CONSIGLIO REGIONALE 02-03 NOVEMBRE 2022 – I temi affrontati dalle iniziative presentate dai Consiglieri di Pour l’Autonomie, Marco Carrel e Augusto Rollandin: Variante Etroubles e Saint-Oyen, Tratta ferroviaria Aosta-Pré Saint Didier, Misure di risparmio energetico nella pubblica Amministrazione, Cogne Acciai Speciali SpA.

3 Novembre 2022

All’ordine del giorno di questo Consiglio Regionale, abbiamo iscritto e presentato 1 interrogazione e 3 interpellanze riguardanti argomenti che a nostro parere avrebbero richiesto una più approfondita analisi in previsione di importanti scelte future, ma le risposte ricevute hanno soddisfatto solo in parte le nostre aspettative.

Con l’interrogazione abbiamo concentrato l’attenzione sulla variante di Etroubles e Saint-Oyen lungo la strada statale 27 del Gran San Bernardo, che come ben noto ha subito negli anni un percorso decisamente accidentato. Progettata con l’obiettivo di evitare i passaggi pericolosi all’interno dei centri abitati dei due paesi e per garantire la sicurezza del transito soprattutto dei mezzi pesanti, i lavori di esecuzione iniziati nel 2011 si sono arrestati temporaneamente nel 2015 a seguito della crisi della ditta appaltatrice, e poi definitivamente nel 2017 dopo la risoluzione del contratto con l’Anas. L’opera, restata a giacere incompiuta per i successivi quattro anni, ha trovato nuovo riavvio nell’agosto 2021 quando il Mistero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ne ha deciso il commissariamento nominando l’ingegnere Matteo Castiglioni quale Commissario per il completamento dei lavori. Di seguito nell’agosto 2022 è avvenuta la pubblicazione da parte di Anas di un nuovo bando di gara che prevede la presentazione delle offerte entro la metà del mese di settembre e l’impegno a concludere i lavori in 975 giorni.
Abbiamo pertanto interrogato il Governo per conoscere: quali siano i rapporti tra il Governo regionale e il Commissario straordinario; se ad oggi siano rispettate le tempistiche che prevedono il completamento dei lavori per il 2024; e a quanto ammontino i costi sostenuti e quelli ancora da sostenere per il completamento dell’opera.
Preso atto che con la sua risposta l’Assessore competente ha tracciato un lungo excursus storico su quanto avvenuto in materia durante questa legislatura, soffermandosi sui rapporti avuti con Anas ma soprattutto sui progressivi rincari dell’opera in adeguamento al rialzo generale dei prezzi legato alla difficile situazione internazionale, dobbiamo manifestare la nostra preoccupazione per il non trascurabile particolare che l’affidamento dei lavori sia previsto non prima del primo trimestre 2023, lasciando facilmente presumere che nel frattempo si dovrà registrare un ulteriore crescita dei costi. Altro motivo di preoccupazione ci è provocato dal constatare come, nonostante l’affermazione dell’Assessore secondo cui “la gestione commissariale potrebbe operare con maggiore rapidità”, nulla ci sia stato detto sui rapporti che questa Amministrazione sta intrattenendo con il Commissario straordinario.
A fronte del quadro complessivo che emerge – tempi dilatati, costi lievitati e ignoto coordinamento con la figura designata dal Ministero – non possiamo fare a meno di chiederci se effettivamente si stia facendo quanto necessario per conseguire il risultato – da noi fortemente auspicato – di veder entrare in funzione, almeno entro la fine del 2025, quest’arteria stradale chiesta a gran voce dai Comuni della vallata. Tenendo ben presente questo obiettivo ci proponiamo di tornare sulla questione con una nuova iniziativa nei primi mesi del prossimo anno, per seguire dappresso il cronoprogramma relativo all’opera, ed assicurarci che i buoni propositi manifestati in questa seduta non vadano ad infrangersi contro ulteriori ritardi e/o nuove complicazioni.

Con la prima interpellanza abbiamo riaffrontato il tema delle prospettive future della tratta ferroviaria Aosta-Pré Saint Didier, sospesa il 24 dicembre 2015 per motivi che erano in parte da imputarsi agli ingenti lavori per la sua ristrutturazione e in parte alla scarsa utenza al di fuori del periodo scolastico. Dopo che da tempo in Consiglio ci si confronta sull’intenzione di riattivarla, e che il nostro Gruppo consiliare è intervenuto il 13 gennaio 2021 con un’interpellanza, in cui si sottolineava come vi fosse molto da riflettere in base ai dati – costo degli interventi, numero di corse e di utenti previsti – presentati dall’allora Assessore, abbiamo ripreso in questa seduta l’argomento a seguito di una serie di più o meno recenti dichiarazioni sia di Rete Ferroviaria Italiana che del Presidente della Giunta relativamente alle tempistiche e agli interventi necessari alla ripresa e al potenziamento di detta tratta.
Con questa interpellanza abbiamo quindi chiesto di avere più informazioni circa l’esito dello studio sull’opzione tram-treno sulla tratta Aosta/Pré-Saint-Didier, e di sapere se sia intenzione dell’Amministrazione perseguire l’obiettivo della riapertura della tratta Aosta/Prè-Saint-Didier; quali siano i costi della riapertura della tratta e se i nuovi treni che si intendono acquisire possano percorrerla senza ulteriori rallentamenti.
Nella sua risposta, il Presidente della Giunta che per sua stessa ammissione è in estrema difficoltà nell’indicare prospettive vista l’attuale incertezza politica, ha elencato i provvedimenti già varati in merito alla detta tratta ferroviaria, senza dare risposta a quella che è la vera domanda di cui la nostra interpellanza si fa portatrice e cioè se questa Amministrazione intenda proseguire nella direzione della riattivazione o se abbia avuto un ripensamento a seguito di quelle che sono due questioni cruciali da noi segnalate con forza. La prima attiene ai costi dell’opera che stanno crescendo in maniera esponenziale. La seconda attiene alla forte limitazione in bacino di utenti tra locali, studenti e turisti, derivante dal fatto che questo collegamento con l’alta valle non raggiunge Courmayeur, e che non è sostenibile – stando alle risultanze dello studio di progettazione – l’opzione tram-treno.
Pur accogliendo positivamente le affermazioni secondo cui nuova flotta di treni su cui si intende investire, saranno in grado di percorrere la tratta senza dover ridurre la capienza e la velocità, riteniamo che ci sia ancora molto su cui ragionare e su cui far chiarezza prima di imbarcarci in un’impresa così onerosa e dai risultati finali incerti. Sollecitiamo per questo motivo il Presidente della quarta Commissione a programmare un’audizione per esaminare la prima parte di studio consegnata alla Regione, in previsione di un confronto serio e fattivo in materia con il prossimo Governo regionale, che confidiamo sia di prossima definizione.

