«Nella giornata del 27 gennaio, Pour l’Autonomie onora con rispetto e immutata memoria i milioni di esseri umani che furono vittime dell’Olocausto, compiuto con sistematica determinazione criminale dal regime nazionalsocialista tedesco e dai suoi alleati» dichiara la Segretaria Politica Stefania Anardi «In questa data di 77 anni fa le truppe dell’Armata Rossa sovietica liberarono il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo l’orrore dei crimini contro l’umanità commessi in un luogo assurto a simbolo imperituro della ferocia inumana perpetrata in tutti i lager nazisti. Una moltitudine di donne, uomini e bambini innocenti passarono per i campi di concentramento, di sterminio e di lavoro forzato attivi prima e durante la Seconda Guerra Mondiale e vi persero la vita a seguito delle vessazioni, della malnutrizione, delle malattie, degli esperimenti e dei gas velenosi usati per gli annientamenti di massa. In altissima percentuale furono ebrei ma si enumerano anche dissidenti politici, prigionieri di guerra, appartenenti a minoranze etniche e religiose, nonché tutti quelli che il fanatismo hitleriano considerava “indesiderabili” nel nuovo mondo che era negli intenti deliranti di riconfigurare. Il numero preciso e definitivo dei milioni di nomi e volti di questo genocidio su scala europea, resta difficile da determinare con esattezza dato che durante la ritirata a seguito dell’avanzata degli Alleati, le truppe germaniche procedettero a distruggere i registri dei campi e a far saltare gli edifici per cancellare le prove dei misfatti commessi. Quel che invece sopravvisse fu la voce – talvolta un grido e talaltra un sussurro ma con la medesima forza deflagrante – dei pochi superstiti, marchiati nel corpo e nello spirito, che con i loro racconti hanno tracciato la terribile storia di uno degli episodi più bui del genere umano, risvegliando le coscienze ed impedendo alla parte sana della società mondiale di dimenticare».
«A più di sette decenni da quel 1945 in cui venivano rivelate le mostruosità compiute in nome di un ideale aberrante, la memoria piena e condivisa resta l’unico baluardo contro l’ignoranza e la negazione» prosegue «Ricordare costituisce infatti l’unica strada possibile verso l’acquisizione – dolorosa ma indispensabile – della consapevolezza delle atrocità di cui sono stati capaci, direttamente o semplicemente facendo finta di non vedere, altri uomini preda di una folle ideologia collettiva, affinché diventi monito per tutte le generazioni e stimolo a sviluppare una coscienza critica sul livello di malvagità a cui può arrivare l’essere umano. Il giorno della memoria è quindi un’occasione imperdibile per riflettere su noi stessi in quanto appartenenti al consesso umano, e sulle scelte da attuare per non ricadere nel baratro del passato, magari iniziando con l’opporci strenuamente alle tante piccole e grandi discriminazioni che oggi sono compiute nei confronti di tutte le “diversità”, destinatarie di un odio implacabile e incomprensibile, che la storia ci insegna non è mai foriero di crescita ed elevazione bensì solo di regressione e abisso» e conclude «In questa giornata così carica di significato ed emozionalità, vale la pena ricordare le parole di Liliana Segre, sopravvissuta della Shoah e senatrice a vita “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”».
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