Questo 2021 è stato un anno di crescita del nostro Movimento che ha saputo, nonostante le incertezze e le difficoltà di un periodo connotato dal persistere dell’emergenza pandemica, portare avanti i suoi progetti e mantener salda la propria rotta verso l’obiettivo di costituire sempre di più un punto di riferimento per i valori autonomisti e per tutti i valdostani che vi si riconoscono.
Messe alle spalle le difficoltà e le complessità di una campagna elettorale che ci ha visto partire da outsider e contro ogni previsione ci ha dato la soddisfazione di portare dei nostri rappresentanti nel Consiglio Regionale, è stato il momento di porre in atto i passi necessari alla strutturazione del Movimento.
In primo luogo è stata intrapresa la campagna di tesseramento conclusasi con un numero di adesioni superiore anche alle più rosee aspettative, nonostante si sia svolta in un periodo di forti restrizioni a seguito della pandemia e quindi nell’impossibilità di organizzare incontri o intessere forme di comunicazione diretta. Quello che poteva rappresentare un limite o perlomeno una reale difficoltà per un Movimento neo costituitosi, è stato nei fatti superato grazie alla forza delle idee e dei valori da noi propugnati, alla serietà dei nostri rappresentanti e all’immagine aperta e coerente che fin da subito si è specchiata nella nostra linea politica e di azione vicina agli interessi e mirata al benessere della comunità valdostana.
Al contempo è stato anche iniziato il lungo e complesso iter di riconoscimento nazionale del Movimento, che è terminato in maggio con l’iscrizione a pieno titolo di Pour l’Autonomie nell’albo dei partiti politici nazionali.
Il 5 di giugno si è tenuto il primo Congresso del Movimento in cui sono stati eletti i componenti del Direttivo: Aldo Di Marco in qualità di Presidente, Stefania Anardi nel ruolo di Segretaria Politica, Etienne Merlet come Segretario Amministrativo, Françoise Munier e Giorgio Giovinazzo, a cui sono andati ad aggiungersi di diritto i Consiglieri Marco Carrel e Augusto Rollandin. La scelta di queste donne e uomini di comprovata esperienza è stata motivata dalla volontà che a tenere le redini del Movimento ci fosse un gruppo forte e coeso, che potesse costituire un saldo riferimento per i nostri iscritti, un valido supporto per i nostri Consiglieri, e una guida sicura nei tempi difficili che si stanno vivendo.
Nominati anche i membri della Commissione di Garanzia di prima e seconda istanza: Samantha Artaz, Elena Casagrande, Antonello Piffari, Loris Zendri, Bonifacio Di Pietrantonio, Alberto Pierre Giovanni Martelli.
Progressivamente si è anche proceduto al potenziamento della macchina organizzativa del Movimento al fine di renderla più efficiente e rispondente alle necessità di comunicazione verso la popolazione. In tal senso, ad oggi possiamo contare su un sito online che ci presenta nel dettaglio, ed è aggiornato e esaustivo nell’illustrare le nostre iniziative, i nostri programmi, e le nostre posizioni in merito alle problematiche della nostra Regione.
Con l’intento di radicare Pour l’Autonomie più in profondità nel tessuto regionale, è stato avviato il progetto di dividere il territorio in 4 macro-aree – alta, media e bassa valle, e città di Aosta – e quindi nominare comitati referenti per ciascuna area con il compito di fare da trait d’union tra il Direttivo e le diverse realtà locali, ed organizzare incontri con gli iscritti, i simpatizzanti e quanti siano interessati a conoscere le nostre idee e proposte. Con questa iniziativa ci proponiamo di raggiungere due obiettivi: presidiare il territorio, confrontandoci con la realtà quotidiana dei singoli comuni ed intercettando problematiche, criticità, ed emergenze che meritano di essere portate all’attenzione generale; e far crescere il nostro progetto autonomista con il coinvolgimento di quanti si riconoscono nella necessità di tutela e difesa della nostra identità regionale. Purtroppo l’attuazione di questo nostro progetto è stata di molto rallentata dal perdurare dell’emergenza pandemica, e quindi si sono potuti organizzare solo due incontri – il primo a Saint Vincent in agosto e il secondo ad Arnad in novembre – che si sono svolti nel rispetto delle misure di contenimento pandemiche. L’interesse suscitato da entrambi gli incontri ci ha confermato l’interesse della popolazione verso queste iniziative ed ha rafforzato la nostra determinazione a continuare con questa linea di condotta, tanto che si sta già lavorando per individuare nuove e sempre più numerose occasioni di confronto e dialogo con la cittadinanza.
