CONSIGLIO REGIONALE 6-7 MARZO 2024 – Gli argomenti trattati dall’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Marco Carrel

7 Marzo 2024

Nell’ambito del Consiglio regionale che si è tenuto nelle giornate del 6 e 7 marzo 2024, l’Assessore Marco Carrel è intervenuto per rispondere in modo preciso ed accurato ad un’interrogazione sulla filiera alimentare locale, ed a tre interpellanze riguardanti rispettivamente il Cervim, il settore pesca regionale e l’efficientamento energetico delle caserme forestali valdostane.

In merito all’interrogazione relativa alla filiera alimentare locale, l’Assessore Carrel ha risposto al primo quesito su quanta carne viene importata da paesi extracomunitari e inserita nei prodotti IGP, DOP, PAT o altre certificazioni di denominazione controllate valdostane, specificando che «Nei prodotti DOP regionali, Valle d’Aosta Jambon de Bosses e Valle d’Aosta Lardo d’Arnad, e i PAT identificati col nome Motzetta, Saouseusse non è presente carne proveniente da paesi extra europei, in quanto è vietato dai rispettivi disciplinari o schede identificative dei prodotti trasmesse al Ministero competente. Per quanto riguarda il PAT Mocetta la scheda identificativa del prodotto non contiene indicazioni circa la provenienza della carne. Il dato complessivo non è a disposizione. Quello che possiamo dare è un riferimento alla percentuale di carne provenienti da paesi terzi rispetto al totale che è pari a circa il 50% sul totale della carne utilizzata».
Al secondo quesito su quanta carne viene importata da paesi dell’Unione Europea e inserita nei prodotti IGP, DOP, PAT o altre certificazioni di denominazione controllate valdostane, l’Assessore ha replicato precisando che «Nei prodotti DOP regionali, Valle d’Aosta Jambon de Bosses e Valle d’Aosta Lardo d’Arnad, è presente esclusivamente carne proveniente dalle regioni italiane identificate dai rispettivi disciplinari (Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna). Non è pertanto presente carne proveniente da altri paesi UE. Per quando riguarda le DOP che utilizzano carni suine, nel 2023 l’Organismo di certificazione IFCQ ha certificato rispettivamente per il Valle d’Aosta Lard d’Arnad 201.463 kg di carne suina, e per il Valle d’Aosta Jambon de Bosses 32.744 kg di carne suina, Nei PAT Motzetta e Saouseusse è presente solo carne regionale come previsto dalle schede identificative trasmesse al Ministero competente».
Venendo infine al terzo quesito sulle azioni intraprese fino ad oggi per valorizzare la filiera locale e per contrastare la concorrenza sleale creata dall’immissioni di prodotti provenienti da paesi terzi, l’Assessore ha dichiarato che «Nelle premesse all’interpellanza si evidenzia l’importanza per il consumatore di poter scegliere il prodotto da acquistare vagliando tra diverse proposte le quali devono riportare informazioni chiare e inequivocabili relativamente al luogo di produzione e alla provenienza. La tematica inerente alla consapevolezza del consumatore circa la provenienza e le qualità merceologiche dei prodotti da lui acquistati e consumati è sicuramente di forte interesse per l’Assessorato all’Agricoltura. Infatti se da un lato la legislazione europea nel settore della carne prevede l’obbligo di etichettare la carne fresca, refrigerata e congelata, con le indicazioni relative ai paesi di nascita allevamento e macellazione dell’animale, sui prodotti trasformati a base di carne tali indicazioni non sono obbligatorie».
«La partita si gioca pertanto» ha sottolineato «sul lato del consumatore che deve essere adeguatamente informato e deve essere consapevole al momento dell’acquisto. L’Assessorato si impegna da anni nel promuovere il consumo dei prodotti locali a filiera corta, provenienti dai nostri allevamenti locali che essendo di tipo estensivo risultano decisamente più sostenibili. In quest’ottica, la strategia di sviluppo locale del Gruppo di Azione Locale GAL, approvata dalla Giunta regionale, va proprio a valorizzare le filiere corte e le risorse che la PAC destina al GAL verranno di fatto impiegate proprio a questa finalità».
