CONSIGLIO REGIONALE 19-20 OTTOBRE 2022 – Il punto di vista dei Consiglieri Marco Carrel e Augusto Rollandin sui temi presentati

20 Ottobre 2022

In questo Consiglio regionale abbiamo sottoposto all’attenzione del Governo temi ad oggi ancora irrisolti e le risposte ricevute non hanno dissipato le nostre preoccupazioni per il futuro.

Nonostante l’approvazione della Legge regionale n.11 del 18 maggio 2021 relativa alle misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo, e le rassicurazioni che si stesse operando nella direzione da questa tracciata, ottenute in risposta a due nostre interpellanze del passato, ad oggi continua a preoccupare la presenza di lupi sul territorio regionale ed in particolare in Val d’Ayas.
Appreso dai dati esposti dall’Assessore competente che dall’inizio dell’anno si sono verificati diversi episodi di predazione nei comuni di Ayas, Brusson e Challand Saint Anselme con danni complessivi stimati in circa 10mila euro, e che il monitoraggio avviato dal Corpo Forestale ha identificato due branchi stanziali di lupi composti da 6-7 unità ciascuno, non possiamo fare a meno di chiederci il motivo per cui non si sia ancora provveduto a stimare l’effettivo numero di esemplari solitari, di norma più aggressivi e quindi più pericolosi, che si aggirano in questa come nelle altre valli. Se ad oggi possiamo affermare che la situazione è tutto sommato sotto controllo, non va comunque sottovalutato il duplice rischio che abbiano a verificarsi nuovamente episodi come quello dell’agosto 2021 portando conseguenze irreparabili, e che gli esemplari singoli come pure i branchi possano unirsi, dando vita a raggruppamenti selvatici più numerosi, in grado di portare aggressioni e generare danni decisamente più ingenti.
Ritenendo giustificati i timori di attacchi manifestati sia dai nostri allevatori che dai residenti e frequentatori dei contesti montani, e credendo indispensabile far quanto in nostro potere per proteggere persone e allevamenti, abbiamo sollecitato nuovamente questa Amministrazione a non abbassare la guardia bensì ad incentivare le azioni dirette a quattro specifici obiettivi: censire tutte le unità della specie canis lupus presenti nella nostra Regione, siano esse in branchi o solitarie; stimare con esattezza il livello di rischio a cui ciascuna località del nostro territorio è soggetta; intervenire con ancor più rapidità con provvedimenti di indennizzo in favore di coloro che abbiano subito conseguenze di assalti; e, nel caso della Val d’Ayas certamente più predisposta rispetto ad altre località, porre in essere tutte le misure del caso per contenere, registrare e controllare la presenza, pur fondamentale per l’ecosistema montano, di questa specie faunistica. È nostra ferma convinzione che solo portando a compimento tutti questi fondamentali interventi, sia possibile dare compiuta attuazione alla Legge che abbiamo personalmente presentato e sostenuto.

L’ormai cronicizzata condizione di carenza di dirigenti di secondo livello del comparto unico, è ben lontana dal dirsi risolta per l’estrema difficoltà di questo Governo ad affrontare la materia con provvedimenti rapidi ed incisivi. L’impressione – rafforzata dalle parole del Presidente della Giunta – è che si stia rimandando ogni decisione alle risultanze dello studio affidato in data 13 luglio 2022, dopo mesi di rimandi, alla SDA Bocconi School of Management, i cui tempi sono però ad oggi ancora imprevedibili mentre nel frattempo la macchina amministrativa regionale è prossima al collasso, la burocrazia soffoca gli uffici, il personale amministrativo è sempre più disorientato e i cittadini devono fare i conti con disservizi e lungaggini via via crescenti.
Con questa interpellanza speravamo di ricevere lumi circa la linea politica che si intende adottare per sanare la problematica nel prossimo futuro – linea politica che dal nostro punto di vista dovrebbe costituire la base dello studio sopracitato – ma il senso esplicito ed implicito della risposta conferma che, come temevamo, le posizioni del Governo sono ormai cristallizzate e non lasciano intravedere a breve soluzioni degne di nota. Nell’ormai consueta strategia sintetizzabile con “aspettiamo e vediamo”, ci sono stati verbalizzati nell’ordine: il rifiuto ad attingere dalla graduatoria dell’Unité des Communes Valdôtaines Grand-Combin – che certo non sarebbe stato del tutto risolutivo, ma avrebbe costituito un passo nella direzione auspicata; l’intenzione di continuare ad usare criteri alquanto discutibili perché incoerenti rispetto all’evidenza per cui se un dirigente ha i requisiti per ricoprire una reggenza, li ha anche per avere un incarico; e la determinazione ad insistere nello stipulare convenzioni con altri Enti, iniziativa di per sé valida ma che di fatto rimanda solo il problema anziché risolverlo.
A questo scenario, che ci solleva non poche preoccupazioni, va ad aggiungersi un concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di sei dirigenti di secondo livello – già gravato da un ricorso al TAR – indetto solo perché evidentemente non ulteriormente prorogabile. Non possiamo però esimerci dal sottolineare come il concetto stesso di improrogabilità – correttamente inteso – avrebbe dovuto far sì che si procedesse in maniera perlomeno celere, mentre nei fatti si sta assistendo ad un iter concorsuale che si dipana con scadenze a dir poco dilazionate nel tempo – varo del concorso il 26 maggio 2022, scadenza della presentazione delle domande il 7 di luglio, data di esecuzione delle prove di accertamento linguistico fissate prima al 15 settembre e poi rimandate al 16 gennaio del prossimo anno – lasciando facilmente intravedere che l’insediamento dei nuovi dirigenti avverrà non prima del maggio 2023, quindi ad un anno dall’approvazione del provvedimento dirigenziale n. 3097 relativo al bando del concorso stesso.
A fronte di questa ingarbugliata vicenda dai risvolti ben poco lineari per assenza di una direzione politica coerente e fattiva, non ci resta che ribadire la necessità di porre fine ad ogni forma di rimando o soluzione temporanea, ed iniziare invece ad operare scelte concrete per dirimere questa criticità e dare risposte efficienti ed economiche alle richieste della nostra collettività.

