Il Gruppo Consiliare Pour l’Autonomie porta all’attenzione del Consiglio regionale, indetto per il 26 e 27 gennaio 2022, 1 interrogazione e 2 interpellanze che affrontano questioni di interesse comune che ancora attendono una definizione.
Con l’interrogazione si affronta di nuovo il tema della scuola, settore fortemente provato dall’emergenza pandemica.
«Preso atto dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per tutti gli insegnanti e delle nuove regole di quarantena per le scuole di ogni ordine e grado, e al contempo delle numerose difficoltà incontrate dai nostri Istituti scolastici nell’attenersi strettamente a dette misure e mantenere la continuità della didattica in presenza, ritorniamo nuovamente ad occuparci del nostro comparto scolastico e delle sue criticità, su cui abbiamo richiamato più volte l’attenzione durante questa legislatura» premette il Capogruppo Carrel «In particolare, avendo ricevuto preoccupate segnalazioni da parte di alcuni genitori in merito soprattutto alle difformità nell’applicazione delle norme di quarantena e conseguentemente al ritorno alla didattica a distanza, riteniamo sia ormai non più derogabile la necessità di analizzare la situazione creatasi a seguito delle nuove misure prescrittive ed eventualmente provvedere alla predisposizione di strategie risolutive, prima che gli eventi prendano il sopravvento e ci si ritrovi con le stesse difficoltà già emerse nel passato» e conclude «Interroghiamo quindi il Governo regionale per conoscere il numero esatto degli insegnanti che sono stati o saranno sospesi dal lavoro e quali provvedimenti sono stati o saranno adottati per la copertura delle cattedre rimaste scoperte. Inoltre, valutando sempre come interesse per la comunità che la didattica si svolga in presenza e non a distanza, si chiede quale sia il tasso medio di utilizzo della DAD dal rientro dalle vacanze natalizie ad oggi. Infine si domanda se siano pervenute da parte degli Istituti scolastici valdostani, delle richieste di presidi mirati ad una migliore organizzazione del servizio scolastico durante il periodo di pandemia».
La prima interpellanza tratta delle tabelle di riduzione, nell’ambito del PSR, adottate solo di recente.
«Con questa interpellanza riportiamo l’attenzione sul Programma di Sviluppo Rurale in ragione dell’importanza che queste risorse europee rivestono per gli Enti locali della nostra Regione ma anche della loro difficoltà di gestione a fronte del poco personale e della carenza di formazione» esordisce il Capogruppo «Nello specifico, a motivare questa interpellanza sono tutta una serie di perplessità suscitate dalla constatazione del fatto che solo a fine 2021 la Giunta regionale ha deliberato di adottare interamente le tabelle di riduzione per tutti coloro che non hanno rispettato determinati parametri del codice degli appalti. Si chiede quindi di sapere per quali fondati motivi, nonostante la comunicazione del Ministero con le riduzioni allegate risalga a quasi due anni fa – esattamente al 21 febbraio 2020 – solo di recente sia stata recepita integralmente e in base a quali valutazioni; e se gli Enti locali siano stati avvisati che dette riduzioni sarebbero state interamente adottate».
«Nel dettaglio, dal nostro punto di vista la comunicazione preventiva, piena ed esaustiva, ai Comuni delle intenzioni del Governo regionale in merito alla questione delle citate tabelle di riduzione, non appare come una sottigliezza amministrativa bensì come una condizione indispensabile a prevenire possibili criticità» e conclude «Ad oggi ci preoccupa e non poco la situazione di tutti quei Comuni che in questi due anni hanno affidato servizi e lavori finanziati con i fondi del PSR, e attualmente non possono vedersi ridurre le quote di finanziamento, con evidenti conseguenze problematiche per i loro bilanci. Per questo si interpella il Governo regionale per sapere anche se sia stata condotta un’attenta analisi per valutare le ricadute dell’approvazione ritardata di detta Delibera sui Comuni che abbiano già ottenuto il finanziamento e concluso le procedure di appalto, e come si intenda procedere a fronte dell’impatto di dette ricadute».