«Fra i prodotti della nostra Regione che meritano una maggiore valorizzazione» ha spiegato l’Assessore «ci sono i prodotti che direttamente o indirettamente risultano afferenti alla carne e ai prodotti a base di carne, dal momento che tali prodotti dovrebbero costituire un’entrata economica aggiuntiva rispetto a quella principale rappresentata dalla vendita del latte. Inoltre, in un momento di messa al bando mediatica dei prodotti a base di carne e degli allevamenti intensivi, della sostituzione del cibo “naturale” con il cibo sintetico, risulta determinante informare il consumatore circa le caratteristiche peculiari della carne ottenuta dei nostri piccoli allevamenti di montagna. Peraltro i trasformatori locali che operano nel settore delle carni differenziano ormai da anni la filiera dei prodotti che utilizza carne locale, dai prodotti ottenuti con carni differenti, tramite un’etichettatura che evidenzia in maniera univoca i prodotti locali».
«A questo proposito» ha aggiunto «se invece parliamo di carne fresca non oggetto di trasformazione, AREV da tempo promuove il consumo della carne valdostana attraverso l’adozione di un disciplinare di etichettatura volontaria che coinvolge allevatori e macellatori locali. Ciò che è etichettato con la dicitura “carne valdostana” è indubbiamente cresciuto e prodotto nella nostra Regione e può essere definito sostenibile ed a filiera corta. In questo settore si può citare anche la collaborazione che l’Associazione ha stretto con il Valais, nell’ambito di un progetto interreg Italia-Svizzera per la valorizzazione della carne prodotta in Valle d’Aosta dalle razze autoctone. L’AREV gestisce il disciplinare tramite convenzioni con i macelli ed i punti vendita, garantendo la tracciabilità della filiera e garantendo che le informazioni contenute in etichetta siano veritiere. Quando in etichetta troviamo la dicitura ed il Logo dell’AREV siamo sicuri, pertanto, che la carne è di razza valdostana».
«Questo della carne valdostana» ha rilevato in conclusione l’Assessore «è un circuito che nel tempo sta crescendo e sta diventando interessante con numeri sempre più significativi. Parliamo di 2300 capi macellati e commercializzati nel circuito AREV, di cui circa 900 sono capi sotto i 24 mesi e 1400 bovini oltre i 24 mesi. In ogni caso possiamo confermare che la filiera carne valdostana ha delle potenzialità sicuramente da valorizzare in un confronto che deve veder coinvolti sia i produttori primari che i trasformatori. Tale confronto abbiamo già iniziato a metterlo in campo partendo da un primo incontro con gli allevatori e alcune loro associazioni, da cui sono emersi spunti interessanti e la promessa di rincontrarci nuovamente a breve con tutti i soggetti coinvolti nella filiera».

Alla prima interpellanza intesa a conoscere quali siano state le carenze e le azioni individuate dal Governo e non attuate dal Cervim (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna) negli anni passati e quali indirizzi e quali specifiche nuove attività il Governo intenda realizzare, demandandole ai nuovi vertici dell’ente medesimo, l’Assessore ha aperto la sua risposta ricordando che «L’Assemblea del Cervim è convocata per il 13 marzo, e solo in tale sede verrà nominato il nuovo Consiglio direttivo».
Di seguito, dopo aver ringraziato tutti i Consiglieri del Cervim uscenti per il lavoro svolto anche in sinergia con l’Assessorato Agricoltura, ed augurato a coloro che si insedieranno un buon lavoro, ha riconfermato come «tra il DEFR 2024-2026 e il DEFR 2023-2025 vi sia una sola sostanziale differenza, costituita dalla richiesta di valorizzare anche la collaborazione con il Consorzio Vini della Valle d’Aosta oltre al rafforzamento della sua autorevolezza nel contesto italiano ed internazionale e nella continuazione di azioni di promozione della viticoltura eroica. L’integrazione evidenziata esprime a mio parere la necessità di un lavoro di sinergia tra questi due enti, grazie alla quale la Regione potrà sviluppare con maggiore incisività politiche utili al settore della viticoltura».