Questa è stata un’estate particolarmente complicata per il nostro settore zootecnico, alle prese con il rincaro generale dei prezzi nonché con le bizzarrie del tempo che ha regalato ad alcune zone piogge fin troppo abbondanti e ad altre una siccità persistente che ha costretto alcuni tra gli allevatori alla demonticazione anticipata. Preso atto dalle parole dell’Assessore, della piena consapevolezza in merito alle difficoltà incontrate dalle imprese di questo comparto e degli interventi che si stanno attuando per sostenerle, dobbiamo tuttavia ribadire la nostra forte preoccupazione che la prossima stagione estiva ci possa trovare sostanzialmente impreparati ad affrontare una nuova emergenza idrica, con tutte le sue pesanti ripercussioni.
È noto infatti come a fronte di aree regionali che hanno abbondanti riserve di acqua, ve ne siano altre che non avendo a monte dei bacini di riserva sono più esposte, in caso di ridotte precipitazioni, a severe complessità nel gestire in modo adeguato le attività proprie degli alpeggi. Seppur la situazione è ad oggi parzialmente mitigata – come riferito dall’Assessore – grazie a qualche pioggia settembrina, e alla fornitura di acqua in alcune località, crediamo indispensabile agire con lungimiranza e prospettiva, cominciando a ragionare sulle problematicità proprie di ogni singola zona del nostro territorio – rilevabili grazie agli uffici dell’Assessorato competente – in modo da poter programmare un piano di interventi mirati alle specifiche necessità, e poter fornire indirizzi precisi agli allevatori.
In considerazione dell’importanza che il settore zootecnico riveste nell’economia regionale, crediamo inoltre indispensabile prevedere per tempo sia investimenti mirati che una seria programmazione per raggiungere gli obiettivi primari di consentire la permanenza di mandrie e greggi negli alpeggi a prescindere dalle condizioni avverse del meteo, ed evitare le desarpe anticipate, causa di conseguente sensibile riduzione dei ricavi.

Durante questo Consiglio abbiamo ritirato la mozione con cui chiedevamo l’impegno del Governo ad istituire un contributo regionale all’acquisto di parrucche da parte dei malati oncologici. A convincerci ad agire in tal senso sono state le parole dell’Assessore Barmasse, il quale in data 13 ottobre – quindi solo sei giorni dopo la presentazione della nostra mozione – ha dichiarato di essere già a lavoro per un provvedimento in materia, che dovrebbe essere portato all’attenzione della Giunta nelle prossime settimane.
Cogliendo quella che ci appare come una ben strana coincidenza – dato anche che fino ad oggi non vi era contezza dell’intento di agire in questa direzione – esprimiamo soddisfazione per il fatto che questa nostra iniziativa, senza neppure essere stata discussa in aula, abbia sortito l’effetto se non di ispirare, certamente di stimolare il nostro assessore a far partecipe la collettività sulle intenzioni del governo relativamente a questa problematica fino ad adesso ignorata.
Come Gruppo Consiliare abbiamo deciso di affrontare l’argomento proprio nel mese della prevenzione contro il tumore al seno, consapevoli del fatto che nel caso dei malati oncologici la parrucca non costituisca un mero artificio estetico bensì assuma la valenza di un vero e proprio presidio sanitario, indispensabile in tutti quei casi in cui, a seguito di alcuni trattamenti antitumorali, si instauri come effetto collaterale l’alopecia che provocando un cambiamento dell’immagine corporea causa un’aggiuntiva sofferenza psicologica con inevitabili contraccolpi sulla qualità della vita e sul ritorno alla socialità e al lavoro. Al contempo nella nostra azione politica concretizzatasi con questa iniziativa, ci siamo lasciati guidare dal convincimento che la nostra regione, tradizionalmente molto attenta alle esigenze dei suoi cittadini più fragili, potesse e dovesse intervenire in prima persona su questioni così delicate e dal forte impatto sociale.
Da sempre più interessati agli obiettivi che all’attribuzione di meriti, ad oggi accogliamo con positività il raggiungimento – benché trasverso – del risultato che ci eravamo prefissi, e confidiamo che questa giunta sappia agire con sensibilità e concretezza passando, nel più breve tempo possibile e nei termini più inclusivi, dalle parole ai fatti.

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