Nel Consiglio regionale che si è tenuto il 23 e 24 settembre 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto nell’ambito della discussione generale e delle dichiarazioni di voto sul disegno di legge n.22 “Terzo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste per il triennio 2026/2028. Modificazioni di leggi regionali e altre disposizioni”.
Intervento in discussione generale
«Quando si tratta di una variazione di bilancio si discute di numeri ed ecco quindi i numeri di cui come Pour l’Autonomie vogliamo parlare nella discussione generale di questo disegno di legge: 23,8 milioni di euro; 56 giorni; 180 gradi».
«Il primo numero riguarda direttamente il disegno di legge 22 e il suo articolato. Non entrerò nel dettaglio dei contributi stanziati in favore dei Comuni di Valsavarenche, Challand-Saint-Anselme, Lillianes e Hône per acquisire i DOCFAP di diverse opere, anche tengo a sottolineare come questi rappresentino solo una prima fase, un primo passaggio a cui dovrà seguire la definizione delle risorse per la progettazione definitiva e per le opere. E non discuterò nemmeno direttamente dei contributi all’ASIVA, all’UVGAM, alla Skyway o delle maggiori risorse all’Office du Tourisme, al MegaMuseo e al Castello Gamba, che sono sicuramente tutte iniziative utili».
«Parlerò invece dell’articolo 16 e dell’articolo 31 che prevedono – o meglio prevedevano – rispettivamente: 12,5 milioni per contrastare il cambiamento climatico; e 11,3 milioni suddivisi in 9 milioni per misure a sostegno delle famiglie e 2,3 milioni per misure a sostegno delle imprese. L’emendamento di ieri mattina, che sposta 5 milioni dall’articolo 16 e li inserisce nell’articolo 31, poco cambia ai fini del ragionamento politico che sto per fare. In questi due articoli vengono destinate il 47,6% delle risorse dell’intera misura di cui stiamo discutendo. Nulla di male sino a qui. Peccato però che gli Assessori auditi in Commissione ci hanno chiaramente detto che non sanno ancora come questi fondi verranno utilizzati, per quali misure e con quali criteri. Con queste premesse diventa difficile per noi fare politica e portare il nostro contributo».
«Lo dico perché come Movimento siamo da sempre attenti e propositivi su temi come quelli del sostegno alle famiglie e dell’acqua. Sulle famiglie abbiamo già proposto e continueremo a lavorare su un indicatore tutto valdostano che ci permetta di superare i parametri ISEE. Sull’acqua abbiamo sempre proposto soluzioni che rispettassero chiaramente una gerarchia: prima l’acqua potabile, poi i fini agricoli e a seguire gli scopri idroelettrici. Sono stato io durante il dibattito dell’Assestamento a suggerire di utilizzare i 75 milioni dei dividendi di CVA per progettare e finanziare bacini idrici e sistemi di raccolta delle acque piovane. Si tratta di un numero di interventi pari a due o tre al massimo, ma bisogna individuare dove farli e iniziare a lavorare, perché 5 anni scorrono veloci e il cambiamento climatico non aspetta né i pareri pro veritate, né le sentenze e tanto meno gli equilibri di partito».
«Sull’articolo 16 l’Assessore Sapinet ci ha illustrato alcuni interventi che saranno posti in essere: investimenti sul BIM, acquedotti e tanti altri aspetti che abbiamo sviscerato durante la riunione di Commissione anche senza entrare nel dettaglio. Con rammarico e preoccupazione abbiamo sentito in Commissione consiliare l’Assessore all’Agricoltura sostenere che questo articolo “è di competenza dell’Assessorato alle opere pubbliche”. Il tutto come se il settore agricolo non fosse tra i più colpiti dal cambiamento climatico e non vi fosse alcuna urgenza di elaborare idee e proposte mirate a dargli i giusti strumenti per contrastarne al meglio gli effetti. Poi magicamente ieri mattina è arrivato un emendamento per andare a dividere i fondi dell’articolo 16, prevedendo un fondo speciale per le aziende agricole spostato così all’articolo 31. Bene che le idee siano un pelo più chiare rispetto a luglio – anche se il tempo passa – ma come facciamo a fare una legge da 5 milioni e poi una delibera attuativa e poi impegnare tutte le risorse? Mi sembra l’ennesima mossa per poter continuare a realizzare spot a cui non seguono i fatti o quanto meno ne seguono pochi. Politicamente con gli stessi milioni potete scrivere almeno 2 leggi e 4 articoli di stampa, ma amministrativamente non c’è logica in ciò che state proponendo. Bisognava organizzarsi prima, programmare e lavorare sin dal mese di giugno quando era già chiaro a tutti che sarebbe stata un’estate complessa e siccitosa. Poche idee e ben confuse, ma purtroppo è solo uno degli esempi che mi troverò a fare».
