Nel Consiglio regionale che si è tenuto il 23 e 24 settembre 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto nell’ambito del dibattito sul punto n.06 “Relazione annuale sull’andamento della gestione della Casino de la Vallée S.p.A. – Anno 2025”
«È dalla scorsa legislatura che come Gruppo consiliare chiediamo maggiori informazioni sul Casino de la Vallée» ha commentato il Consigliere Carrel «ma la relazione presentata oggi in Aula non solo non scioglie i nostri dubbi, ma fa emergere anche tre temi critici che dal nostro punto di vista meritano di essere sottolineati».
«Il primo è quello relativo al personale. Da un lato quell’aumento dei costi pari a 2,4 milioni di cui però 1,3 milioni riconducibili all’applicazione di un nuovo contratto collettivo, dall’altro la questione relativa ai 430 mila euro destinati a incentivare l’esodo di 25 dipendenti che preoccupa e non poco alla luce delle voci – non confermate e non smentite – secondo cui alcuni di loro sono stati riassunti dalla Casa da gioco con altri contratti».
«Il secondo tema è quello relativo a questa frase della relazione che ho riportato testualmente “si riscontra inoltre un incremento dei nuovi clienti da gioco dovuto principalmente a una maggiore concessione del credito”. Un’affermazione che suscita non poche perplessità e che impone di chiedersi di quale tipo di credito si stia parlando, come anche di prestare particolare attenzione a questo tipo di operazioni, dato che se è vero che il credito rimane a bilancio, è altrettanto vero che non è sempre esigibile come vogliamo. Sulla questione alcuni colleghi hanno presentato iniziative in Consiglio e io stesso ho proceduto con diverse richieste di accesso agli atti, senza però ricevere le risposte necessarie a fare chiarezza».
«Il terzo tema è quello relativo all’incremento di performance del Grand Hôtel Billia pari al 30%, un valore percentuale che, per motivi poco chiari, il Presidente non ha citato espressamente. Al di là di questa sospetta dimenticanza, c’è da chiedersi quali fattori abbiano in effetti prodotto questo risultato. Bene se è il frutto dell’aumento delle attività alberghiere; molto meno bene, per ovvie ragioni, se è legato a uno scambio tra l’Hotel e il Casinò, che vede il secondo prenotare stanze al primo per i propri giocatori».
«Concludendo, si tratta di tre temi che sembrano buttati lì in questa relazione, ma che invece sono determinanti per capire come stiamo gestendo la Casa da gioco e soprattutto che futuro vogliamo dargli. E per questo come Pour l’Autonomie riteniamo fondamentale che vengano affrontati e chiariti in IV Commissione, anche attraverso l’audizione dei vertici della nuova gestione. Vertici che hanno un posizionamento netto nello scenario politico – aspetto questo di cui non ci stupiamo neanche troppo – ma da cui ci aspettiamo che sappiano quali azioni intraprendere nell’interesse del Casinò, per far sì che non ci sfugga di mano una situazione che è già molto ma molto complessa».
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