Consigliere Carrel “Bilancio tecnico e astensione sugli ordini del giorno: il Governo parte con il piede sbagliato”

18 Dicembre 2025

Nel Consiglio regionale del 15, 16, 17 e 18 dicembre 2025, interamente dedicato all’approvazione delle leggi di bilancio e del Documento di Economia e Finanza Regionale 2026-2028, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto prima per dare il suo contributo alla discussione generale, poi per presentare sei ordini del giorno, e infine per esprimere la sua dichiarazione di voto.

 

Intervento in discussione generale

«In questo mio intervento sui due disegni di legge di bilancio e sul Documento di Economia e Finanza Regionale per il triennio 2026-2028, ritengo necessario esprimere due tipologie di valutazioni, tra loro diverse e articolate: la prima di carattere analitico su alcune delle disposizioni in essi contenute, e la seconda di natura più politica sui documenti nel loro complesso».

«Per quanto riguarda la valutazione analitica, tengo a sottolineare come, dal mio punto di vista, in questi testi vi siano al contempo temi condivisibili, elementi che suscitano perplessità, e questioni che meritano ulteriori approfondimenti, come abbiamo sempre ribadito sia in maggioranza nella scorsa legislatura, che oggi in opposizione».

«Relativamente ai temi condivisibili, confermo il mio pieno sostegno all’ampliamento dei corsi dell’Università della Valle d’Aosta, con l’obiettivo di focalizzarsi sempre più su tematiche rispondenti alle esigenze della nostra Regione; al nuovo centro di ricerca, che costituisce uno strumento cruciale per tornare ad attrarre cervelli valdostani in fuga all’estero, e giovani che desiderano continuare il loro percorso di studio e lavoro nell’ambito del nostro tessuto sociale ed economico; e agli investimenti per il nuovo Ateneo valdostano, e per la manutenzione straordinaria del Centro Saint-Bénin».

«Altrettanto opportune mi appaiono tutte le azioni mirate a rafforzare il collegamento con Francia e Svizzera, così da evitare che quello che per anni è stato considerato il carrefour d’Europe si trasformi in un cul-de-sac. Bene quindi alla posizione decisa e propositiva espressa sul raddoppio del tunnel del Monte Bianco, un tema su cui come Pour l’Autonomie abbiamo sempre insistito, portandolo più volte all’attenzione dell’Aula durante la passata legislatura; e bene anche all’impegno a prorogare le concessioni dal 2032 al 2050 per il tunnel del Gran San Bernardo. Entrambe questioni che politicamente devono essere affrontate con il Governo nazionale e con la Commissione Europea, confidando che la scelta di schieramento operata all’atto della costituzione di questa maggioranza possa determinare realmente un esito positivo, riconducibile non a due soli Movimenti ma all’intera comunità valdostana, con il costante aggiornamento del Consiglio su tutte le fasi delle trattative».

«Altro argomento strategico è lo stanziamento di risorse destinate all’immissione in servizio di ulteriori 10 unità di personale nel Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco, per garantire così la loro presenza all’interno della Centrale Unica del Soccorso. Decisione questa che consentirà di riunire tutte le componenti valdostane del soccorso nell’ambito dello stesso contesto fisico, così come stabilito da uno specifico ordine del giorno approvato da questo Consiglio durante la scorsa legislatura. Tuttavia, tengo ad evidenziare come permangano fondati dubbi sul fatto che questa iniziativa possa produrre rapidamente l’effetto atteso. Dalle interlocuzioni con i Sindacati è infatti emerso con chiarezza che, per il nuovo personale da assumere, si dovrà attingere dalla graduatoria con conseguente allungamento dei tempi tra corsi di avvio e formazione specifica. Detto ciò, è evidente che l’entrata in servizio di questo personale non potrà avvenire prima di un anno, un aspetto questo non certo trascurabile, che rischia di ritardare l’impatto immediato del provvedimento. Pur condividendo le finalità di questa misura, mi chiedo se sia davvero applicabile o se invece si tratti di una mossa politica del Governo, più simbolica che efficace, intesa a dimostrare la volontà di agire ma incapace di assicurare il raggiungimento dell’obiettivo in tempi ragionevoli».

