Durante il Consiglio regionale interamente dedicato alla legge di stabilità e al bilancio di previsione finanziario per il triennio 2025-2027, che si è tenuto nelle giornate del 9, 10, 11 e 12 dicembre 2024, l’Assessore Marco Carrel ha rispondo in modo preciso e accurato a tre ordini del giorno relativi ad Agricoltura e Risorse naturali.
All’ordine del giorno con cui si chiedeva l’impegno a riferire in III Commissione circa gli eventuali aggiornamenti sul declassamento della specie canis lupus, l’Assessore ha così replicato:
«Viste le notevoli criticità legate alla presenza del lupo nella nostra Regione, ho più volte sollevato la problematica e preso posizione nelle sedi preposte, come ad esempio in CPA, di concerto con altri Assessori dell’arco alpino. Con dichiarazioni e lettere, assieme a tutti i colleghi – che ringrazio per la condivisione di questa lunga battaglia che non è assolutamente ancora finita – abbiamo chiesto a più riprese l’approvazione di un Piano di gestione del Lupo in Italia, fermo ormai da troppo tempo, e su cui abbiamo avuto modo di confrontarci all’interno di questo Consiglio in diverse occasioni e che, come sapete, non è possibile adottare se non vi è l’unanimità di tutte le Regioni».
«Sulla base di un’analisi approfondita dello status del lupo nell’Unione Europea, nel 2023 la Commissione Europea ha proposto finalmente un emendamento alla Convenzione di Berna per il declassamento del lupo da specie particolarmente protetta a specie protetta. Il 27 settembre scorso, gli Stati dell’Unione Europea hanno, quindi, richiesto tale declassamento alla Convenzione di Berna. La riunione del Comitato di detta Convenzione, tenutasi il 3 dicembre, ha confermato l’adozione della proposta dell’Unione Europea, permettendo quindi l’avvio dell’iter di declassamento dello status di protezione della specie canis lupus da “specie di fauna strettamente protetta” (Allegato II) a “specie di fauna protetta” (Allegato III). La decisione finale è stata pubblicata venerdì 6 dicembre sul sito della Convenzione di Berna e la modifica entrerà in vigore tra tre mesi, il 7 marzo 2025, a meno che un terzo, o più di un terzo, delle Parti della Convenzione di Berna del Consiglio d’Europa (ossia 17 Paesi su 49) non vi si opponga. Una volta che l’emendamento alla Convenzione di Berna sarà entrato in vigore, la Commissione europea proporrà uno specifico emendamento finalizzato all’adeguamento dello status di protezione del lupo negli allegati della Direttiva habitat, che dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Questa modifica legislativa permetterà agli Stati membri maggiore flessibilità nella gestione delle loro popolazioni locali di lupi. Per arrivare alla conclusione dell’iter di declassamento occorrerà quindi circa un anno».
«Per quanto concerne la Valle d’Aosta si evidenzia che, nei mesi scorsi, sono stati presi i contatti necessari con ISPRA per avviare un tavolo di confronto sul lupo e che nel corso del primo semestre del 2025 verrà predisposto, con l’aiuto di tecnici esterni, un apposito protocollo di gestione del lupo sul territorio regionale, nel quale si individueranno i criteri tecnici per la sua gestione, anche ai sensi della legge regionale 11/2021, soprattutto alla luce del declassamento della specie prevista per il prossimo anno. A tal proposito, con Provvedimento Dirigenziale del 3 dicembre 2024, il Dipartimento Risorse naturali ha affidato il servizio di supporto tecnico specialistico per la predisposizione della versione definitiva del piano faunistico venatorio regionale e, cito il capitolato d’appalto, “la redazione della bozza di protocollo di gestione della specie lupo sul territorio regionale al fine di disciplinare le attività di gestione e prevenzione degli impatti del predatore sulle attività antropiche e sulla rimanente fauna selvatica, assicurando la conservazione della specie” ».
«Questo è quanto stiamo già facendo, e sicuramente vi è da parte mia la disponibilità ad aggiornare la III Commissione in tempi che, dato l’affidamento dell’incarico a dicembre, non possono essere fissati che nei primi mesi del 2025, in modo da avere gli opportuni elementi su cui dibattere».
L’ordine del giorno è stato respinto.
All’ordine del giorno con cui si chiedeva l’impegno ad individuare, nella definizione del prossimo Assestamento al bilancio di previsione per l’anno 2025, le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione della pista forestale Crest Damon nel comune di Pontboset, l’Assessore Carrel ha così replicato:
«Relativamente alla realizzazione di una pista di collegamento tra i villaggi di Crest-Desot con Crest-Damon, nel comune di Pontboset, avevo già avuto modo di rispondere e aggiornare i Consiglieri in occasione di un’interpellanza del Consiglio regionale del 18 e 19 settembre scorsi».
