Con gli interventi presentati al Consiglio regionale del 23 e 24 Marzo 2022, ci prefiggevamo di ottenere risposte a questioni di grande rilevanza per la nostra comunità ma le aspettative sono state in buona parte disattese per l’atteggiamento attendista, ormai palese e persistente, che questo Governo regionale mostra sui temi da noi proposti.
In merito all’interrogazione sul caro bollette, è con una certa contrarietà che abbiamo appreso dalla voce dell’Assessore che ad oggi non si è ancora neppure provveduto ad individuare le necessarie risorse finanziarie atte a sostenere una strategia di interventi mirati a calmierare i costi energetici in costante aumento. Mentre a livello nazionale ed europeo si stanno programmando provvedimenti per risolvere la problematica, la nostra Giunta regionale si contraddistingue per un atteggiamento attendista e ben poco propositivo, complicato dai continui rimpalli di responsabilità con la Commissione competente in materia. Come Gruppo Consiliare già dagli ultimi mesi dell’anno 2021 abbiamo trattato reiteratamente questo tema, ribadendone l’urgenza ma ricevendo sbrigative rassicurazioni. Ci lascia però a dir poco increduli il fatto che dopo oltre un mese dall’audizione di CVA e DEVAL presso la IV Commissione tenutasi il 17 febbraio 2022, si sia preferito lasciar passare ulteriori giorni e settimane invece che attivarsi per individuare dette risorse, che sono evidentemente condicio sine qua non prima di cominciare a lavorare su un disegno di legge che preveda interventi mirati e su più livelli per far fronte ai rincari energetici. A fronte degli angosciati timori manifestati dai cittadini e dalle imprese valdostane, l’unica risposta che questa Amministrazione pare in grado di fornire è quella di prendere tempo – e al contempo sprecarne – mentre sarebbe sicuramente più auspicabile affrontare il problema e trovarvi una definizione prima che la situazione si faccia insostenibile. Se le intenzioni, come ventilato dall’Assessore, sono quelli di aspettare l’assestamento di bilancio di giugno, ci par evidente che questo Governo manifesti delle chiare difficoltà nel cogliere e far proprie – se non con immediatezza perlomeno con tempestività – le istanze che salgono dalla collettività valdostana. Manifestiamo quindi il nostro dissenso per questo modus operandi e ci prefiggiamo di continuare a mantenere viva l’attenzione dell’Aula su questa criticità, nella speranza di veder finalmente accolto il nostro invito ad agire con massima urgenza in una questione che interessa tutta la nostra comunità, già provata economicamente dalle restrizioni per il periodo pandemico ancora in essere.
Relativamente all’interpellanza sul Bando Borghi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci restano due profondi motivi di perplessità che non sono stati dissipati dalla risposta dell’Assessore.
In primo luogo le modalità con cui è avvenuta la selezione interna tra i vari progetti presentati. Quel che contestiamo – ci teniamo a sottolinearlo per evitare fraintendimenti – non sono i requisiti definiti dal Ministero della Cultura per uniformare i singoli progetti di ciascuna Regione, bensì il fatto che detti requisiti siano stati trascritti nell’avviso di interesse per il bando di selezione interna senza dargli un taglio o operare alcuna valutazione politica, senza fornire elementi aggiuntivi, senza quantificare il peso di un requisito rispetto all’altro, e senza dar modo ai Comuni di conoscere tutte le informazioni relative ai requisiti prima di partecipare. A nostro avviso questa procedura ha mostrato tutta la sua intrinseca debolezza sia nella forma che nella sostanza. Nella forma perché le linee guida ministeriali sono cosa sostanzialmente diversa rispetto ai criteri di selezione interna, e il rispetto delle prime non doveva far dimenticare la necessità di individuare ed introdurre i secondi, che avrebbero dovuto essere propri e specifici trattandosi di un bando interno tra progetti di Comuni della stessa Regione. Nella sostanza perché adducendo a pretesto la trasparenza, la democrazia e la partecipazione, si è voluta nascondere una mancanza di coraggio nel compiere delle scelte politiche e nell’assumere delle decisioni che avrebbero potuto magari creare delle difficoltà a questa maggioranza