«Relativamente ai motivi di perplessità, riguardano gli investimenti nelle grandi opere per i collegamenti intervallivi, che ci sono stati rappresentati dal Presidente in seconda Commissione – ma anche ieri nella relazione – come un’alternativa, in alcuni casi, alla fruibilità stradale e come strumenti per “creare delle opportunità e delle alternative a maggior sicurezza e maggior garanzia su delle situazioni che si sono verificate in questi anni”. Io sono di diverso avviso. Sono convinto infatti che la prospettiva di utilizzarli come mezzi di trasporto o come soluzione per aumentare la sicurezza costituisca una forzatura destinata a generare confusione e false aspettative; e che gli investimenti sui collegamenti tra Pila e Cogne, e tra i comprensori Monterosa e Cervino debbano essere analizzati e valutati esclusivamente dal punto di vista turistico e sciistico. Su una materia così centrale per la nostra Regione, io credo che si debba puntare ad un utilizzo più razionale e armonioso delle infrastrutture già disponibili, tenendo ben distinte le esigenze legate alle emergenze dalle opportunità turistiche, per evitare così di dover giustificare investimenti rilevanti in modo poco coerente. Se davvero vogliamo parlare di sicurezza sono altre le iniziative che possiamo e vogliamo proporre, nello specifico – restando sul tema di collegamento tra Pila e Cogne – esaminando la possibilità di trasformazione della Galleria del Drink, per renderla idonea a un utilizzo a fini irrigui per la zona di Gressan e dei Comuni limitrofi, e alla viabilità dei mezzi di soccorso».

«Relativamente alle questioni che secondo me meritano ulteriori approfondimenti, vi sono le riforme della pubblica amministrazione, del SUEL, e del sistema di riparto delle risorse agli enti locali. In merito alla pubblica amministrazione, partirei dall’assunzione a tempo indeterminato del personale che si occupa dei progetti del PNRR: una possibilità concessa, con valide motivazioni, a chi era titolare di un contratto a tempo determinato, ma non estesa a coloro che hanno partecipato a delle chiamate pubbliche ed hanno acquisito competenze all’interno dei vari dipartimenti, lavorando per un massimo di 36 mesi. Se davvero vogliamo riformare questo settore non credo sia questa la direzione da intraprendere. Il nostro contesto sociale si è profondamente trasformato in questi ultimi anni: le lunghe code per partecipare ai concorsi pubblici sono ormai un ricordo, e i giovani ambiscono a posizioni completamente diverse. Qualsiasi ipotesi di revisione della pubblica amministrazione deve prendere in considerazione questo cambiamento, così come il principio secondo cui, per renderla nuovamente attrattiva, non ci si possa limitare a ridurre il numero dei dirigenti, ma occorra rivalutare complessivamente i modelli organizzativi e i criteri di valutazione del lavoro dei dipendenti. Più che mai in questo momento storico, la riorganizzazione amministrativa non può e non deve essere una materia riservata unicamente alla maggioranza di questo Consiglio regionale, ma invece deve essere il prodotto di un’attenta discussione all’interno delle Commissioni competenti e di un’elaborazione che tenga nel giusto conto le idee, i suggerimenti e gli spunti di ogni singolo consigliere, di ogni forza politica. Perché la pubblica amministrazione è una struttura essenziale per agevolare e migliorare i servizi resi ai cittadini e alle imprese del nostro territorio, e spetta a tutti noi operare con responsabilità e costanza per garantirne un funzionamento ottimale. Lo stesso vale per la riforma del SUEL, ormai pressoché arenata nonostante le numerose sollecitazioni da parte di tecnici, popolazione e operatori economici a semplificare un sistema eccessivamente lungo e burocratizzato; e per la riforma del sistema di riparto delle risorse agli enti locali, che auspico possa essere attuata ponendo come basi la chiarezza, la trasparenza, e soprattutto perseguendo il fine di dare garanzie finanziarie, e quindi reale autonomia, agli Enti locali».