«E qui interrompo la lettura del mio discorso perché le notizie mi hanno di fatto superato. Un attimo dopo che la Consigliera Petey aveva terminato di leggere la sua relazione, è infatti uscito un comunicato stampa dell’Union Valdôtaine sui 9 milioni della misura di sostegno alle famiglie, in cui si vanno ad anticipare i contenuti del prossimo disegno di legge, Ammetto che da via Piave, bevendo il caffè in ufficio e interloquendo con i vari colleghi, ero convinto che fosse una battaglia che portava avanti prioritariamente Forza Italia. E ammetto anche di aver detto ai colleghi di quel Partito che era corretto far valere il loro peso politico, visto che gli autonomisti in maggioranza per le loro scelte sono solamente 17, e al contempo che era giusto da parte loro proseguire su una linea che sostenevano da tempo. Ho scoperto però che l’Union Valdôtaine si è intestata con questo comunicato stampa il merito di questa misura, superando a destra o a sinistra – dipende dai punti di vista – Forza Italia».
«Sta di fatto che di questi 9 milioni, di cui discuteremo in futuro il testo normativo, sino a ieri non avevamo nessuna informazione. Oggi l’informazione arrivata è che abbiamo 55 mila famiglie che aspettano un contributo di 9 milioni. Ho fatto una semplice divisione e si traduce in un contributo di circa 163 euro a famiglia, al netto ovviamente degli altri costi da sottrarre. Quindi una misura che in qualche modo interviene ma non cambierà la sorte delle famiglie valdostane. Quelle stesse famiglie valdostane che oggi purtroppo possono solamente contare su due iniziative realmente concrete – e non scritte soltanto sui comunicati stampa – che sono: l’abolizione del bollo per le auto e la Carta Dedicata a Te, valida per 1.283 famiglie valdostane. E al di là delle polemiche politiche dei partiti nazionali in merito a queste misure, da Autonomista mi dispiace dover rimarcare come siano entrambe misure proposte e votate dal Governo centrale. Se non si vogliono introdurre il Bonus Bebè – di cui più volte abbiamo discusso in quest’Aula – o il Bon de Chauffage, mi auguro quantomeno si cominci a lavorare al più presto a una misura concreta, utile e, oserei dire, anche capiente. Qui il problema è politico e non possiamo affermare che non abbiamo i soldi, e tanto meno accettare che le famiglie valdostane vedano nella Regione un’istituzione. che non le supporta con misure rapide e concrete in un momento difficile come quello che stiamo vivendo».
«Se l’essere Autonomista di maggioranza in questa legislatura significa solo interpretare le leggi regionali per poter guadagnare un giorno in più al Governo invece di concentrarsi sul come possiamo dare risposte ai valdostani e alle famiglie che sono in difficoltà, allora io e noi di Pour l’Autonomie siamo felici di essere Autonomisti che stanno all’opposizione, perché non condividiamo questo modo di fare politica. Per noi ogni giorno è un giorno in meno per poter dare una risposta ai valdostani e non un giorno in più nel quale ricoprire un ruolo piuttosto che un altro. Discutere di un disegno di legge in cui resta ancora da definire come verranno realmente impegnate pressoché la metà delle risorse risulta difficile. Ma soprattutto diventa per noi impossibile portare ad oggi un nostro contributo fattivo e propositivo. E quindi per questi 23,8 milioni, valuteremo poi, decideremo poi, vedremo poi, esattamente come fate voi».
«Il secondo numero è 56 giorni, esattamente il tempo trascorso dal 29 luglio, data in cui abbiamo discusso il disegno di legge sull’assestamento, ad oggi. E come avevo annunciato è stata un’estate utile e proficua dato che tra l’altro avete rinnovato i vertici della CVA, avete trovato nuovi equilibri. 56 giorni in cui l’urgenza che era stata annunciata dall’Assessore Baccega è stata smentita dalla maggioranza e dai fatti. Se questo provvedimento fosse stato realmente urgente, allora si sarebbe dovuto approvare prima. Se queste misure fossero state veramente urgenti, in queste due settimane si sarebbero già dovute discutere le leggi attuative per le imprese e le famiglie. Invece, silenzio, spettiamo e vediamo o meglio aspettiamo il Consiglio e leggiamo i comunicati stampa che ad oggi però non fanno legge. La verità è che il 20 luglio si è tenuta l’audizione dell’Assessore Baccega, il quale ci ha detto che la comunicazione dell’Agenzia delle entrate è datata 4 giugno 2026, mentre i Consiglieri (almeno quelli di opposizione) lo hanno saputo solo a metà luglio. Ma poco importa ormai».
