CONSIGLIO REGIONALE 22-23 MARZO 2023 – Gli argomenti trattati dall’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Marco Carrel

23 Marzo 2023

Questo primo Consiglio regionale dalla sua nomina è stato molto impegnativo per l’Assessore Carrel che dando prova di essersi perfettamente calato nelle competenze e conoscenze richieste da un settore complesso e articolato quale è quello dell’agricoltura e delle risorse naturali, ha presentato la proposta di Complemento regionale per lo sviluppo rurale del Piano strategico della Politica agricola comune 2023-2027, dato il suo appoggio alla mozione per il sostegno alla petizione di Coldiretti, e risposto a 3 interrogazioni di competenza mentre le 5 interpellanze sono state rimandate ad una prossima Assemblea.

Nella sua presentazione del Complemento per lo Sviluppo Rurale CSR regionale, l’Assessore Carrel ha in primo luogo premesso che questo è un anno particolare in cui si avrà la sovrapposizione tra la programmazione del percorso della nuova Politica Agricola Comune PAC 2023-2027 della Valle d’Aosta e il termine del Programma di Sviluppo Rurale PSR 2014-2022 regionale – il secondo tra i più performanti a livello nazionale, dopo quello di Bolzano, con una spesa del 79% dell’intera dotazione – per cui vi è la possibilità di rendicontare fondi fino al 2025.

Ha quindi sottolineato a fini esplicativi e di chiarezza che il testo presentato in Aula è coerente con il cambio di strategia e linea politica di recente adottate in materia, in base alle quali i contenuti del PRS non sono più oggetto di discussione diretta tra Regione ed Europa, bensì secondo la nuova procedura è prevista l’elaborazione a livello nazionale di un unico Piano Strategico della PAC (denominato PSP) da integrarsi con i singoli Complementi regionali al fine di attualizzare gli interventi alle specifiche realtà territoriali. Questo cambio concettuale di visione e di metodo relativo alla politica agricola europea, se da un lato richiede la necessità di tempi di adeguamento per coordinarsi fattivamente con il Governo centrale, dall’altro offre indiscussi vantaggi perché impone un new delivery model in cui l’attenzione non è più concentrata sugli adempimenti burocratici bensì sul raggiungimento degli obiettivi con conseguente marcata esemplificazione e creazione di un sistema di monitoraggio dell’efficacia attraverso una serie di indicatori comuni di impatto e risultato.

Passando quindi al dettaglio del documento, l’Assessore Carrel ha specificato trattarsi solo di una prima versione che richiederà adeguate correzioni e modifiche, ed è passato quindi ad illustrare con chiarezza gli emendamenti già apportati nella direzione richiesta dal CELVA e da altre associazioni di categoria, mirati a prestare attenzione a quelle che sono le aree marginali, in particolare quelle di più difficile accesso e di difficile coltivazione, nell’ottica di favorire lo sviluppo di tali aree evitando l’abbandono dei territori. Nello specifico dette modifiche riguardano: misure per indennità zone montane secondo tre fasce altimetriche; variazione della superficie minima di impegno da 1 a 0,5 ettari; inserimento delle colture specializzate; premio sulle pendenze dei prati e delle colture; e ampliamento dell’ammissibilità con l’introduzione della possibilità di accedere ai sostegni anche per le aziende che hanno sede operativa in Valle d’Aosta e sede legale in regioni confinanti, in ragione del fatto che operando nel nostro territorio contribuiscono alla valorizzazione della nostra agricoltura e delle nostre montagne.

Il piano di aiuti ammonta a 92 milioni di euro nei prossimi 5 anni – ha concluso l’Assessore – e per gestire correttamente un tale rilevante stanziamento è fondamentale lavorare per giungere alla definizione di un documento finale che sappia cogliere le specificità del nostro territorio e salvaguardare il nostro settore agro-zootecnico di montagna dalla lunga storia e i cui prodotti di eccellenza sono riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, ma che svolgendosi in un ambiente naturale alpino è esposto a maggiori complessità e difficoltà. In tal senso ci si propone di agire con spirito di massima disponibilità al confronto con le varie associazioni di categoria e con tutti gli agricoltori ed allevatori valdostani al fine di introdurre tutte le modifiche ritenute utili per migliorarne l’efficienza e l’efficacia, ed al contempo di avviare un’incisiva azione di raccordo con i referenti politici tra cui i nostri parlamentari eletti, gli assessori delle Regioni dell’arco alpino e il Ministero competente.

La proposta di Complemento regionale per lo sviluppo rurale del Piano strategico della Politica agricola comune 2023-2027, è stata approvata dall’Assemblea regionale con 19 voti a favore.

L’Assessore Carrel ha espresso il suo appoggio alla mozione con cui si chiedeva l’impegno della Giunta regionale a sostenere la petizione promossa da Coldiretti contro il cibo sintetico e tutte le iniziative di sensibilizzazione al riguardo sostenute dal mondo agricolo valdostano; a difendere in sede di Conferenza Stato-Regioni e nei rapporti con il Ministero competente, le filiere agro-zootecniche valdostane minacciate dalla diffusione del cibo sintetico; e a trasmettere copia della presente mozione al già citato Ministero.