«Due parole voglio anche spenderle per la legge su Aosta Capitale. In ragione dell’importanza che la città riveste nel contesto regionale, credo sia opportuno prevederne nuovamente il finanziamento per valorizzarne concretamente il ruolo di centro amministrativo, culturale, storico ed economico. Ovviamente, per fare questo, bisogna mettere d’accordo le due maggioranze politiche diverse presenti in Regione e in Città, ma sono certo che questo si possa fare. Durante la campagna elettorale come Autonomisti di Centro, abbiamo con vigore posto l’accento sul tema di Aosta Capitale, e la mia speranza è che ai colleghi che hanno fondato il nuovo Gruppo consiliare in appoggio all’attuale maggioranza, non facciano difetto la memoria e tanto meno la coerenza, e vogliano attivarsi per raggiungere quello che allora era un traguardo condiviso».

«Passando ora alla mia valutazione politica, voglio partire dall’audizione che si è tenuta in II Commissione il 24 novembre scorso. In quella sede, c’è stato chi, parlando di questi disegni di legge, ha sottolineato come fossero in perfetta continuità con le scelte operate dalla Giunta della precedente legislatura, e chi invece li ha definiti documenti tecnici volti ad evitare alla nostra Regione il ricorso all’esercizio provvisorio. A prescindere dal fatto che quest’ultima eventualità non è il male assoluto, bensì il solito spauracchio che si prospetta ogniqualvolta si devono giustificare determinati passaggi, appare chiaro che tali affermazioni evidenziano una evidente difficoltà a presentare queste proposte normative come il frutto di un’attenta riflessione da parte di questo Governo. Se da un lato è comprensibile – nelle alchimie di una certa politica valdostana – che vi sia una differenza di interpretazione tra chi di quella Giunta è stato parte integrante e chi invece ai tempi si trovava in minoranza, ritengo in ogni caso indispensabile iniziare a discutere – affrontando la riforma della legge elettorale – sull’opportunità di spostare la data delle prossime elezioni dall’autunno alla primavera. Soluzione questa che permetterebbe un’elaborazione di testi di bilancio con tempi adeguati e piena cognizione di causa, garantendo che siano effettivamente rappresentativi delle forze di maggioranza».

«Infine il contributo che intendo portare alla discussione, che si tradurrà in diversi ordini del giorno per chiedere l’impegno del Governo ad analizzare più nel dettaglio alcuni temi e a fissare le tempistiche per l’attuazione di alcune disposizioni di un bilancio che è stato etichettato come tecnico solamente perché, essendo cambiata la maggioranza, diventava difficile ammettere che il bilancio restava il medesimo. In pratica, senza andare nelle citazioni alte, una versione valdostana del “cambiare poco, per non cambiare nulla”».

 

 

Ordini del giorno

«In questo lungo Consiglio regionale» ha commentato il Consigliere Carrel «ho presentato sei ordini del giorno su temi di particolare interesse per i valdostani: i Consorzi di Miglioramento Fondiario, il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, la nuova legge in materia di sport, i siti Natura 2000, la riorganizzazione amministrativa, e l’edilizia scolastica».

 

«Con il primo ordine del giorno relativo ai Consorzi di Miglioramento Fondiario, chiedevo l’impegno dell’Assessore competente a chiudere l’iter della proposta legislativa per l’istituzione di quelli di II livello, entro la fine del mese di giugno 2026. A motivarmi in questa mia iniziativa è la convinzione che essi costituiscano il cuore pulsante della gestione del nostro territorio, e che sia quindi essenziale intervenire per risolverne le criticità, i cui effetti ricadono anche sulle aziende agricole, sul settore turistico e su quello degli impianti a fune. A tal fine, reputo di primaria importanza giungere all’approvazione di una norma che offra loro la possibilità di dar vita a forme di aggregazione, che gli consentano di affrontare al meglio le sfide sempre più complesse del futuro. Dal mio punto di vista, i Consorzi di Miglioramento Fondiario di II livello rappresentano infatti una concreta opportunità – ben lontana dall’essere un obbligo – per crescere e migliorare attraverso l’accesso alle rilevanti risorse nazionali e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fondamentali per uno sviluppo dinamico e un coordinamento efficace delle loro attività. Che questa sia la strada giusta da intraprendere ne sono certo oggi, come lo ero nella passata legislatura, quando, ricoprendo ben altro incarico, mi sono attivamente impegnato nell’elaborazione di un testo che rispondesse alle esigenze dei Consorzi valdostani e fosse da essi ampiamente condiviso. Preso atto, dalle parole dell’Assessore, della volontà di lavorare a un disegno di legge di generale riorganizzazione di queste strutture consortili, che preveda anche la creazione di quelle di II livello, ho deciso di accordargli un’apertura di credito e di ritirare l’ordine del giorno, nella speranza di vedere finalmente varato questo provvedimento nel corso del 2026».