Con la seconda interpellanza si torna nuovamente a parlare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e delle risorse stanziate per la nostra Regione.
«Attraverso diverse iniziative abbiamo già in passato manifestato la nostra perplessità in merito ai progetti relativi al PNRR presentati dal Governo regionale, giudicandoli privi di un vero spirito originale e innovativo, e sprovvisti di quella lungimiranza necessaria a poter costituire il fondamento per lo sviluppo futuro del nostro territorio» esordiscono i nostri Consiglieri «e ad oggi, dopo aver appreso il 22 dicembre l’esatto ammontare delle risorse assegnateci e come si intende spenderle, rinnoviamo il nostro scetticismo in merito alla ratio usata dalla nostra Giunta nei confronti di quella che doveva essere un’imperdibile opportunità di rilancio regionale, e per contro si profila come un’occasione mancata a causa di scelte improvvide e incapaci di visione complessiva».
«Partiamo dai dati appresi. Alla Valle d’Aosta sono stati attribuiti 105,66 milioni di euro destinati al miglioramento della rete ferroviaria, di cui 83,6 milioni per la Aosta-Ivrea e 22,06 milioni per la Aosta-Chivasso-Ivrea. Questi importi vanno quindi esclusi dal totale dello stanziamento regionale – pari a 119,7 milioni di euro – in quanto trattasi di investimenti che ricadono in capo a soggetti diversi dalla nostra Regione e dagli enti locali valdostani» specificano «Aver indirizzato all’incirca l’88% dell’ammontare totale verso quest’unico comparto solleva immediatamente diversi motivi di preoccupata riflessione, soprattutto in considerazione del fatto che non essendo le linee ferroviarie di proprietà regionale, a gestire detti investimenti non sarà la nostra Regione bensì Rete Ferroviaria Italiana che invece le ha in carico. Inoltre, pur consapevoli della necessità di ammodernamento delle tratte ferroviarie sopracitate, a nostro giudizio le risorse al netto concesse realmente alla nostra Regione appaiono a dir poco esigue per rispondere alle altre esigenze della popolazione valdostana, che richiedono e meritano di interventi altrettanto urgenti».
«In questo frangente così delicato per la nostra comunità, queste scelte politiche del nostro Governo regionale ne manifestano tutta la debolezza e la gestione fallimentare» proseguono «Ci si è voluti fermare alla lotta di bandiera legata alla ferrovia, senza prendere in considerazione altre idee e progetti che avrebbero potuto rappresentare realmente un volano per la nostra economia, e senza prestare il minimo ascolto alle nostre proposte, tra cui quella con cui sollecitavamo l’intervento sui trafori per dare una soluzione compiuta e definitiva al problema relativo alle chiusure del traffico per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, ed ai conseguenti danni economici che da esse derivano alla nostra economia».
«Con questa interpellanza» dettagliano «si chiede quindi di conoscere: quante delle risorse stanziate per la Valle d’Aosta dal PNRR verranno gestite dalla Regione e quante da Rete Ferroviaria Italiana (RFI); se a parere del Governo regionale le dette restanti risorse siano rispondenti ai bisogni della popolazione valdostana; e se sia intenzione del Governo regionale manifestare nelle sedi opportune un giudizio di inadeguatezza delle risorse attribuiteci, in relazione alle reali esigenze della nostra comunità».
«Il PNRR rappresenta la migliore opportunità per incentivare la ripresa della nostra Regione, a patto però che non si giochi con i numeri» chiude «E in questo caso i numeri ci dicono inequivocabilmente che le reali cifre destinate alla Regione Valle d’Aosta, per l’intera durata del Piano, sono meno di 37 milioni di euro, un importo evidentemente insignificante se l’intento è quello di rilanciare la nostra economia».
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