Quanto alla questione posta dall’interpellanza, l’Assessore ha affermato «Non credo sia corretta l’interpretazione data dai proponenti, bensì sono convinto che la maggioranza che sostiene il Governo Testolin abbia deciso di cambiare 2 dei 3 componenti del Consiglio di amministrazione a nomina Regionale per poter continuare il lavoro svolto con nuovo slancio in un’ottica di attenzione alle nuove sfide che si presenteranno in futuro nell’ambito della valorizzazione della viticoltura. Credo che il Cervim abbia sempre rivestito un ruolo importante per la nostra Regione e in tale ottica garantisco la massima collaborazione mia e dell’Assessorato esattamente come richiamato nelle premesse e nel DEFR che è stato appena approvato».

Alla seconda interpellanza, intesa a conoscere gli intendimenti per far fronte alle criticità emerse negli ultimi anni in ordine al settore pesca ed al suo rilancio nell’offerta turistica della Regione, l’Assessore ha risposto premettendo che «La normativa non è variata rispetto alla precedente e prevede che le immissioni ittiche possano essere effettuate solo con specie autoctone, salvo autorizzazioni in deroga da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, previo parere ISPRA, a seguito di presentazione da parte delle Regioni di uno studio del rischio. La normativa sopra citata che disciplina le immissioni ittiche è stata prorogata fino al 2025 con il cosiddetto decreto Mille proroghe».
«Attualmente» ha poi chiarito «le specie ittiche di interesse per la Valle d’Aosta riconosciute come autoctone dal Ministero sono la trota marmorata ed il temolo, entrambe in via di estinzione, interessate da un progetto di recupero e riabilitazione, a finanziamento europeo, denominato LIFE – GRAYMARBLE, a cui partecipano soggetti ed enti piemontesi e valdostani, tra cui la Struttura regionale Flora e fauna ed il Consorzio regionale pesca. Non disponendo di pesci autoctoni per i ripopolamenti, in attesa della conclusione del progetto di recupero delle popolazioni ittiche valdostane, la nostra Regione in collaborazione con il Consorzio regionale pesca, ha provveduto a redigere e presentare al Ministero uno specifico studio del rischio per richiedere di immettere nei torrenti valdostani, a sostegno della pesca sportiva, esemplari sterili di trota iridea e trota fario. L’autorizzazione del Ministero è stata rilasciata per il biennio 2022-2023, con l’obbligo di rendicontare alla fine di ogni annualità le azioni intraprese, i risultati delle stesse, nonché lo stato quali-quantitativo delle popolazioni ittiche e dei corsi d’acqua interessati dalle immissioni».
«Per il periodo 2024-2026» ha proseguito l’Assessore «con nota prot. 1932 del 16 febbraio 2024, è stata richiesta una nuova autorizzazione al Ministero per l’immissione di trote iridee e trote fario a supporto della pesca sportiva, previa ripresentazione dello studio del rischio aggiornato alle attività svolte nell’ultimo biennio. Non appena in possesso della nuova autorizzazione il Consorzio regionale pesca potrà procedere alle immissioni. Queste ultime, sulla falsa riga di quanto fatto l’anno scorso, riguarderanno le riserve turistiche di pesca e la parte alta dei torrenti laterali utilizzando trote iridee sterili provenienti da una pescicoltura piemontese. Il materiale ittico presente nello stabilimento di Morgex-La Salle, infatti, è per il momento ancora costituito da esemplari di dimensioni non idonee per essere immessi in natura. Si segnala che tra il materiale ittico presente in stabilimento vi sono anche esemplari di trota fario di ceppo mediterraneo di popolazioni provenienti dalla Valle d’Aosta che un recente studio dell’Università di Udine, commissionato dal Consorzio regionale pesca, ritiene possano essere considerate autoctone del territorio regionale. L’utilizzo di questo materiale per le immissioni ittiche sarà oggetto di approfondimenti tecnico-normativi nei prossimi mesi».
