Nel Consiglio regionale che si è tenuto il 28 e 29 gennaio 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, ha presentato tre interrogazioni riguardanti rispettivamente lupo e stambecco, Parco del Mont Avic e sicurezza nei locali valdostani, e un’interpellanza sulla scuola secondaria di primo grado di Valtournenche.
Interrogazione sul lupo e sullo stambecco
«Con la prima interrogazione» ha precisato il Consigliere Carrel «ho chiesto di sapere come stia procedendo il lavoro avviato nella passata legislatura sul lupo e sullo stambecco, con particolare riferimento al confronto con ISPRA per il Piano lupo, alle segnalazioni di lupi confidenti e allo stato dell’iter del Piano stambecco».
«In merito al lupo, nella mia replica ho tenuto a sottolineare come ad oggi i due principali strumenti per la sua gestione siano già sulla scrivania dell’Assessore competente. Il primo è la legge regionale 11/2021, approvata dopo la presentazione di un’analoga proposta a primo firmatario Augusto Rollandin, che ci ha permesso di lavorare in anticipo rispetto ai tempi della legislazione nazionale. Il secondo è il Piano di gestione del lupo, elaborato attraverso il contributo dell’Ufficio Fauna e di un tecnico incaricato, che è stato discusso in un tavolo dedicato il 4 aprile e il 23 luglio 2025, ha ricevuto parere favorevole da ISPRA il 24 luglio 2025, ed è stato oggetto di una delibera di Giunta il 28 luglio 2025; tempi questi in perfetto allineamento con il percorso che si è svolto a livello nazionale. Se gli strumenti sono già presenti dalla precedente legislatura, credo che non resti che applicarli e svolgere un costante monitoraggio – avvalendosi delle indiscusse professionalità dell’Ufficio Fauna e del Corpo Forestale della Valle d’Aosta – per dare le risposte concrete che da tempo si attendono».
«In merito allo stambecco, prendo atto che dopo le diverse attività svolte nella scorsa legislatura – tra cui l’inserimento di una frase aperta nel Piano faunistico-venatorio e l’affidamento ad un tecnico dell’elaborazione di un Piano di gestione di questa specie – l’attuale maggioranza è compatta nell’intento di chiedere la modifica legislativa che permetterebbe di aprirne la caccia. Avendo lavorato in passato proprio in quest’ottica, non posso che considerarla una buona notizia, sperando che possa realmente concretizzarsi e che a breve l’Assessore venga a riferirne in Commissione».
Interrogazione sul Parco del Mont Avic
«Con la seconda interrogazione» ha chiarito il Consigliere Carrel «dal titolo “Sanzioni nelle aree del Parco del Mont Avic: stiamo forse esagerando?” ho chiesto di conoscere quante ne siano state applicate a coloro che si sono allontanati per più di 20 metri dal sentiero, e come l’Amministrazione abbia risposto alle osservazioni pervenute in merito».
«A motivare questa iniziativa, dal taglio volutamente provocatorio, è la preoccupazione per il malcontento manifestato da diversi escursionisti a fronte di quello che è percepito come un eccessivo rigore punitivo da parte dei guardiaparco. Un sentimento, questo, chiaramente testimoniato tra l’altro dal post pubblicato di recente su un social network dalla Sezione di Rivarolo del CAI, dalla mail inviata al Presidente e al Vicepresidente della Regione il 21 agosto scorso e dalle segnalazioni che ho personalmente ricevuto. A prescindere dai torti e dalle ragioni relativi agli episodi riferiti, credo che si debba cominciare a ragionare sull’impatto certamente negativo che questa cattiva pubblicità ha sull’attrattività dei nostri parchi – e di quello del Mont Avic in particolare – per trovare soluzioni che da un lato assicurino il rispetto delle regole nelle aree protette e dall’altro sappiano accogliere al meglio i turisti, promuovendo l’immagine del territorio e favorendo un costante aumento delle presenze».