«La realizzazione della pista di collegamento tra questi due villaggi, è stata richiesta dal Comune di Pontboset il 31 agosto 2020 e, come ricordato nelle premesse al quesito, era stata inserita nel Programma regionale dei lavori pubblici per il triennio 2024-2026 con una dotazione finanziaria complessiva di 490.000,00 euro. Come già spiegato, con le risorse già precedentemente inserite a bilancio, nell’estate del 2023 si era dato avvio alla stesura del progetto di fattibilità tecnica ed economica, e alla redazione della relativa relazione geologica e geotecnica, affidate rispettivamente al Dott. Ing. Andrea Zoja e al Geol. Manuel Bertholin con Provvedimento Dirigenziale n.3921 del 30 giugno 2023, e con Provvedimento Dirigenziale n.3959 del 3 luglio 2023. Anche a seguito di confronti e sopralluoghi con gli uffici dell’Assessorato, volti ad individuare la migliore soluzione progettuale per questi lavori, nel gennaio 2024 i professionisti avevano proceduto alla consegna degli elaborati».
«L’importo previsto per i lavori, a seguito di tali confronti e sopralluoghi, è risultato decisamente superiore a quanto atteso, ossia pari a 1.189.750,68 oneri esclusi, che comporta una spesa complessiva per l’Amministrazione di 1.548.540,84 euro. Come riferitomi dal Dirigente della Struttura foreste e sentieristica, il costo netto dei lavori per la realizzazione dell’opera risultava, quindi, sensibilmente aumentato rispetto a quanto previsto nel Documento preliminare alla progettazione. L’evidente differenza tra gli importi inizialmente inseriti nel Programma regionale dei lavori pubblici e in dotazione finanziaria negli anni precedenti, e gli importi invece stimati dagli elaborati di cui sopra, è legata ad un’evidente sottostima dei costi effettivi dei lavori di realizzazione di quest’opera. Gli elaborati progettuali, infatti, prevedono l’utilizzo di micropali infissi nel substrato roccioso funzionali alla stabilità dei muri di sostegno di valle dei tornanti della pista forestale, circostanza che comporta, appunto, un incremento dei costi di realizzazione».
«Preciso, inoltre, che il costo unitario per la realizzazione dell’opera risulta essere anche notevolmente più elevato rispetto ad analoghe opere di viabilità forestale realizzate nell’ultimo decennio, le quali vanno tutte ovviamente e correttamente nella direzione di andare a salvaguardare altri villaggi all’interno della nostra Regione».
«Per quanto di competenza, specifico altresì, che sono state vagliate anche ipotesi si percorsi alternativi, come ad esempio, un eventuale altro percorso dalla parte opposta del villaggio. Quest’ultimo è, però, stato escluso in quanto tecnicamente non sostenibile se non con ulteriori costi e perché questa modifica comporterebbe anche la sovrapposizione – e quindi la cancellazione – della mulattiera già esistente di raccordo tra Crest Desot e l’Alta Via 2».
«Pertanto, considerate anche le priorità di intervento della Struttura competente in ambito di viabilità forestale e a seguito di vari incontri ai quali ho partecipato personalmente confrontandomi con i rappresentanti del Comune di Pontboset, la Giunta regionale, con propria deliberazione n. 616 in data 3 giugno 2024, ha deciso di non procedere alle successive fasi progettuali dei lavori di realizzazione di tale pista. Conseguentemente, la relativa scheda di intervento verrà tolta dal Programma regionale dei lavori pubblici per il triennio 2025-2027 e le risorse verranno riallocate nell’ambito degli altri interventi di viabilità forestale».
L’ordine del giorno è stato respinto.
All’ordine del giorno con cui si chiedeva l’impegno a valutare le implicazioni del declassamento del lupo, a elaborare un Piano regionale del lupo, e ad istituire un Tavolo tecnico per monitorare l’applicazione dei Piano di gestione e valutare l’efficacia delle misure adottate, l’Assessore Carrel ha così replicato:
«Nella mia risposta ad un precedente ordine del giorno sulla medesima materia, ho già dato precise informazioni circa l’iter, le tempistiche e le implicazioni della modifica di classificazione della specie canis lupus, e pertanto penso sia del tutto inutile ripeterle nuovamente».
«Credo però che sia opportuno specificare che per quanto concerne la Valle d’Aosta, siamo andati incontro alle esigenze degli allevatori, attraverso la predisposizione di un apposito disegno di legge che recepisce quanto indicato dal Regolamento dell’Unione europea 2022/2472. In questo disegno di legge, in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, si dichiarano compatibili con il mercato interno alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale, e nelle zone rurali. La bozza, che verrà sottoposta ai rispettivi passaggi di condivisione politica, prevede che per i danni provocati dagli animali protetti, tra cui il lupo, si possa derogare dal tetto del regime di de minimis. Tale deroga al regime di de minimis vale anche per il pagamento di contributi per le misure di prevenzione».
«Inoltre, come già detto, dall’inizio del mese di dicembre stiamo inoltre collaborando con dei tecnici esterni, per la predisposizione di un apposito protocollo di gestione del lupo, e ritengo quindi che sia opportuno lasciarli lavorare, in modo che in primavera si possa tornare a confrontarsi sulle proposte e i risultati di questi approfondimenti».
L’ordine del giorno è stato respinto.
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