Durante il dibattito ha spiegato che in un periodo storico in cui in maniera sempre più invasiva e pervasiva si assiste ad investimenti miliardari delle multinazionali nella produzione di cibo sintetico – tra gli altri anche carne, latte, uova, pesci e finanche miele – è divenuto indispensabile che il mondo della politica e i singoli cittadini consumatori si schierino in merito ad una prospettiva che non può che sollevare diverse concrete preoccupazioni.

Come mondo della politica valdostana non si può fare a meno di leggere nelle affermazioni secondo cui in un prossimo futuro l’allevamento zootecnico non potrà più essere sostenibile e che la clean meat sia da definizione carne pulita rispetto a quella prodotta con metodo tradizionale, una chiara minaccia al nostro settore zootecnico di eccellenza che è tra i fondamenti dell’attività produttiva regionale e da sempre è stato sviluppato nel rispetto dell’ambiente, degli allevamenti e dei lavoratori, rifiutando l’ottica di estrema massimizzazione del profitto ai danni della qualità. È quindi compito di questo Assessorato come del Consiglio Regionale vigilare ed agire per contrastare la pericolosa deriva legata alla diffusione del cibo sintetico, che mette a rischio il futuro dei nostri allevamenti e costituisce un reale pericolo per la nostra economia di montagna. Il primo passo in questa direzione è pertanto quello di dare pieno e completo sostegno all’azione di Coldiretti e di tutte le associazioni ad oggi schierate in difesa del cibo, dell’agricoltura e dell’allevamento tradizionali, il cui obiettivo è di promuovere una legge che vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione del cibo sintetico su tutto il territorio nazionale. Al contempo è doveroso lavorare su politiche concrete che incentivino le nostre produzioni di montagna, riducano la distanza tra produttori e consumatori, valorizzino i prodotti regionali e in generale quelli made in Italy, e riaffermino il principio della sovranità alimentare, che – ha ricordato l’Assessore – non nasce con l’attuale Governo nazionale, bensì è una locuzione coniata nel 1996 da La Via Campesina, un’associazione internazionale non governativa composta da piccole e medie imprese di oltre 80 paesi, impegnata per la sostenibilità dell’agricoltura e la lotta contro lo sfruttamento dei territori e delle persone da parte delle multinazionali.

Come cittadini consumatori valdostani dobbiamo ricordare che la nostra identità di popolo passa anche attraverso la millenaria tradizione di cibo naturale, salutare e sostenibile prodotto nel nostro territorio di montagna, e che è necessario difenderla strenuamente opponendosi al consumo di prodotti sintetici ed all’imporsi di un’unica dieta omologata a livello mondiale, in grado di cancellare definitivamente questa distintività alimentare e con essa la nostra eredità collettiva.

Per rendere più incisivo e completo il livello degli impegni, l’Assessore Carrel ha chiesto ed ottenuto che vi fosse aggiunto un ulteriore punto relativo al trasmettere copia della mozione ai parlamentari valdostani, in modo da renderli consapevoli dell’indirizzo dato dal Consiglio e per invitarli a farsi coerentemente sostenitori della legge proposta da Coldiretti.

La mozione così emendata è stata approvata all’unanimità dai 31 Consiglieri presenti.

In merito all’interrogazione relativa alle proposte della Regione Valle d’Aosta in sede di Conferenza Stato-Regioni in ordine a modifiche al Decreto ministeriale sul sistema di qualità nazionale per il benessere animale, l’Assessore Carrel ha aperto la sua risposta rammentando all’Assemblea che in base alle direttive europee ogni Stato dovrà dotarsi nell’ambito della PAC 2023-2027 di schemi volontari sia per il clima che per l’ambiente (eco-schemi). Nel Decreto ministeriale di cui oggi si parla sono definiti i criteri applicativi dell’eco-schema 1 relativo al “Pagamento per il benessere animale e la riduzione degli antibiotici” suddivisi in livelli 1 (rispetto di soglie di impiego del farmaco veterinario) e livello 2 (adesione al Sistema di qualità nazionale benessere animale SQNBA con impegno di un numero minimo di giorni al pascolo). Constatato che le prime bozze di detti Requisiti di certificazione, giunti informalmente alla nostra Regione il 23 dicembre 2022, non contemplavano il regime stallino di allevamento a posta fissa o combinata con il pascolo o misto che in Valle d’Aosta sono i sistemi di allevamento prevalenti, già dai primi mesi di Gennaio 2023 sono state avviate delle interlocuzioni con il Ministero competente e con i referenti delle Regioni dell’arco alpino al fine di condividere le peculiarità della zootecnia di montagna strettamente connesse alle condizioni ambientali e climatiche, ed alle razze autoctone allevate in territorio alpino. Dal confronto con le Regioni che condividono la medesima pratica di allevamento è derivata una stesura di Requisiti di certificazione specifici per l’allevamento di montagna, nonché una nota al Comitato Politiche Agricole per richiedere di riconsiderare il limite previsto della certificazione SQNBA per i piccoli allevamenti dai previsti 20 UBA a 10 UBA, misura più consona per il mantenimento dei sistemi allevatoriali alpini.

