Nel Consiglio regionale del 25 e 26 marzo 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, ha presentato tre interrogazioni riguardanti cormorani e trota mediterranea, discarica di Pontey, e dermatite nodulare contagiosa; e due interpellanze relative alle competenze primarie della Valle d’Aosta ed al sostegno ai giovani valdostani qualificati.
Interrogazione su cormorani e trota mediterranea
«Con la prima interrogazione» ha spiegato il Consigliere Carrel «ho chiesto all’Assessore competente informazioni circa lo stato di due iter: quello per il riconoscimento della trota mediterranea come specie autoctona e quello per il contenimento dei cormorani presenti sul nostro territorio».
«Per quanto attiene alla trota mediterranea, dispiace prendere atto di come lo scorso 18 marzo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) abbia negato la revisione dello status della specie da alloctona ad autoctona richiesta dalla nostra Regione, nonostante l’attività da me promossa come Assessore nella seconda parte della passata legislatura abbia fornito solide basi scientifiche e una rigorosa documentazione a supporto di detta riclassificazione. Questo esito negativo dimostra solo che per risolvere certe questioni non basta unicamente la tecnica, bensì si rende necessaria un’azione politica forte e autorevole – che stavolta pare essere mancata – in grado di concretizzarsi in passi decisivi finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Mi auguro almeno che la presenza in Valle d’Aosta di pochi giorni fa del Ministro competente – appartenente a una delle forze della nostra maggioranza regionale – sia stata l’occasione per discutere, tra l’altro, anche di questa criticità e per avviare un dialogo utile a risolverla».
«Per quanto attiene ai cormorani, il loro numero lungo i corsi d’acqua valdostani rappresenta una criticità più volte discussa in Consiglio per il forte impatto che determina sulla stabilità delle popolazioni locali di pesci e sull’equilibrio biologico degli ambienti acquatici. La presenza invasiva di questi esemplari di uccelli costituisce infatti una minaccia per l’ecosistema fluviale della Valle d’Aosta, poiché la loro eccessiva pressione predatoria non solo mette a rischio la sopravvivenza del nostro patrimonio ittico, ma danneggia gravemente anche l’economia legata alla pesca sportiva e gli sforzi di ripopolamento finora compiuti. In particolare, appare del tutto privo di logica continuare a destinare ingenti risorse allo sviluppo delle varietà autoctone — come richiesto dal Ministero e dall’ISPRA — quando poi, a causa di una gestione assente, si finisce paradossalmente per gettarle in bocca a questi voraci predatori che ormai stazionano e cacciano stabilmente sulle sponde dei nostri fiumi».
«Come Pour l’Autonomie, crediamo sia giunto il momento che l’Assessore definisca su entrambe le questioni una linea politica chiara e incisiva, che permetta finalmente di riaffermare lo status della trota mediterranea e di attuare misure di controllo efficaci per i cormorani. Ci aspettiamo quindi che, al di là delle dichiarazioni d’intenti, si voglia realmente continuare a procedere su entrambi i fronti con convinzione e determinazione, nell’interesse della nostra fauna fluviale e del nostro mondo della pesca sportiva».
Interrogazione sulla discarica di Pontey
«Con la seconda interrogazione» ha affermato il Consigliere Carrel «ho posto l’accento sulla discarica di Pontey per sapere quante tonnellate e metri cubi di rifiuti vi siano stati conferiti negli ultimi cinque anni; quando siano previsti l’esaurimento degli spazi disponibili e la scadenza delle relative concessioni e autorizzazioni; e a che punto si trovi il percorso per l’approvazione del nuovo piano rifiuti della nostra Regione».
«Questa iniziativa è strettamente collegata all’interpellanza che ho presentato nel Consiglio del 2 e 3 dicembre 2025 sul termovalorizzatore. In entrambi i casi infatti, oltre ad ottenere informazioni su singoli punti, mi proponevo di capire come questo Governo intenda procedere nella gestione dei rifiuti regionali, e nella definizione di una programmazione coerente con le reali necessità del nostro territorio. Sta di fatto che, oggi come allora, sebbene le risposte ai vari quesiti siano state puntuali e dettagliate, quella che continua a mancare, dal mio punto di vista, è proprio una visione complessiva della direzione che si vuole intraprendere, per il futuro, su questa materia».
«Di conseguenza, se delle risposte dell’Assessore ai primi tre quesiti posso dirmi soddisfatto – anche se mi riservo di analizzare i dati forniti nel dettaglio – lo stesso non vale per la quarta, che conferma tutte le mie perplessità. Nel suo intervento infatti, tanto per segnalare uno dei vari passaggi poco lineari, si afferma che la riorganizzazione in corso con la nomina dei nuovi dirigenti, prevista per il 1° aprile 2026, non stia rallentando l’attività politico-amministrativa; salvo poi sostenere, allo stesso tempo, che occorra attendere proprio quelle figure per poterla finalmente accelerare».