«La valorizzazione della pesca quale attrattiva turistica» ha ribadito «è uno dei compiti principali del Consorzio regionale pesca, ente pubblico non economico dipendente dalla Regione, composto da 8 rappresentanti dei pescatori e da 5 rappresentanti delle strutture regionali competenti in materia di gestione del patrimonio ittico. A supporto della pesca sportiva, nel 2023 il Consorzio regionale pesca ha immesso più di 16 tonnellate di trote iridee: 13 tonnellate nelle riserve turistiche a cattura e 3 tonnellate nella parte alta dei torrenti laterali maggiori. Le riserve turistiche a cattura sono attualmente 7 (Cogne, Saint-Rhemy-en-Bosses, Valpelline, Valtournenche, Brusson, Gressoney-La-Trinité, Champorcher) che nel 2023 hanno avuto una presenza di circa 4.500 pescatori. Inoltre, il Consorzio regionale pesca ha venduto circa 1.700 permessi giornalieri per le acque libere, (uno degli anni in cui ne sono stati venduti di più) e circa 130 permessi tra settimanali e quindicinali. I pescatori con permesso annuale sono rimasti sui numeri dell’anno precedente (circa 1.200 pescatori)».
«Sulla base di questi risultati più che soddisfacenti» ha concluso l’Assessore «al fine di rendere ancora più attraenti le riserve di pesca, il Consorzio si sta adoperando per provvedere con l’intervento di pescatori volontari e in collaborazione con i Comuni e l’Assessorato, alla pulizia e alla sistemazione dei sentieri di accesso e delle sponde. Inoltre, il Consorzio intende creare specifici tratti di torrente che favoriscano l’accesso alle aree e la pratica della pesca ai pescatori meno giovani o con difficoltà motorie. Si conferma quindi la disponibilità dell’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali a supportare ulteriormente le iniziative regionali di rilancio del settore pesca tramite gli interventi di riqualificazione del territorio».

Alla terza interpellanza avente ad oggetto gli interventi per l’efficientamento energetico delle caserme forestali presenti sul territorio regionale, l’Assessore Carrel ha risposto in modo accurato e puntuale, affrontando singolarmente ciascuno dei due quesiti posti.
In merito al primo quesito circa l’esistenza di un piano regionale per l’efficientamento energetico di detti edifici con l’indicazione di priorità di intervento, ha reso noto che «Il tema della programmazione di interventi sul patrimonio regionale è stato oggetto in passato di confronti nell’ambito del NUVVOP (Nucleo di valutazione delle opere pubbliche, ricostituito con deliberazione di Giunta regionale n. 1435 del 30/12/2020), in quanto una seria e consapevole programmazione non può prescindere da un’analisi complessiva delle esigenze che contemplino aspetti energetici, di sicurezza, di rifunzionalizzazione, di utilizzo del patrimonio, di sismica, ecc. In assenza attualmente di tale programmazione, per quanto di competenza, il Dipartimento sviluppo economico ed energia ha previsto un’azione finalizzata a sostenere l’efficientamento energetico degli edifici di proprietà pubblica nell’ambito del PO FESR Valle d’Aosta 2021/2027. In particolare, l’Azione b.i.1) “Interventi di efficientamento energetico negli edifici e nelle infrastrutture di proprietà pubblica” prevede per l’appunto il finanziamento di interventi rivolti alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e di interventi di natura strutturale, per una disponibilità iniziale pari a euro 5 milioni, destinato agli enti locali e alle Unités des Communes valdôtaines. La selezione delle operazioni da finanziare nell’ambito del PO FESR Valle d’Aosta 2021/2027 è stata definita dall’Autorità di gestione con deliberazione n. 267 del 27 marzo 2023. Per l’azione in argomento, saranno selezionati progetti finanziabili presentati in risposta a un Avviso a evidenza pubblica in fase di ultimazione e sviluppato in collaborazione con il CELVA, che prevede una “procedura di valutazione a scadenza”, consistente in una valutazione comparata delle domande di contributo sulla base di criteri di selezione predeterminati e successiva predisposizione di una graduatoria redatta in ordine decrescente in funzione del punteggio conseguito».