 

«Con il secondo ordine del giorno relativo al Corpo Forestale della Valle d’Aosta, chiedevo l’impegno del Presidente della Regione a completare quanto prima il disegno di legge ad esso attinente, affinché la Commissione consiliare competente possa esaminarlo contestualmente a quello sul Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco. Questa mia richiesta trova le sue ragioni nella preoccupazione che l’attuale differente stato di avanzamento dei due testi legislativi – quello sui Vigili del Fuoco già passato in Giunta e quello sui Forestali ancora in fase di rielaborazione – possa portare a un loro iter separato, mentre, a mio giudizio è fondamentale che essi proseguano congiuntamente il percorso avviato nella scorsa legislatura e arrivino insieme alle Commissioni per i necessari approfondimenti. Considerata la rilevanza che entrambe le Istituzioni rivestono per la nostra Regione nell’ambito della gestione delle emergenze e della tutela dell’ambiente, e l’urgenza di provvedere a una loro riorganizzazione, credo sia indispensabile agire rapidamente ed efficacemente, estendendo anche al Corpo Forestale la medesima attenzione politica già riservata ai Vigili del Fuoco. Rassicurato dall’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali sul fatto che la proposta legislativa in questione sarà discussa in Giunta il 23 dicembre prossimo e che il Governo intende portare avanti le due norme in maniera coordinata, ho deciso di ritirare l’iniziativa, ribadendo la mia volontà di continuare a monitorarne le tempistiche e il mio auspicio di poterle valutare quanto prima in Commissione».

 

«Con il terzo ordine del giorno relativo all’aggiornamento della legge regionale 3/2004 “Nuova disciplina degli interventi a favore dello sport”, chiedevo l’impegno dell’Assessore competente ad approvarlo entro il 31 marzo 2026. Questo tema ci ha visti particolarmente determinati durante la precedente legislatura, grazie soprattutto all’impegno del Consigliere Aldo Di Marco, che ha rimarcato più volte l’urgenza di varare nel più breve tempo possibile un testo di riforma della materia, e ha ripetutamente sollecitato l’Assessore a fornire risposte e tempistiche certe, evidenziandone alcune contraddizioni nelle dichiarazioni. Ad oggi la mia posizione è in perfetta continuità con quella del passato. Tenuto conto che lo sport rappresenta un elemento essenziale nello sviluppo della nostra Regione, un’attività centrale per tutti i valdostani e un motore indiscusso del nostro turismo, capace di attrarre numerosi visitatori grazie a manifestazioni nazionali e internazionali, giovanili e senior, organizzate sul nostro territorio, risulta a mio parere cruciale giungere a un nuovo testo normativo che, tra l’altro, riconsideri i contributi ordinari per tutte le discipline sportive – comprese quelle tradizionali – e definisca una programmazione dei grandi eventi sportivi con cadenza almeno biennale. A fronte della risposta dell’Assessore, che ha confermato l’intento di rivedere la legge, ma ha anche evidenziato che mancano ancora diversi passaggi per completarne l’iter, ho deciso di portare questa iniziativa al voto, nella convinzione che fissare scadenze definite sia fondamentale per rispettare gli impegni assunti con la comunità sportiva. Con mio grande rammarico, l’ordine del giorno non è stato approvato, a dimostrazione del fatto che su certi argomenti l’attuale maggioranza stenti ancora a fornire le risposte che da tempo si attendono».