«Nei primi cento giorni di un Governo, è prassi tracciare gli indirizzi politici e amministrativi, e fissare le priorità. Allo stato attuale, si deve prendere atto che sugli uni, ma soprattutto sulle altre, pare regnare ancora un’incertezza che rende ben difficile comprendere lungo quale strada si sia scelto di muoversi. E tutto questo, come Pour l’Autonomie, non può che preoccuparci, anche alla luce delle affermazioni di ieri del Presidente della Regione in merito alle nomine delle PPR previste per il prossimo 1° luglio, che sembrano l’ennesimo modo per rimandare ulteriormente ogni scelta. In attesa che tali nodi vengano finalmente sciolti, siamo convinti che la questione della gestione dei rifiuti vada affrontata con una più ampia prospettiva e senza perdere altro tempo prezioso, per dare ai valdostani – che attualmente vedono solo l’aumento delle tariffe – quelle risposte attese ormai da troppo tempo».
Interrogazione sul piano vaccinale dermatite nodulare contagiosa
«Con la terza interrogazione» ha precisato il Consigliere Carrel «ho parlato del piano vaccinale della dermatite nodulare contagiosa (LSD), per sapere quanti capi provenienti da altre Regioni montichino in Valle d’Aosta; quali siano le misure di profilassi loro applicate; e, infine, il numero di eventuali rinunce alla monticazione nel nostro territorio da parte di aziende le cui aree di provenienza non prevedano tale obbligo sanitario».
«Nella mia replica ho tenuto anzitutto a sottolineare come, data la natura dei quesiti, mi sarei aspettato una risposta dall’Assessore Girod e non dall’Assessore Marzi come invece è stato. Ma questo non fa che confermare la linea adottata già dallo scorso anno, che vede la Sanità sovrapporsi all’Agricoltura nella gestione del patrimonio zootecnico e i veterinari sostituirsi agli allevatori nella conduzione delle stalle. Un’impostazione, questa, su cui ci siamo confrontati a più riprese nella scorsa legislatura e che mi vede, adesso come in passato, in totale disaccordo».
«Per quanto attiene alle risposte ricevute, non fanno che confermare alcune delle riserve che ho manifestato diverse volte in merito alla questione. In primo luogo, il piano vaccinale 2025 – riproposto anche per l’anno in corso – che pur avendo ricevuto, stando a quanto asserito, dei riconoscimenti nazionali resta di fatto un’esclusiva della nostra Regione che potrebbe esporci a pesanti ricadute e svantaggi competitivi per le nostre imprese nel medio-lungo termine. Quanto poi al ripetersi di detta iniziativa per il 2026, voglio almeno sperare che ci consenta di ottenere la deroga alla regola per cui un solo caso di LSD prevede l’abbattimento di tutti i bovini della stalla; perché se così non fosse si sarebbe costretti ad ammettere che imporre l’obbligo vaccinale per ben due annualità, nonostante le criticità connesse, non abbia prodotto alcun beneficio effettivo per i nostri allevatori. Altro aspetto da non sottovalutare riguarda la possibile rinuncia da parte di aziende extraregionali a monticare in Valle d’Aosta, motivata dalla volontà di evitare l’obbligo vaccinale e il previsto periodo di quarantena per il rientro; un’ipotesi, questa, non ancora confermata ma prevedibile vista l’esperienza dell’anno passato, che potrebbe tradursi nell’abbandono di diversi alpeggi con conseguente degrado dei pascoli e la mancata cura del territorio montano. Per quanto riguarda infine le modalità di vaccinazione, se da un lato valuto come positivo che quest’anno, a differenza del precedente, non sia prevista nel periodo estivo durante la permanenza in quota del bestiame, dall’altro considero molto meno positivo che si sia scelto di renderla nuovamente obbligatoria per tutti i capi, senza lasciare alle imprese la facoltà di gestire le proprie mandrie secondo le specifiche esigenze».
«Al termine del mio intervento, ho voluto esprimere la speranza che l’Assessore, tornando a presenziare alle vaccinazioni di stalla in stalla come nel 2025, possa finalmente prendere atto delle tensioni che sta generando tra gli allevatori quello che era stato presentato come un piano straordinario salvo poi essere riconfermato anche per quest’anno nonostante le critiche espresse persino dai veterinari. Se l’obiettivo è salvaguardare la nostra zootecnia, penso che questo non sia l’approccio giusto, dato che, oggettivamente, produce più problemi che soluzioni e più incertezze che garanzie a chi si occupa di un comparto fondamentale della nostra economia, che abbiamo il dovere di preservare nell’interesse collettivo della nostra Regione».
Interpellanza sulla difesa delle competenze primarie della Valle d’Aosta
«Con la prima interpellanza» ha dichiarato il Consigliere Carrel «ho chiesto se siano in corso ulteriori valutazioni sulla sentenza della Corte Costituzionale 16/2026 e se questo Governo intenda riproporre un testo che tenga conto della volontà del Consiglio regionale di esercitare le competenze previste dal nostro Statuto».