Tutto quanto appena descritto si è svolto in un contesto politico locale che per lo meno all’inizio non ci ha dato credibilità e ha sottovalutato la nostra determinazione. A più riprese abbiamo infatti constatato come ci sia stata da parte degli altri schieramenti politici una tiepida accoglienza, se non una vera e propria diffidenza, verso il nostro progetto e la serietà con cui è stato propugnato. Solo con il proseguo dei mesi, la nostra più volte dimostrata disponibilità all’ascolto di argomenti mirati a incentivare il benessere di tutta la comunità valdostana e il nostro atteggiamento propositivo e mai pretestualmente oppositivo, hanno conseguito il risultato di far ricredere alcuni e aprire gli altri alla consapevolezza della forza della nostra nuova voce autonomista, le cui radici sono profondamente radicate nel tessuto della nostra Regione montana e transfrontaliera.
In questi 12 mesi, tre sono state le parole chiave del nostro agire: coerenza, cooperazione e intervento.
In un mondo della politica sempre più segnato da incostanza e trasformismo, Pour l’Autonomie ha per contro da sempre proposto e mantenuto una linea di pensiero e di azione incentrata sulla coerenza verso i suoi valori, il suo programma elettorale e i suoi iscritti, nel convincimento che solo mantenendo fissi i propri caposaldi si possa essere e restare credibili agli occhi di chi si è riconosciuto in noi e ha voluto gratificarci con il suo consenso.
Inoltre, convinti fin da sempre che la forza di un Movimento stia nell’unione tra donne e uomini che condividono lo stesso spirito di servizio a favore della comunità, abbiamo respinto qualsivoglia tentativo di far prevalere individualismi e visioni personali, preferendogli di gran lunga il libero e costruttivo concorso di idee e proposte democraticamente espresse, discusse ed accolte. Alla riaffermazione di questo principio non abbiamo derogato neppure nella situazione che ha avuto la sua conclusione nei primi giorni di novembre, e da cui siamo usciti più forti e determinati di prima a seguire i nostri principi ispiratori senza farci mai confondere da spinte contrarie che li snaturassero, fossero anche di origine interna.
In ultimo, ma non meno importante, crediamo e abbiamo reso concreta l’idea che la politica non sia solo quella giocata nelle aule o nelle sedi dei Partiti, bensì sia quella che scende per le strade e si confonde tra la gente per dare risposte e mettere in atto ascolto ed interventi che possano portare a benefici e vantaggi comuni.
Insomma, per Pour l’Autonomie la politica deve restare accanto al cittadino e porsi a favore e non già contro: a favore della comunità anteponendo il benessere della popolazione agli interessi sterili di partito, senza cedere a vane querelle tra opposti schieramenti bensì aprendosi ad un dialogo e un confronto che sia costruttivo e concreto.
Volendo tracciare un consuntivo finale dell’attività del Movimento Pour l’Autonomie, ad oggi possiamo dirci più che soddisfatti per il lavoro svolto e le prospettive che ci si aprono per gli anni a venire. Se molto è stato fatto, altrettanto resta ancora da fare ma siamo confortati dall’evidenza di poter contare su una rete di tesserati e simpatizzanti che certamente non ci farà mancare il sostegno e l’appoggio necessari ad affrontare le sfide che attendono la nostra Regione, e che ci sarà da stimolo e pungolo a far meglio e conseguire sempre migliori risultati.
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