Le dimissioni del Presidente della Regione non ci hanno colto di sorpresa. Da tempo infatti sottolineavamo con una crescente preoccupazione le difficoltà di questo Governo nell’affrontare e risolvere questioni e problemi da noi considerati cruciali per lo sviluppo e la salvaguardia della Valle d’Aosta, dichiarando la nostra contrarietà e le nostre non poche perplessità circa le modalità e le tempistiche con cui esso operava. Nonostante il nostro convincimento – di cui non abbiamo mai fatto mistero – che qualcosa non andasse e fosse necessario adottare un nuovo metodo di lavoro, come unico Movimento autonomista all’opposizione dal 2020 abbiamo da sempre dimostrato la nostra apertura al dialogo e al confronto, e non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo concreto in termini di proposte e suggerimenti, nonché il nostro appoggio nel varare misure in favore dei valdostani e provvedimenti per la ripartenza della nostra Regione.
Oggi che prendiamo atto di queste dimissioni, motivate da ragioni che non ci riguardano e in cui non riteniamo di dover entrare, ma che abbiamo ben percepito sia in aula che a mezzo stampa, quel che ci preme ribadire è che restiamo fermi sulla nostra volontà di contribuire fattivamente al dibattito per veder risolta nel più breve tempo possibile una crisi politica che certo non fa bene alla nostra comunità, ma altresì più che mai convinti nel riaffermare il ruolo, gli ideali ed il programma del nostro Movimento su cui si fonda il lavoro del nostro Gruppo Consiliare.
Nei 60 giorni che partono da questa adunanza siamo convinti che sia più che mai fondamentale tornare a discutere di programmi e su cosa possiamo e dobbiamo fare come Consiglieri, ed a ragionare anteponendo il benessere della nostra Regione a sterili personalismi che continuano a bloccare ogni ragionamento politico, ed è esattamente questa la posizione che intendiamo assumere, impegnandoci in prima persona nel rispetto del mandato affidatoci dall’elettorato.
Riaffermiamo pertanto come il nostro Movimento, che si è candidato sia alle elezioni regionali che alle elezioni politiche con i propri valori e un proprio programma, non intenda lavorare per risolvere i problemi all’interno dei vari gruppi della maggioranza cercando di rifondare un movimento o un altro, bensì esprima la sua piena disponibilità a dialogare su programmi che vedano trattati i temi che in questi due anni il nostro Gruppo Consiliare ha più volte portato all’attenzione del Governo, senza ricevere le risposte auspicate.
All’ordine del giorno delle sedute consiliari del 25 e 26 gennaio, avevamo iscritto 4 temi di grande interesse per la collettività valdostana: GAL, Contributi investimenti aziendali, Crisi idrica e Patrimonio boschivo. L’imporsi della crisi politica sul normale svolgimento dei lavori consiliari ci ha costretto a rimandarli ma ci prefiggiamo di tornare a ripresentarli non appena possibile.
Il primo tema che intendevamo approfondire in questa adunanza consiliare riguardava il Gruppo di Azione Locale GAL Valle d’Aosta, associazione senza fini di lucro nata per coordinare e attuare la Strategia di Sviluppo Locale SSL, che nel periodo di programmazione 2014-2022 ha gestito e concesso, per conto degli Enti soci, contributi complessivi per un importo superiore a 10.800.000,00 euro. Ricordato che il 2023 è l’anno in cui la Regione Autonoma Valle d’Aosta deve selezionare tramite bando una nuova SSL per assegnare i fondi della Politica Agricola Comune PAC 2023-2027, ritenevamo fondamentale fare il punto sull’attuale assetto amministrativo di questa associazione concentrandoci in particolare sulla figura del Coordinatore – che con l’Esperto amministrativo contabile e l’Addetto alla segreteria organizzativa e amministrativa, costituisce la triade amministrativa dell’associazione secondo quanto previsto dal suo Statuto e dalla SSL – anche alla luce del fatto che non ci risulta sia stata ancora rinnovata dai rispettivi organi la convenzione con il CELVA, scaduta in data 31 dicembre 2022, che prevedeva la possibilità di impiegare il personale del Consorzio.