«La sentenza di cui trattasi è quella riguardante la ricandidabilità di Sindaci e Vicesindaci e le incompatibilità degli Assessori nei Comuni della Valle d’Aosta, portata all’attenzione dalla stampa e successivamente illustrata dal Presidente della Regione in occasione del secondo Consiglio di febbraio. Partendo dalla doverosa premessa che le sentenze si rispettano sempre e comunque, come Pour l’Autonomie non possiamo che far notare quanto essa sia in netto contrasto con le prerogative fondamentali fissate dal nostro Statuto Speciale, che all’articolo 2 lettera b afferma che la nostra Regione ha potestà legislativa tra l’altro anche su “ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni”. Nei fatti, dal nostro punto di vista, siamo di fronte ad una decisione dalla forte impronta centralista che indebolisce la sostanza stessa della nostra autonomia ribadendo la prevalenza della norma statale su quella locale, e che riduce il nostro potere decisionale limitando la nostra stessa capacità di autodeterminazione».
«La risposta del Presidente della Regione ha confermato la nostra impressione che non si voglia approfondire questa sentenza e tanto meno avviare un dialogo costruttivo a livello nazionale che ci permetta di perorare le nostre ragioni e difendere le nostre competenze primarie. Se pure condividiamo pienamente il rispetto che si deve al massimo organo di garanzia costituzionale, resta il fatto che, a nostro avviso, non si possa restare immobili senza cercare neppure di capire se vi siano margini per legiferare nuovamente in materia o, perlomeno, quali siano con esattezza i confini entro i quali la nostra azione normativa possa ancora muoversi».
«Il nostro Statuto – l’abbiamo ribadito in più occasioni – è un testo vivo che si alimenta di norme di attuazione, ma per mantenerlo tale dobbiamo proteggerlo costantemente, rivendicando con forza quelle competenze primarie che sono alla base della nostra stessa identità. Delude dover constatare come questa maggioranza e questo Governo sembrino ignorare questa evidenza, che è invece chiarissima per un Movimento come il nostro, che pone l’autonomia a fondamento del proprio pensiero e del proprio agire».
Interpellanza sulle misure di sostegno per i giovani valdostani qualificati
«Con la seconda interpellanza» ha detto il Consigliere Carrel «mi sono occupato dei nostri giovani qualificati, chiedendo informazioni su quanti siano quelli che restano in Valle d’Aosta rispetto a quelli che si trasferiscono in altre Regioni o all’estero, nonché notizie in merito alle misure, attuali e future, mirate a incentivarne la permanenza nel nostro territorio».
«Da tempo ormai sono attive a livello regionale tutta una serie di politiche per attrarre professionisti provenienti da altre realtà e per favorire il rientro di chi ha maturato esperienze altrove. Pur approvando, come Pour l’Autonomie, questi strumenti che certamente contribuiscono a portare nuove energie al nostro contesto sociale, produttivo e lavorativo, non possiamo fare a meno di domandarci se si stia riservando la stessa attenzione a quei giovani che decidono di rimanere in Valle per realizzare qui il proprio progetto di vita. Una questione, questa, che riteniamo assolutamente cruciale in un’ottica strategica di crescita e di sviluppo dall’interno, che non può prescindere dal contributo di quanti scelgono di investire la propria preparazione, le proprie capacità e le proprie potenzialità sul futuro di questa terra».
«La risposta dell’Assessore, per quanto ricca di dati e informazioni, non è stata esattamente quella che mi aspettavo. Il suo intervento, nei fatti, si è ridotto a un semplice raccordo di elementi provenienti da altri uffici, del tutto privo di una visione legata al ruolo che ricopre personalmente. Ci ha riferito infatti, in buona sostanza, dei sostegni ai giovani agricoltori che fanno capo all’Assessore Girod, delle politiche sullo studio che attengono all’Assessore Lavevaz e delle misure sul lavoro che dipendono dall’Assessore Bertschy, senza tuttavia aggiungere nulla che definisse una linea di indirizzo o le scelte di programmazione di sua competenza. Quella che pare essere una palese difficoltà nel tracciare una direzione precisa e di prospettiva rappresenta secondo noi un limite non indifferente, perché se davvero vogliamo dare un segnale alle nuove generazioni non basta elencare le attività di altri Assessorati ma occorre dare un’impronta politica decisa alle Politiche Giovanili, che si basi su uno studio approfondito e preveda direttive strutturate e incisive. In caso contrario, questo Dipartimento resterà pieno di parole ma privo di progettualità, e sarà destinato a non produrre i risultati auspicati».
«In conclusione, ho ribadito come, dal nostro punto di vista, sia indispensabile che questa Amministrazione intervenga concretamente per valorizzare coloro che scommettono su questa Regione, dando finalmente lo stesso peso e valore sia alla costanza di chi resta, sia alle aspettative di chi arriva e di chi torna. Ed al contempo, non ho potuto fare a meno di rimarcare come nella risposta dell’Assessore sia mancato totalmente un riferimento alle politiche rivolte ai Paesi francofoni, come sarebbe stato logico per un Governo autonomista. Ma forse questa è l’ennesima dimostrazione di come, di autonomista, questo Governo abbia ben poco».
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