Nel Consiglio regionale del 14-15-16 luglio 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto nella discussione generale sul punto n.29 “Approvazione del Piano regionale per la qualità dell’aria della Valle d’Aosta 2025/2031, ai sensi della legge regionale 30 gennaio 2007, n. 2”, e per presentare un’interrogazione a risposta immediata sulla Cogne Acciai Speciali e un’interpellanza sull’edilizia valdostana.
«Il Piano regionale per la qualità dell’aria discusso oggi in Aula» ha commentato il Consigliere Carrel «è senza dubbio un documento articolato e corposo – risultato di un lungo lavoro iniziato nella passata legislatura – ma come Pour l’Autonomie non abbiamo potuto dargli il nostro sostegno, in quanto risulta del tutto privo di quel pragmatismo che consideriamo essenziale per rispondere in maniera efficace ai bisogni reali del territorio».
«Se da un lato, infatti, questo testo parte dagli ottimi parametri dell’aria della nostra Regione per individuare misure incisive e obiettivi chiari finalizzati ad adeguarci a direttive europee che alzano sempre di più l’asticella, dall’altro manca di indicazioni precise su quali e quante risorse questo Governo intenda stanziare nel prossimo triennio per la sua realizzazione. E un atto di programmazione che non dispone di fondi certi e definiti rimane solo una dichiarazione di intenti senza concretezza, incapace di calarsi nel contesto delle nostre comunità e di incidere attivamente sulla tutela dell’ambiente e sulla salute dei cittadini».
«È compito della politica dare gli indirizzi, definire gli incentivi e sostenere la collettività nel raggiungere i propri traguardi. Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce l’importanza di questo strumento, che deve muoversi in perfetta sinergia con il Piano di Tutela delle Acque, il Piano Regionale dei Trasporti e il Piano Forestale per attivare interventi strutturali in grado di preservare il nostro ecosistema e contrastare il cambiamento climatico».
«A fronte dell’evidenza per cui l’attuazione del Piano Aria richiederà inevitabilmente di mettere in discussione un intero sistema agricolo, turistico e industriale, crediamo che in questa fase decisiva sarebbe stato necessario avere la forza e il coraggio di stabilire con certezza e per tempo le coperture finanziarie e il modo di impiegarle. La scelta di rinviarne la definizione presumibilmente ai bilanci dei prossimi anni manifesta una preoccupante mancanza di visione, poco compatibile con l’esigenza di porre in essere interventi di ampia portata entro il 2030 – una scadenza ormai alle porte che lascia pochissimo margine di manovra».
«È la prima volta in sei anni in cui siedo in Consiglio regionale che non si discute di chi sia più autonomista ma di chi sia più ambientalista e più verde dei Verdi. Per quanto riguarda il nostro Movimento, poco incline a queste competizioni di facciata, tengo a ribadire che il tema dell’ambiente è da sempre nelle nostre priorità e che da sempre ci approcciamo a esso con una visione a 360 gradi, così da valutarne con estrema attenzione tutti gli aspetti di sostenibilità compresi quelli sociali ed economici. E dire no a questo documento – di cui pure condividiamo gli intenti – è stato unicamente motivato dalla convinzione che, per una programmazione realmente ambientalista e autonomista su un tema cruciale come quello della qualità dell’aria, non bastino linee di indirizzo e buoni propositi, ma occorrano anche dati e cifre su cui costruire politiche pragmatiche e lungimiranti».
«Con l’interrogazione a risposta immediata sulla Cogne Acciai Speciali» ha specificato il Consigliere Carrel «come Pour l’Autonomie siamo tornati sulla vicenda relativa a questa realtà produttiva di fondamentale importanza per la nostra Regione, al fine di ottenere notizie precise circa le riunioni che l’Assessore competente e la Giunta regionale hanno tenuto separatamente con le organizzazioni sindacali. La risposta ricevuta in Consiglio ci ha solo parzialmente rassicurato: se infatti è vero che si tratta di un mercato complesso, soggetto ciclicamente ad alti e bassi che non dipendono certo dalle dinamiche e dalle volontà politiche dell’Amministrazione regionale, rimane comunque l’urgenza di capire se realmente si stia gestendo al meglio la situazione o se la si stia rincorrendo. In questa fase di evidente difficoltà, che si protrae ormai da diverso tempo, crediamo sia indispensabile mantenere un’attenzione politica massima e costante sulla questione e far sentire ai circa 1200 dipendenti e alle loro famiglie – così come all’indotto che ruota intorno a quest’azienda – la nostra vicinanza fatta non soltanto di parole ma di soluzioni il più possibile concrete».
«Con l’interpellanza sull’edilizia valdostana» ha precisato il Consigliere Carrel «ho portato all’attenzione dell’Aula i gravi problemi che sta affrontando questo settore in seguito alla situazione geopolitica internazionale e al conseguente aumento dei prezzi, che sta causando inevitabili ripercussioni sia in ambito privato, sia in quello pubblico relativo alle grandi opere di competenza della Regione, in cui sono impegnati numerosi tecnici specializzati e diverse piccole e medie imprese con sede in Valle d’Aosta e personale locale. In particolare come Pour l’Autonomie abbiamo chiesto dettagliate informazioni circa i percorsi di confronto avviati sulla tematica, nonché in merito all’intenzione della Giunta regionale di prevedere maggiori risorse da destinarsi al comparto nell’imminente assestamento di bilancio. Le parole dell’Assessore hanno chiarito buona parte delle questioni sollevate, anche se ci ha suscitato non poca perplessità sentirlo più volte affermare che si stanno ancora aspettando risposte dal Governo nazionale, mentre secondo noi, per ottenere i risultati di cui abbiamo urgente bisogno, non ci si può limitare a un’attesa passiva, ma occorre assumere un atteggiamento decisamente più propositivo nel portare il nostro contributo e le nostre istanze sui tavoli romani, rivendicando con forza la nostra autonomia».
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