«Sono ben consapevole – e i dati dell’Assessore lo ribadiscono chiaramente – che l’attività sanzionatoria rappresenti solo un tassello marginale del complesso lavoro svolto dai guardiaparco, professionisti impegnati quotidianamente nella salvaguardia del nostro patrimonio naturale e in quella costante opera di sensibilizzazione dei visitatori che costituisce il fondamento di una corretta cultura ambientale. Ciò premesso, voglio però sottolineare come, dal mio punto di vista, il buonsenso debba essere il principio ispiratore sia della condotta di chi frequenta questi luoghi di inestimabile bellezza della nostra Regione, sia dell’azione di chi è demandato a vigilare e a intervenire, qualora necessario, per garantire l’osservanza delle norme. Il venire meno di questo presupposto, che è alla base della convivenza civile, rischia infatti di penalizzare tutti: il visitatore che vede compromessa la propria esperienza, e il personale che si trova a operare in un clima di inutile tensione. Il mio auspicio è quindi che si raggiunga un equilibrio ottimale fondato sul rispetto e sulla conoscenza delle reciproche necessità, capace di assicurare agli escursionisti risposte immediate e massima trasparenza, ma anche di difendere con fermezza la professionalità di chi opera sul campo».
Interrogazione sulla sicurezza dei locali in Valle d’Aosta
«Con la terza interrogazione» ha dichiarato il Consigliere Carrel «ho ritenuto indispensabile avere risposte precise circa la sicurezza nei locali pubblici della nostra Regione, anche alla luce della recente tragedia di Crans-Montana e delle probabili negligenze che stanno via via emergendo. Stando ai dati in mio possesso, in Valle d’Aosta ci sono attualmente circa 1000 bar e 700 ristoranti, e tra questi almeno 1200 restano aperti anche in orario serale. Di massima rilevanza a mio avviso era quindi comprendere quanti controlli siano stati effettuati dall’AUSL negli ultimi tre anni sulle attività di intrattenimento e di somministrazione alimenti e bevande nelle tre fasce orarie critiche (17-20, 20-23, e oltre le 23); che tipo di programmazione abbia previsto in proposito l’Assessorato competente; e se tra le ispezioni eseguite ve ne siano state alcune svolte durante attività di monitoraggio del territorio».
«Spiace dover constatare come l’Assessore competente nella sua risposta abbia speso mille parole per descrivere le iniziative degli uffici, evitando tuttavia di fornire i chiarimenti richiesti e di delineare la strategia politica che si intende adottare in materia di prevenzione e vigilanza. Per contro, molto più incisiva è stata la nota del Presidente della Regione emanata il 23 gennaio 2026 – pochi giorni dopo il deposito ufficiale di questa iniziativa – dal titolo “Iniziative a tutela della sicurezza nei pubblici esercizi, nell’intrattenimento e nei pubblici spettacoli”, in cui sono definite misure mirate a garantirne standard più elevati e uniformi su tutto il territorio regionale. Due quelle che dal mio punto di vista meritano di essere adeguatamente sottolineate, una di natura normativa e l’altra pratica. La prima attiene all’importanza che gli articoli 68 e 80 del TULPS trovino applicazione puntuale e coerente anche a quelle attività complementari talvolta presenti in bar e ristoranti che, per caratteristiche e modalità di svolgimento, possono assumere natura di intrattenimento e rendere pertanto necessaria una specifica autorizzazione. La seconda attiene alla convocazione di una riunione di coordinamento che presumibilmente si terrà nei prossimi giorni presso la Presidenza, e consentirà di fissare procedure operative condivise tra tutti gli Enti competenti. Entrambi passaggi che considero essenziali per fare chiarezza e garantire che la sicurezza non sia più il frutto di interventi frammentari, ma il risultato di regole certe e di una reale collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti».