 

«Con il quarto ordine del giorno relativo ai siti Natura 2000, chiedevo l’impegno dell’Assessore competente a prevedere nell’assestamento di bilancio i fondi necessari a interventi mirati a garantire la loro immediata identificazione visiva, con il duplice scopo di valorizzarli anche ai fini turistici e di consentire una corretta informazione. Un tema questo particolarmente tecnico, ma che merita un dovuto approfondimento per le ricadute che ha su diverse attività del nostro territorio. Da un lato vi è la necessità di salvaguardare e promuovere i siti Natura 2000, essenziali per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi; dall’altro lato, occorre venire incontro alle esigenze delle nostre aziende agricole e zootecniche, nonché dei settori venatorio e ittico, altrettanto fondamentali per la gestione e lo sviluppo sostenibile del nostro patrimonio naturale. Per raggiungere questi obiettivi e armonizzare queste due realtà è però a mio avviso indispensabile porre rimedio alla scarsa segnalazione dei confini di queste aree protette, che rende difficile individuarle e aumenta il rischio di violazione delle regole stringenti in esse previste. La soluzione che suggerivo era quindi quella di prevedere nel prossimo futuro adeguate risorse per effettuare la delimitazione attenta e precisa, facilmente riconoscibile, del perimetro di ciascuno dei siti Natura 2000, con modalità analoghe a quelle stabilite con una delibera di Giunta di tre settimane fa per la zona di divieto di esercizio venatorio nel Comune di Valgrisenche. La risposta dell’Assessore, focalizzata unicamente sulla difficile realizzazione dell’intervento, sui dubbi riguardanti il suo impatto, e sui costi di attuazione e di gestione, e la conseguente mancata approvazione di questo ordine del giorno, hanno confermato le mie perplessità in merito a questo Governo che manifesta poca attenzione a questioni rilevanti per specifici ambiti economici, sociali e ambientali, nonché la tendenza ad anteporre le difficoltà alla ricerca di soluzioni concrete per problematiche esistenti e persistenti».

 

«Con il quinto ordine del giorno relativo al progetto di riorganizzazione dell’apparato amministrativo regionale secondo un modello adeguato ed efficiente, chiedevo l’impegno del Presidente della Regione a essere audito presso la Commissione consiliare competente al fine di illustrare le scelte operate in materia prima della loro approvazione da parte della Giunta regionale. Dopo un percorso iniziato circa un anno e mezzo fa, credo sia arrivato il momento di fare il punto su questa questione strategica per la nostra comunità. La mia iniziativa di oggi nasce appunto dalla necessità di delineare con chiarezza quanto fino ad oggi è stato elaborato sulla base dello studio della SDA Bocconi, e di capire con esattezza quali decisioni verranno assunte in questo ambito, nel rispetto delle nostre peculiarità, per raggiungere quei livelli di ottimizzazione ed efficacia attesi da tutti. Il riassetto dell’apparato amministrativo – come ho già sottolineato nel mio intervento in discussione generale – non può e non deve essere una prerogativa esclusiva della maggioranza, ma compete invece all’intero Consiglio chiamato a prendere decisioni per nome e conto di tutta la collettività. Di conseguenza, sono fermamente convinto che questo piano di riforma non possa prescindere dal contributo, in termini di idee e proposte, di tutti i Consiglieri e di tutte le forze politiche. La richiesta di audizione in Commissione prima del completamento del provvedimento va esattamente in questa direzione: permettere l’avvio di una discussione rigorosa e partecipata su un tema di estrema rilevanza per la nostra Regione e per i valdostani. Ascoltata la risposta del Presidente che in estrema sintesi ha ribadito come l’illustrazione in Commissione avverrà solo a lavoro ultimato, non posso nascondere una certa delusione per la ridotta disponibilità al dialogo dimostrata da questa maggioranza, che escludendo l’opposizione da un processo decisionale così importante sottovaluta il ruolo attivo e costruttivo della collaborazione e della condivisione. L’ordine del giorno non è stato purtroppo approvato».

