In apertura del primo Consiglio regionale del 2025, tenutosi nelle giornate del 14 e 15 gennaio, il Capogruppo Aldo Di Marco è intervenuto durante la commemorazione di Augusto Rollandin, per tracciarne un suo commosso ricordo ed esprimere delle considerazioni a nome di Pour l’Autonomie.
«È per me molto doloroso, dopo aver trascorso buona parte della mia vita condividendola con Augusto Rollandin, trovarmi qui a parlare di lui in quest’occasione, cercando tra le parole ed i ricordi quelli che rendano il senso dell’impronta profonda che quest’uomo straordinario ha lasciato su di me e credo su tutta la nostra Regione».
«L’ho conosciuto che ero poco più di un ragazzo e il nostro fu un breve incontro per discutere della possibilità di costituire una Polisportiva. Ricordo bene la gentilezza con cui mi accolse, la competenza che dimostrò nel trattare l’argomento, le domande precise e accurate che mi rivolse, e l’attenzione con cui ascoltò le mie risposte. Uscii dal suo ufficio soddisfatto dell’esito del nostro confronto e con la netta sensazione – forse più una speranza – che le nostre strade si sarebbero incontrate di nuovo».
«E così avvenne qualche anno dopo, quando già mi ero avvicinato alla politica. Pochi mesi di frequentazione con lui e già avevo imparato a considerarlo un uomo e un politico degno di ammirazione e rispetto per la dedizione assoluta con cui svolgeva il suo ruolo istituzionale interamente rivolto al conseguimento del benessere dei valdostani; per le sue innate e non comuni doti politiche tra cui un’impressionante lucidità nell’interpretare il passato ed il presente, un’eccezionale lungimiranza nel saper leggere il futuro non solo del domani ma soprattutto del dopodomani, e un ferreo pragmatismo nell’affrontare e dare risposte concrete alle criticità e complessità del nostro territorio; per la sua capacità di saper ascoltare, parlare ed essere accanto alle persone – ad ogni tipo di persona – con quella naturale disinvoltura che consentiva all’altro di sentirsi immediatamente a proprio agio; per la forza dei saldi principi e consolidati valori che hanno da sempre ispirato il suo agire; e per il carattere forte e determinato con cui sapeva perseguire i suoi obiettivi di difesa della nostra identità di piccola Regione alpina».
«Augusto era tutto questo e anche molto di più. Chi come me ha avuto l’onore di essergli accanto conosceva bene la sua complessa personalità, in cui si alternavano, coerentemente con il momento e la situazione, la dolcezza di un animo gentile sempre aperto e disponibile, e la risolutezza, da alcuni erroneamente scambiata con durezza, con cui portava avanti le sue idee e la sua visione di ampia prospettiva».
«Da quei giorni, le nostre strade si sono a volte allontanate ma mai davvero divise, cementandosi nel corso degli anni in un’amicizia profonda che ci ha visti riuniti nel progetto da cui ha avuto origine Pour l’Autonomie, Movimento di cui è stato ispiratore, fondatore, e leader indiscusso».
«Amava la sua terra, Augusto, amava la sua Regione e tutti i suoi abitanti. E ad essi era costantemente rivolto il suo pensiero nel convincimento che la politica dovesse essere un servizio reso alla collettività, un impegno che una volta assunto era necessario rinnovare ogni giorno dedicandovi l’interezza delle energie mentali e fisiche, senza ammettere debolezza o stanchezza. Mai in questi lunghi anni, neppure nei momenti di maggiore difficoltà che certamente non sono mancati, l’ho visto in preda allo sconforto o l’ho sentito esprimere un moto di rinuncia, perché la politica, la sua politica sempre attiva e propositiva, era il centro e lo scopo della sua vita interamente spesa nel rispetto delle Istituzioni e nell’adempimento del dovere che era chiamato ad assolvere per nome e conto della nostra comunità».
«Anche nei suoi ultimi mesi da Consigliere, quando le sue condizioni di salute avrebbero richiesto accertamenti e cure mediche, ha scelto per senso di responsabilità verso i valdostani, di continuare a lavorare fino all’approvazione del bilancio, esponendo la sua fragilità ormai manifesta ad inqualificabili derisioni che non hanno fatto certamente onore a chi le ha poste in essere, dimostrando la propria pochezza d’animo e una vigliaccheria che va oltre l’umana comprensione. So bene che non avrebbe voluto che io rimarcassi questi sgradevoli fatti, che nella sua infinita saggezza era ben consapevole che la migliore risposta a queste imperdonabili condotte è un silenzio che lascia tutto sottintendere, e che, come più volte gli ho sentito ripetere, non ci si deve mai abbassare al livello di un interlocutore scorretto le cui parole ed azioni si classificano da sole. Ma per quanto mi riguarda, non avendo raggiunto questa sua invidiabile superiorità d’animo, non posso fare a meno di sottolineare che chi si è reso responsabile di questi comportamenti non solo ha offeso un uomo debole e provato, che per il ruolo ricoperto nella sua lunga e prestigiosa carriera politica avrebbe meritato riconoscimenti e rispetto, ma ha offeso anche sé stesso perché non c’è peggior forma di viltà che approfittare della debolezza di un essere umano per accanirsi contro di lui quando non è più in grado di difendersi. Altro non voglio aggiungere su questa questione. Gli chiedo scusa per aver disatteso le sue aspettative con queste mie parole, ma credo capirà che dopo aver trattenuto per tutti questi mesi la ma indignazione, questo era il momento per esprimerla pubblicamente, come mi ero ripromesso dalla mia entrata in Consiglio».
«Per quanto riguarda il nostro Gruppo consiliare ed il nostro Movimento, la perdita di Augusto ci lascia privi della sua presenza ma non della sua guida. Le sue lezioni frutto di un’esperienza decennale, il suo modello di correttezza e lealtà, ed i suoi consigli illuminati restano i capisaldi del nostro percorso politico. Un percorso che adesso siamo più che mai determinati a continuare nel suo nome e traendo da lui l’impulso necessario a concretizzare quelle che erano le sue speranze per tutti i valdostani».
«Con Augusto abbiamo perso un politico che ha fatto la storia della nostra Regione, un essere umano unico ed insostituibile, e un amico sempre attento e presente. Per parte nostra il modo migliore per onorarlo è non dimenticare mai chi è stato e cosa ha rappresentato per noi, rinnovando ad ogni passo il nostro impegno affinché il patrimonio di esempi e di insegnamenti che ci ha donato, non vada disperso, ma continui invece ad ispirarci e guidarci negli anni a venire».
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