In merito al secondo quesito mirato a conoscere se siano previsti o si intendano prevedere interventi in tal senso per le casermette forestali presenti sul territorio regionale e con quale indice di priorità, l’Assessore ha riferito che «Il patrimonio edilizio forestale assegnato al Corpo forestale della Valle d’Aosta è composto dalla sede del Comando Centrale di Saint-Christophe e da 14 casermette forestali (con annesse 2 dépendances), che ospitano gli uffici dei Comandi Stazione e gli appartamenti a disposizione dei dipendenti. Vi sono inoltre altri fabbricati in uso condiviso che ospitano il Nucleo antincendio boschivo e l’officina veicoli, oltre ad alcuni bivacchi e locali in altitudine per la vigilanza ed il controllo del territorio. Attualmente risultano abitati 37 appartamenti dei 72 alloggi disponibili complessivamente, con un tasso di occupazione di circa il 50%. Questo dato è spiegato da due fattori: la deroga ottenuta con la dgr 2165 del 2013 che toglie l’obbligo di residenza nell’ambito di giurisdizione di assegnazione e quindi permette agli agenti ed ai membri della Stazione di poter risiedere in altri Comuni, presso abitazioni di proprietà, più consone alle aspettative personali e famigliari; la carenza di personale complessivo, pari a circa un terzo dell’organico teorico, sul quale stiamo lavorando con l’assegnazione di 19 nuovi agenti che verranno immessi nel sistema ad aprile 2024 e con l’inizio di un nuovo corso per agenti forestali che prenderà il via a partire da metà giugno 2024».
«Poiché la manutenzione di questo patrimonio edilizio» ha fatto presente «comporta un notevole dispendio in termini economici e organizzativi, nel corso del tempo sono stati promossi vari interventi per contenere i costi gestionali e contemporaneamente valorizzare gli stabili assegnati. In tal senso vanno appunto richiamati gli interventi specifici di efficientamento energetico, diretti e indiretti, ma anche i lavori per contenere il consumo di acqua ad uso delle aree pertinenziali verdi, orti e giardini, per una maggiore attenzione ambientale. A livello numerico, sui complessivi 17 complessi edilizi, 3 fabbricati hanno già beneficiato di interventi generali di efficientamento; in 2 fabbricati sono stati realizzati interventi parziali che hanno migliorato le performance energetiche, seppur in maniera parziale e limitata; in 2 fabbricati è previsto nel corso dell’anno l’avvio di lavori già finanziati; in 6 fabbricati sono stati eseguiti lavori di contenimento delle emissioni; e in 3 fabbricati non si è ancora intervenuti».
Passando poi a presentare la tabella degli interventi di efficientamento energetico, eseguiti negli ultimi 10 anni ed in corso di esecuzione, sugli immobili assegnati al Corpo forestale della Valle d’Aosta, l’Assessore si è soffermato in particolare nel descrivere l’intervento sul Comando Centrale con sostituzione della centrale termica alimentata a gasolio con una pompa a calore, sostituzione del gruppo di raffrescamento, dei serramenti, dei corpi illuminanti, isolamento del sottotetto e posa dei pannelli solari sul tetto della struttura, per un importo pari a 1.147.864,79 euro; e gli interventi sulla Stazione forestale di Gaby con sostituzione della centrale termica alimentata a gasolio con un sistema di pompa a calore, realizzazione del cappotto, rifacimento del manto di copertura e della chiusura dell’atrio.
«Alcuni di questi fabbricati, 4 in particolare posti lungo l’asse centrale» ha continuato «non hanno ancora beneficiato di interventi complessivi di efficientamento energetico in quanto già collegati alla rete del metano. Per quanto riguarda la sede del Comando centrale, nel corso dell’anno 2024 saranno avviati i lavori di efficientamento per un importo considerevole di circa 1.200.000 euro. La realizzazione di questi interventi di importi elevati obbliga ad una puntigliosa programmazione che tenga conto anche delle esigenze operative di funzionamento delle varie Stazioni e del Comando».
«L’obiettivo finale dei prossimi anni» ha terminato l’Assessore «è di completare gli interventi necessari sui fabbricati che non hanno ancora potuto beneficiare dei vantaggi portati dai lavori di efficientamento».

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