Quindi era nostra intenzione chiedere al Governo regionale se il GAL VdA, dopo la data di scadenza della predetta convenzione, avesse nominato o selezionato un Coordinatore come previsto dalla Strategia di Sviluppo Locale; se e quando fossero state avviate le richieste di disponibilità di personale agli Enti soci e/o la procedura concorsuale pubblica ai sensi di legge per selezionare un Coordinatore.
Il secondo tema di cui volevamo tornare a parlare era quello del Bonus Entreprises che prevede un contributo in favore delle imprese valdostane che abbiano sostenuto degli investimenti aziendali nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 15 novembre dell’anno 2022. Sottolineato che la materia, trattata dalla Legge regionale 21/2022 e dalla Legge regionale 25/2022, è stata ulteriormente definita dall’articolo 46 della Legge regionale di stabilità 32/2022, a motivarci a questa nostra interrogazione era il dubbio che l’integrazione delle risorse appena approvata risultasse nei fatti inadeguata a far fronte a tutte le richieste degli aventi diritto, che stando ai dati ad oggi superano di circa 14 milioni di euro gli stanziamenti destinati a tale fondo. Con questa interrogazione intendevamo quindi domandare se la quota libera del risultato di amministrazione in previsione, fosse sufficiente ad erogare il dovuto alle imprese che ne hanno effettuato domanda nei tempi previsti; ed entro quando fosse prevista la liquidazione del dovuto alle imprese che hanno presentato istanza.
Il terzo tema era la crisi idrica, che abbiamo più volte portato in Consiglio dando voce alle preoccupazioni dei coltivatori e allevatori valdostani alle prese con un fenomeno siccità che ha creato non pochi problemi nel periodo estivo del 2022. Ribadito il ruolo centrale delle acque per le già citate attività economiche ma in generale anche per tutte attività del nostro territorio nonché per tutte le famiglie valdostane, e preso atto della petizione firmata a Nus da 259 persone in cui si chiede di modificare le date di utilizzo dei ru per sfruttare al meglio questi piccoli canali che fanno arrivare le acque dei ghiacciai alle aree coltivabili, ritenevamo che il problema richiedesse un nuovo e più accurato approfondimento, anche viste le scarse precipitazioni registrate durante la recente prima fase invernale, al fine di assumere in merito decisioni importanti per non farci trovare impreparati a gestirne le temibili conseguenze nei prossimi mesi tardo primaverili e estivi. Pertanto volevamo interpellare il Governo per sapere se vi fosse l’intenzione: di presentare alla Commissione competente un piano di investimenti e sostegni per far fronte alla nuova e probabile crisi idrica del 2023, e di realizzare urgentemente, in sinergia con gli altri Enti quali ad esempio il BIM, uno studio che individui le zone della nostra Regione più a rischio per la crisi idrica.
L’ultimo tema atteneva al nostro patrimonio boschivo, e alla necessità imprescindibile di tutelarlo, mantenerlo e migliorarlo in quanto elemento fondamentale del nostro ambiente alpino. Preso atto dei censimenti effettuati dai vari Comuni sulle porzioni di territorio boschivo, dello stato dei boschi della nostra Regione, e dell’importanza di avere un piano regionale di coordinamento e valorizzazione delle proprietà boschive, era nostro intendimento interpellare la Giunta regionale per sapere: se vi fosse l’intenzione di coordinarsi con i Comuni nel comune intento di valorizzare il patrimonio boschivo; quanti fossero gli operatori boschivi impegnati nel mantenimento del nostro patrimonio boschivo; quale fosse la media dei prelievi legnosi in Valle d’Aosta e quale quella potenziale autorizzata dalla politica di forestazione definita in coordinamento con i Comuni.
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