Con la seconda interpellanza abbiamo portato in Aula il dibattito che si è di recente aperto a livello nazionale riguardo all’opportunità, almeno per la Pubblica Amministrazione, di contrastare la crisi energetica e le bollette sempre più onerose, favorendo il risparmio con diverse misure tra cui il ritorno allo smart working, modalità di lavoro agile basata sulla flessibilità organizzativa e sull’utilizzo di connessioni da remoto, che è stata già adottata per contrastare l’emergenza pandemica anche sul nostro territorio regionale, compresi gli Enti locali.
Preso spunto dall’articolo apparso su Il Messaggero a data 8 ottobre 2022 ed a titolo “le bollette vanno alle stelle e i dipendenti restano a casa” in cui si evidenziano i pro come pure i contro dell’iniziativa, e venuti a conoscenza che alcune Amministrazioni regionali nazionali stanno già approvando normative ad hoc per il contenimento dei costi, abbiamo chiesto a questa Giunta: se sia stata presa o si intenda prendere in considerazione l’attuazione di regolamenti specifici per gli uffici pubblici nella nostra Regione; se vi siano state interlocuzioni in merito a questa problematica con il Consiglio Permanente degli Enti Locali (CPEL) – e in caso di risposta affermativa, quale sia la situazione legata all’incremento dei costi dell’energia nei nostri Comuni.
La risposta dell’Assessore competente, se da un lato ci ha rassicurato comunicandoci che tutto è sotto controllo e che si sta procedendo seguendo le regole dei decreti governativi centrali in attesa degli sviluppi nazionali, dall’altro ci ha suscitato l’impressione che si stia incorrendo perlomeno in un vizio di sottovalutazione delle specificità del nostro contesto territoriale, ben diverse da quelle delle altre realtà regionali. Ci sentiamo perciò obbligati a rimarcare come la nostra Regione sia inevitabilmente più esposta alle conseguenze dirette ed indirette della crisi energetica, in ragione del suo habitat montano e della sua lunga stagione invernale, nonché della sua forte vocazione turistica, settore che è tra i più essenziali per la nostra economia.
Di conseguenza crediamo doveroso che si trovi la volontà di agire di anticipo, cominciando a ragionare fin da adesso su un piano di razionalizzazione dell’uso delle energie, ed aprendo con urgenza un tavolo con i Comuni per capire come e dove si può risparmiare a livello locale. Quel che occorre a nostro parere è la capacità di fare delle chiare scelte politiche, che partendo dalla valutazione delle ricadute positive e negative di eventuali provvedimenti, sappiano concretizzarsi in strategie coerenti, atte a garantire che non ci si faccia trovare impreparati a tutte le possibili evoluzioni dell’attuale pesante congiuntura.

Con l’ultima interpellanza abbiamo parlato nuovamente della Cogne Acciai Speciali SpA, dopo aver appreso da fonti giornalistiche che entro la fine del 2022 è previsto il “closing” cioè la fase conclusiva dell’acquisizione della Società da parte del gruppo taiwanese Walsin Lihwa Corporation, e che il 29 settembre la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato l’operazione con alcune prescrizioni, dichiarando che le raccomandazioni contenute nel dispositivo del Golden Power sono in linea con la strategia di integrazione inizialmente prevista, che considera lo stabilimento di Aosta come una piattaforma di sviluppo fondamentale.
Dati questi ultimi sviluppi, abbiamo interpellato il Governo per conoscere: se l’Amministrazione abbia avuto recenti contatti con la nuova proprietà e quali siano le interlocuzioni in essere; e se ci sia l’intenzione di continuare nella collaborazione con la Cogne Acciai Speciali.
Dichiarandoci soddisfatti dei buoni rapporti – riferiti dall’Assessore competente – che ad oggi intercorrono tra la Regione e questa Società, ribadiamo l’importanza che non abbiano ad interrompersi le sinergie già attivate e consolidate riguardo politiche ambientali, di formazione, e di attrattività per i giovani di alta formazione – tutti temi su cui abbiamo più volte concentrato il nostro impegno. In considerazione del fatto che questa Società resta ad oggi la più rilevante a livello regionale in termini occupazionali, e che le precedenti Amministrazioni hanno in passato destinato ingenti investimenti per sostenerne le attività, in questo momento così delicato per il futuro della Società stessa e per le possibili ripercussioni sui dipendenti nonché sull’economia regionale, riteniamo indispensabile continuare a mantenere e se possibile incrementare le occasioni di dialogo e collaborazione con la nuova proprietà, per salvaguardare tutto quanto fino ad oggi costruito insieme, e per aprire importanti prospettive per il futuro e il benessere della nostra comunità.

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