La seconda perplessità riguarda il personale incaricato di gestire le complessità del PNRR. È ormai da mesi che continuiamo a sollecitare il Governo regionale affinché proceda con delle assunzioni – come previsto dagli articoli ad hoc della legge di bilancio varata a dicembre – e al contempo programmi dei corsi di formazione per il personale già assunto. Sono passati dei mesi e non una decisione è stata presa in nessuna delle due direzioni. Questa constatazione di fatti aumenta le nostre preoccupazioni che, al contrario di quelle manifestate dall’Assessore, non riguardano le difficoltà nel dover far fronte a fondi così ingenti, bensì attengono alle professionalità e competenze necessarie a gestire questi fondi a livello organizzativo. Ricordiamo sempre che il PNRR è un fondo che può portare allo sviluppo di fondamentali opportunità e sarebbe certamente controproducente vederlo vanificato per l’incapacità di assumere decisioni e trovare soluzioni che rendano l’organizzazione regionale all’altezza del compito complesso che è chiamata a svolgere. In conclusione, le risposte ricevute non ci hanno soddisfatto e continueremo a monitorare la situazione e ad intervenire fino alla risoluzione delle criticità che ancora permangono, sperando che giunga in tempo utile per consentire alla nostra Regione di approfittare pienamente dei vantaggi indiscussi forniti dal PNRR.
L’interpellanza riguardante le tariffe autostradali e dei Tunnel regionali era nei nostri intenti mirata a sottolineare l’importanza di attuare misure di sconto, in un periodo in cui l’aumento del costo della vita e dei carburanti sono in costante e allarmante crescita. Preso atto dalle parole dell’Assessore del fallimento di ogni iniziativa in tal senso per ragioni che dipendono dall’indisponibilità delle partecipate a prendere in considerazione dei sistemi di riduzione, sollecitiamo questo Governo a non arrendersi davanti a rifiuti che antepongono l’interesse delle partecipate stesse a quello della nostra Regione, bensì a porre la questione tra le priorità e ad insistere per trovare una forma di compromesso che ci consenta di ridurre le dette tariffe e conseguire l’effetto di sostenere ulteriormente i nostri residenti lavoratori, incentivare i flussi turistici nel nostro territorio e mantenerci nella posizione di carrefour d’Europe.
Le nostre preoccupazioni per la situazione di crisi della Cogne Acciai Speciali, che ha avviato il ricorso alla Cassa Integrazione di parte dei dipendenti come misura per fronteggiare il rincaro di materie prime ed energia, sono state solo in parte mitigate dalle rassicurazioni dell’Assessore in risposta alla nostra interpellanza. Con soddisfazione accogliamo le informazioni relative agli ottimi rapporti tra la Regione e la detta impresa che si concretizzano in tutta una serie di piani e interventi per migliorarne e sostenerne lo sviluppo, e mantenerla in quegli standard di eccellenza che ne fanno un’azienda leader nel settore sia a livello nazionale che internazionale. Ben poco di risolutivo però è stato detto in merito alla presente crisi e su quali strategie si intendano mettere in atto se si eccettua quella più drastica ad oggi in attesa del parere ministeriale. Ci facciamo quindi portatori delle apprensioni dei dipendenti su cui ad oggi incombe il provvedimento di Cassa Integrazione e sollecitiamo questa Amministrazione a non soffermarsi unicamente sui citati piani e interventi, bensì a monitorare con attenzione e costanza anche e soprattutto l’aspetto occupazionale poiché restiamo convinti che la solidità di un’impresa si valuti in base alla sua produttività ma anche in virtù della tutela che esprime verso i suoi dipendenti. Negli anni la nostra Regione ha varato diversi provvedimenti a favore della Cogne, ed è nostra opinione che non possano e non debbano essere vanificati dalla sottovalutazione della portata di una crisi come quella presente, che porta con sé gravi ricadute occupazionali. Auspichiamo quindi che questo Governo si assuma il compito di seguire attentamente e dappresso l’evoluzione di questa sfavorevole situazione contingente, in modo da riferirne all’Aula ma soprattutto in modo da essere accanto ai lavoratori di questa azienda che è la più importante a livello regionale in termini occupazionali.
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