«Ciò che è certo è che fra 56 giorni esatti sarà il 18 novembre e la macchina amministrativa, lo sapete meglio di me, sarà impegnata a chiudere i programmi e risulterà quindi difficile impegnare tutti gli importi di cui stiamo parlando oggi. Pensare al tempo perso non serve. Adesso dobbiamo guardare avanti e dire agli Assessori che il tempo a loro disposizione per impegnare queste risorse è veramente poco e non sono ammesse scuse di nessun tipo. Facciamo il tifo che possiate riuscirci; non per voi, sia chiaro, ma per chi aspetta queste risorse. Altrettanto certo è che anche la macchina amministrativa risente delle scelte miopi di una politica sempre più debole; e che ormai anche negli uffici si manda avanti l’ordinario e si attende. Tanti sono i professionisti, i Sindaci, i cittadini che vengono per risolvere dei problemi e si sentono rispondere “dovremmo cambiare una delibera” o “dovremmo proporre una modifica di legge” e quindi “vediamo cosa succede nelle prossime settimane”. Ormai lo hanno capito tutti: quello che si cerca di presentare come un atto di responsabilità è in realtà una scelta che ha ammutolito la politica e ha purtroppo fermato anche l’Amministrazione».
«Un coordinatore territoriale del nostro Movimento, durante una delle nostre riunioni estive, ha rappresentato questa situazione con una metafora molto forte che trovo però terribilmente corretta: “la Regione ormai è entrata nel famoso protocollo ‘tachipirina e vigile attesa’”. Nessuno sa come curare i problemi dei valdostani e allora si cerca di dare l’impressione di avere tutto sotto controllo e si aspetta. Noi Autonomisti di Pour l’Autonomie al verbo aspettare preferiamo i verbi lavorare, produrre, agire, e non mi riferisco ai comunicati stampa La tachipirina, esattamente come la politica che state portando avanti in questa legislatura, allevia i dolori ma non li cura, e qui il paziente è la nostra comunità, la nostra Autonomia, la nostra Valle d’Aosta, che merita molto di più».
«L’ultimo numero è 180 Gradi, il magico giro compiuto dall’Assessore alla Sanità che a luglio è arrivato in Commissione a difendere l’indifendibile contenuto dell’articolo 21 con cui si prevedevano 240 mila euro in più per attrarre nuovo personale per la direzione dell’USL. Peccato che al bando avevano già aderito decine di persone. E allora le domande sorgono spontanee. Servono davvero risorse per attrarre queste figure apicali? Non sarebbe stato forse meglio destinare tali risorse a misure per attrarre OSS, infermieri, medici e personale sanitario? Non è che magari vi erano promesse che non sappiamo?Chissà!».
«A fronte della nostra richiesta messa a verbale di riaprire il bando evidenziando le grandi contraddizioni di questo articolo, dopo due mesi estivi di riflessione ecco che arriva l’emendamento dello stesso Assessore, il quale sopprime l’intero articolo. Ma non finisce qui, perché ad essere particolarmente interessante è la relazione esplicativa di questo emendamento, nella cui parte conclusiva si legge, apro virgolette “Il tema rappresenta un argomento complesso e meritevole di attento confronto, per il quale, in accoglimento delle richieste avanzate in sede di audizione nella competente commissione consiliare, si ritiene opportuno sospendere la misura per svolgere ulteriori valutazioni da valutare” chiuse virgolette. Insomma si devono fare delle valutazioni che poi dovranno essere valutate. Il tutto firmato solo dall’Assessore, e non dalla Giunta, non dai Capigruppo e nemmeno dal suo Gruppo. Solo dall’Assessore Marzi. Per chi conosce la politica questa suona come una mezza mozione di sfiducia. La maggioranza, nel non mettere le firme, ha detto chiaramente all’Assessore Marzi “hai fatto tu il pasticcio, ora te lo risolvi”. Ecco un altro esempio che spiega bene la metafora della “tachipirina e vigile attesa”. Il succo del pensiero che non condividiamo è riassunto in questo emendamento: valutiamo di valutare e poi valuteremo cosa fare e nel mentre sale l’avanzo di amministrazione, i cittadini si disinteressano sempre di più ma almeno il tempo passa e infine valuteremo. La cosa che però mi ha stupito di più e che continua a stupirmi – e lo dico a soprattutto a voi colleghi dell’opposizione – è che vi sorprendiate di questa mezza giravolta dell’Assessore Marzi. Io, conoscendolo e vedendo come affronta i diversi dossier di sua competenza, non mi stupisco affatto. È solo un emendamento necessario per aspettare domani e poi – ahimè e ahinoi –valuterà e/o valuteranno».