 

«Con il sesto ordine del giorno relativo all’edilizia scolastica, chiedevo l’impegno dell’Assessore competente a presentare entro fine aprile 2026 il quadro complessivo e il cronoprogramma degli interventi previsti per l’intera legislatura. Investire sulle scuole, che secondo me rappresentano uno dei pilastri principali per lo sviluppo sociale della nostra Regione, significa investire nella crescita della nostra comunità. Per rendere questo impegno reale e duraturo, considero però necessario prevedere una programmazione capace di valutarne a 360 gradi tutti gli aspetti – compreso quello di forza attrattiva per l’insediamento stabile di nuovi nuclei familiari nelle vallate – e sappia guardare al futuro con una prospettiva a lungo termine. Dopo aver appreso della volontà dell’Assessore competente – espressa in risposta a un ordine del giorno sul medesimo argomento proposto da un altro Gruppo consiliare – di presentarsi in Commissione, per riferire delle intenzioni in merito e per aprire un serio dibattito sulla tematica, sono a mia volta intervenuto per rimarcare la necessità di porre la massima attenzione al destino delle scuole, con particolare riguardo a quelle delle vallate, sempre più a rischio di chiusura. Contestualmente, ho annunciato il ritiro della mia iniziativa, motivandolo con l’apertura alla condivisione dimostrata e con il raggiungimento dell’obiettivo minimo che mi ero prefissato».

 

 

Dichiarazione di voto

«Ho iniziato questo lungo Consiglio di discussione del bilancio con un’intenzione e una speranza» ha spiegato il Consigliere Carrel «L’intenzione era quella di votare a favore di questi due disegni di legge, che sono in perfetta continuità con quanto – anche grazie all’apporto di Pour l’Autonomie – è stato definito e approvato nella seconda parte della scorsa legislatura, quando siamo stati chiamati a sostenere una maggioranza in evidente difficoltà. La speranza era quella di dare un contributo, attraverso i miei ordini del giorno, per trasformare quelli che oggi sono solo numeri – e quindi interpretabili in molti modi – in azioni concrete, capaci di offrire soluzioni e risposte alle problematiche della nostra comunità, favorendone una crescita armonica ed equilibrata. Dopo aver ascoltato in questi giorni con grande attenzione le parole dei colleghi di maggioranza, mi sono reso conto di non poter dar seguito a questa mia intenzione e, tanto meno, coltivare questa mia speranza. La motivazione è unica e precisa: il risultato di 21 a 14 con cui sono stati respinti quasi tutti gli atti di indirizzo presentati, dimostra in modo chiaro e inequivocabile la scarsa predisposizione di questo Governo al confronto aperto e costruttivo con le forze di minoranza riguardo a ogni tema di interesse per la Valle d’Aosta. Una realtà, questa, per me difficile da comprendere, perché contrasta con il modo di fare politica in cui ho sempre creduto e che ho sempre attuato, basato sull’ascolto e sulla condivisione, piuttosto che sulla sterile contrapposizione tra opposti schieramenti. Anche se, con estrema sincerità, devo ammettere di aver notato segnali di un atteggiamento di apertura ben diverso nella relazione di maggioranza e nelle risposte di alcuni Assessori – circostanza questa che mi ha portato a ritirare tre delle mie sei iniziative – ritengo che al momento non siano sufficienti a indicare un vero cambiamento di passo nella direzione da me auspicata. Per queste fondate ragioni, ho valutato che ad oggi non vi siano le condizioni per poter dare il mio appoggio a questi disegni di legge. Il mio è stato pertanto un voto di astensione che non va interpretato assolutamente come un voto contrario, ma unicamente come un messaggio di coerenza rivolto a questa maggioranza e a tutti i valdostani. Come unico rappresentante della sola forza autonomista esclusa da questo Governo, non intendo portare avanti un’opposizione preconcetta o pretestuosa, che resti a guardare o si limiti a criticare, ma al contrario, sono fortemente determinato ad impegnarmi per prendere parte attiva con idee e proposte al presente e al futuro della nostra Regione e per vigilare affinché le decisioni che saranno prese perseguano l’interesse collettivo e promuovano il bene comune».

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