole che tutti i Partiti e Movimenti hanno speso nella recente campagna elettorale sull’importanza dell’autonomia e sulla necessità di difenderla in quanto caposaldo della nostra identità regionale, se poi alla prima difficoltà c’è chi preferisce tradirla, sacrificando un patrimonio comune nel nome di un vantaggio personale. E ci domandiamo anche se, in virtù di una consegna del silenzio, i rappresentanti della maggioranza sceglieranno di tacere o se invece qualcuno tra loro avrà il coraggio di esprimere il proprio dissenso anche in questo Consiglio – luogo deputato al dibattito e al confronto politico – dopo averlo già fatto a mezzo stampa».

«Al di là di ogni altra considerazione e delle diverse posizioni politiche assunte, crediamo che il Presidente Testolin e la Giunta regionale possano ancora dare un segnale chiaro di avere realmente a cuore l’autonomia valdostana, ammettendo di aver compiuto un errore di valutazione e tornando sui propri passi con atti concreti per rimediare ad una scelta che appare, oggi più che mai, perlomeno discutibile sotto ogni punto di vista. Solo così sarà possibile riavviare un dialogo aperto e costruttivo che abbia come punto fermo la salvaguardia della nostra autonomia e della nostra potestà legislativa, e prenda le distanze da logiche di parte controproducenti e rischiose, che vanno contro l’interesse della Regione e di tutti i suoi abitanti».

 

Intervento sulle comunicazioni del Presidente della Regione

«Come Pour l’Autonomie abbiamo da sempre riservato una particolare attenzione al tema della norma di attuazione per le concessioni idroelettriche» ha dichiarato il Consigliere Carrel «che si è tradotta in un gran numero di iniziative presentate nella scorsa legislatura come in questa, finalizzate a far piena luce su un percorso complesso e articolato, a chieder conto dei ritardi accumulati ed a sollecitare un’approvazione definitiva, attesa ormai da troppo tempo. Adesso che finalmente è giunta la notizia dello sblocco di questo dossier, la accogliamo con una preoccupazione che, nostro malgrado, sopravanza di gran lunga la soddisfazione e che trova fondamento in una serie di considerazioni che non abbiamo potuto fare a meno di esporre in Aula».

«In primo luogo, appare perlomeno singolare che un annuncio di tale portata non sia stato reso pubblico attraverso i canali istituzionali ufficiali bensì durante il recente Congresso regionale di Forza Italia per essere poi seguito da una dichiarazione a mezzo stampa della sua coordinatrice, in cui si specificava che il compito di illustrare nel dettaglio la norma approvata sarebbe spettato al Presidente della Regione. Peccato però che così non sia stato e che la sua comunicazione non sia andata oltre una scarna conferma ed un ancor più scarno accenno alle modifiche apportate, che avrebbero invece richiesto una dettagliata esposizione per consentire al Consiglio di averne piena cognizione e di poterle debitamente valutare. Dal nostro punto di vista, non è in questo modo che si garantisce il diritto di ogni singolo Consigliere a un’informazione completa su materie di tale rilievo, né è così che si onora quel dovere di trasparenza necessario quando si assumono decisioni destinate a segnare il futuro del nostro territorio».

«Voglio inoltre sottolineare che dal 2023 il Consiglio ha deciso di nominare un proprio componente come uno dei tre rappresentanti della Regione in Commissione Paritetica: prima è stata la volta di Augusto Rollandin, e poi dopo le sue dimissioni – e grazie anche al nostro passo indietro – di Aurelio Marguerettaz, riconfermato anche all’inizio di questa legislatura. Una decisione, questa, che rispondeva alla precisa esigenza strategica di garantire un fil rouge tra il lavoro di questa Assemblea e quello della Commissione Paritetica, che permettesse di mantenerci costantemente aggiornati sull’iter delle norme di attuazione, strumenti fondamentali per l’esercizio delle funzioni regionali. Prendere atto oggi di come, su una questione così importante come quella delle concessioni idroelettriche, entrata in una fase che potrebbe risultare cruciale, si siano spese così poche parole — giunte peraltro dopo aver respinto la richiesta di audizione in I Commissione dei tre membri della Paritetica, presentata il 23 febbraio scorso da diverse forze di opposizione tra cui la nostra — ci preoccupa e non poco, perché nega nei fatti quel principio di costante informazione che avevamo inteso garantire, lasciando il Consiglio privo di una reale visione d’insieme dei passaggi decisivi che si stanno compiendo».

«Se l’iter conclusivo di questa norma presenta ancora troppe zone d’ombra che necessitano di chiarimenti, ciò che appare al contrario assolutamente evidente è che quanto accaduto, proprio per le modalità in cui è accaduto, costituisce la prova provata che questo Governo è sempre più azzurro e sempre meno rosso-nero. E questo è un ulteriore motivo di preoccupazione per chi, come noi, ritiene che l’autonomia valdostana non debba mai essere influenzata dalle logiche e dai condizionamenti della politica nazionale».

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