Intervento dichiarazione di voto
«Su questo disegno di legge noi ci asterremo e lo diciamo sin da subito. E nel dirlo cercheremo di fare anche due ragionamenti un po’ più politici».
«Come strategia ho presentato un unico ordine del giorno e all’ultimo momento. La prossima volta ne presenterò 40, dato che sembra l’unico modo per vedersene approvato qualcuno e chiudere la seduta nei tempi. Ma se questo è il modo di interloquire in quest’Aula, e se questo è il rispetto che viene dimostrato verso le proposte delle opposizioni, credo che ci sia un problema a monte».
«L’altro aspetto che tengo a sottolineare è che mi sono astenuto sugli articoli 4, 5 e 6 – quelli che parlano dei progetti del DOCFAP e dei contributi agli Enti locali sul DOCFAP – non per un giudizio di merito sui progetti bensì perché condivido abbastanza quanto ha detto il collega Campotaro sul fatto che è inutile fare dei progetti se non abbiamo una visione completa di quello che vogliamo fare. Esempio plastico è stato l’ordine del giorno sulla Valle del Lys che è stato portato e poi non votato, e su cui invece andrebbe fatto un ragionamento a 360 gradi».
«Credo che in questi due giorni abbiamo visto un po’ di tutto e lo ha già ben ribadito il collega Centoz. Per dirne una, abbiamo visto la maggioranza che in qualche modo si manda dei messaggi interni. Soffermarsi però solo su questo sarebbe a dir poco riduttivo quando poi alla prova dei fatti è vero che l’Union Valdôtaine ha fatto la voce grossa ma è altrettanto vero che nessuno si è messo contro o ha fatto nulla se non un articoletto di giornale. Quindi capisco e condivido anche la strategia del partito di maggioranza relativa».
«Il Presidente ci dice che la maggioranza ne esce rafforzata, aggiunge che ci sono delle situazioni in cui, e cito “quando si sbaglia, si sbaglia tutti assieme; e quando si fa bene, si fa bene tutti assieme”, e poi conclude parlandoci della solitudine del potere. Talvolta però la solitudine al potere è inevitabile quando non si condividono certe decisioni e certi passaggi, cosa che renderebbe più facile per tutti giustificarli. In ogni caso non vedo come i due concetti – condivisione e solitudine – possano convivere. Forse c’è un pelo di confusione non solamente all’interno della maggioranza ma anche di chi la guida, quando da un lato si avverte la pressione delle scelte prese in solitudine, e dall’altro si afferma che nei momenti in cui si sbaglia o si fa giusto si è comunque assieme. E a me questa non sembra né politica né logica».
«Quando si compie un passaggio a vuoto con gli alleati, si dice che si è sbagliato tutti assieme e poi si cerca di recuperare in altri modi, magari con le prossime partecipate, magari con le sottopartecipate di CVA che stiamo iniziando a nominare un po’ qui e un po’ lì. Non so se sia giunta a tutti la notizia e se sia vera oppure no, ma abbiamo già rinominato alcuni CdA e Amministratori delegati delle partecipate di CVA, e sicuramente questo è stato oggetto di discussione in maggioranza. Vedremo pian pianino quali sono i nomi che escono e vedremo quale sarà realmente la governance che le scelte di quest’estate di questa Giunta regionale porteranno sul territorio. E non ci limiteremo a esaminare solamente lo strato superficiale ma andremo in profondità ai substrati per capire il peso politico delle varie correnti e della linea seguita perché ad oggi giungono voci molto discordanti che solo nel prossimi giorni potremo valutare meglio.
«La confusione che aveva il collega Tuccari, l’ho provata anche io durante questi due giorni. Con una sola differenza: lui è passato dal confuso al contento, io sono rimasto confuso, molto confuso. Ma non sono il solo. Dalle parole del Presidente sulla solitudine del potere e sulla condivisione delle cose giuste come delle cose sbagliate, appare infatti chiaro che non sono l’unico in quest’Aula ad essere confuso. Peccato però che se è un Consigliere di opposizione ad essere confuso, è poca cosa, mentre se lo è chi siede nei banchi della maggioranza e del Governo, abbiamo un problema decisamente più importante».
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