«Ho creduto inoltre fondamentale evidenziare come, per il Movimento che rappresento, i controlli costituiscano un necessario supporto ai pubblici esercizi del nostro territorio e non già un’attività sanzionatoria finalizzata solo a far cassa. A patto però che l’Assessore si assuma la responsabilità di indicare un indirizzo politico preciso agli uffici competenti, senza delegare decisioni di questa portata in materia di sicurezza e verifiche a meri provvedimenti dirigenziali. Auspicavo risposte politiche capaci di esprimere una visione chiara e una strategia di ampio respiro che permettessero di avviare un aperto confronto su un tema estremamente importante per la nostra comunità, ma purtroppo così non è stato. E mi sono visto costretto mio malgrado prima a sollecitare l’Assessore ad avere il coraggio di governare anche i dossier più scomodi e delicati, e poi ad ammettere che non mi aspettavo nulla di diverso da quanto ci ha detto oggi, ben conoscendo – al pari di tutti i valdostani – il peso e il valore delle sue parole».
Interpellanza sulla scuola secondaria di primo grado di Valtournenche
«L’obiettivo di questa interpellanza» ha spiegato il Consigliere Carrel «era comprendere quale futuro si intenda delineare per la scuola secondaria di primo grado di Valtournenche, e nel dettaglio avere informazioni circa: la volontà del Governo di stanziare apposite risorse nel prossimo assestamento di bilancio; l’eventuale richiesta di compartecipazione finanziaria del Comune; e le domande formali di finanziamento presentate da altri Enti locali in materia di edilizia scolastica».
«Con questa iniziativa torno a parlare di scuole, e in particolare del caso della scuola media di Valtournenche, i cui problemi strutturali emersi a partire dal 2012/2013 hanno portato all’obbligo di chiusura nel 2020 e conseguentemente al trasferimento delle attività didattiche presso il Seminario di frazione Muranche. Questa istituzione scolastica riveste un ruolo cruciale per tutta la vallata in quanto accoglie studenti provenienti da diversi Comuni – solo per citarne alcuni Torgnon, Antey-Saint-André e La Magdeleine, oltre ovviamente a Valtournenche e Cervinia – e rappresenta quindi un punto di riferimento e una realtà di fondamentale importanza, non solo come presidio educativo, ma come motore indispensabile per la crescita sociale e generazionale della comunità e come pilastro strategico della capacità attrattiva e dello sviluppo futuro dell’intero territorio».
«Partendo da queste premesse non posso che esprimere una certa perplessità per alcune delle risposte ricevute dall’Assessore competente, che pur manifestando la convinzione – da me interamente condivisa – che si tratti di un intervento prioritario, non ha saputo fornire scadenze né certezze circa il suo finanziamento, di fatto congelando ogni prospettiva di realizzazione a breve. Gli elementi emersi sono infatti due. Da un lato, risulta ormai chiaro che, con i termini del PNRR in scadenza e il progetto non andato a buon fine per non meglio specificate problematiche, si è persa ogni reale possibilità di attingere a tali fondi, vanificando il lavoro fin qui svolto e non raggiungendo i risultati attesi. Dall’altro, alla mia domanda circa l’intenzione di prevedere appositi stanziamenti nel prossimo assestamento di bilancio, mi è stato risposto che definire la questione adesso sarebbe perlomeno prematuro; affermazione questa che, sostanzialmente, rimanda ogni decisione risolutiva a data da destinarsi. Una situazione di stallo quindi, su cui brilla la flebile fiammella di una dichiarata intenzione di mettere a punto un sistema strutturato di finanziamento degli interventi di edilizia scolastica, capace di dare risposte concrete alle complessità e alle criticità di questo settore. In merito ho tenuto però a precisare che, per predisporre una concreta programmazione in questo come in altri ambiti, è a mio avviso indispensabile che le risorse vengano definite a bilancio e non con l’assestamento, con cui si tende a privilegiare i progetti pronti anziché le reali necessità della comunità e del territorio, che sono e devono restare i soli criteri guida di ogni scelta politica».
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