In estrema sintesi le risposte ai tre quesiti posti sono quindi pienamente affermative: l’Assessorato competente ha partecipato alle Conferenze Stato-Regione con la presenza di un tecnico o di un politico che hanno posto l’attenzione sulle particolarità del settore zootecnico della nostra Regione; in tali sedi sono state sollevate le questioni relative ai Requisiti di certificazione sopradetti che hanno portato agli atti sopradescritti; e l’Assessore ritiene irrinunciabile sensibilizzare il Ministero competente – anche attraverso il coinvolgimento di diversi attori tra cui i parlamentari valdostani– al fine di portare avanti le nostre istanze e conseguire l’obiettivo di veder modificato il Decreto ministeriale in un senso che risulti più aderente alle necessità e caratteristiche del nostro allevamento di montagna.

Relativamente all’interrogazione in cui si domandavano informazioni circa l’organizzazione della filiera produttiva del legno, l’Assessore Carrel ha riconfermato con decisione l’intenzione della Giunta di approvare, così come previsto dal DEFR 23/25, il Programma Forestale Regionale che è mirato alla tutela, salvaguardia e gestione del patrimonio boschivo della nostra Regione e prevede un impegno biennale con una spesa stimata in circa 250.000,00 euro. In tale direzione e con tale obiettivo ci si sta già muovendo per affidare, tramite selezione pubblica, la stesura di detto programma ad un qualificato soggetto esterno che vada a studiare la situazione delle nostre foreste e indichi nel dettaglio le linee d’azione necessarie alla valorizzazione del nostro patrimonio forestale, alla prevenzione del rischio idrogeologico, alla mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici, allo sviluppo della filiera foresta-legno e all’incremento del mercato dei prodotti legnosi. Sarà inoltre cura di questo Assessorato assicurarsi che la stesura del predetto programma veda il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse – dagli Enti pubblici alle associazioni di categoria e ambientaliste – interessati alla tematica.

Al contempo – ha sottolineato l’Assessore – l’obiettivo primario resta la tutela e valorizzazione del nostro patrimonio forestale che sarà posta in essere mediante i finanziamenti previsti dal PSR e attraverso la sorveglianza svolta dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta, le attività di realizzazione e di manutenzione delle opere di viabilità forestale e gli interventi selvicolturali attuati dai cantieri forestali o affidati a ditte esterne.

Riguardo all’interrogazione con cui si chiedeva conto delle strategie previste per far fronte alla sburocratizzazione delle attività agricole, l’Assessore Carrel ha commentato con senso di realtà che l’obiettivo di ottenere uno snellimento del carico burocratico gravante sui cittadini, è una sfida con cui da sempre la pubblica amministrazione si è dovuta confrontare, a maggior ragione in riferimento al settore agro-zootecnico le cui regole sono numerose e molto stringenti soprattutto quando si tratta di utilizzare finanziamenti pubblici e Fondi europei cofinanziati che richiedono atti che abbiano una conformità idonea.

Nonostante le evidenti complessità, già nel corso del 2022 si sono operate due importanti esemplificazioni: l’introduzione della possibilità per gli utenti di inserire direttamente le domande sulla piattaforma di gestione dei fondi, così da ridurre i tempi che intercorrono tra la presentazione cartacea della domanda e la sua registrazione sulla piattaforma da parte del personale degli uffici; e la sostituzione del modello cartaceo 4, da consegnarsi personalmente presso gli uffici, con il modello 4 informatizzato che può essere compilato ed inviato online risparmiando agli agricoltori il recapito manuale.

Per quanto riguarda quest’anno in corso due sono gli interventi previsti: il passaggio dalla Banca dati regionale (SIZO) alla Banca dati nazionale (BDN) che permetterà l’adeguamento della legge regionale in materia di anagrafe del bestiame consentendo agli allevatori di gestire direttamente i dati relativi alla propria azienda e alla movimentazione degli animali; e l’adozione di piattaforme informatizzate di facile utilizzo con i dati precompilati per l’accesso agli aiuti ed i bonus del settore, tra cui la concessione del carburante agricolo in esenzione.

Per quanto attiene ai futuri bandi della programmazione 2023-2027 è già in itinere e prossimo alla conclusione uno studio per la predisposizione di costi semplificati o costi standard relativi alle principali voci degli investimenti agricoli – realizzazione di fabbricati rurali, l’impianto di frutteti o di sistemi di irrigazione, ecc – che faciliterà le funzioni di controllo e gestione a carico della Autorità pubbliche, e permetterà ai richiedenti e partecipatori dei bandi con piano di investimento approvato e finanziato, di presentarsi direttamente presso le strutture competenti con la fattura e di vedersi riconosciuto un prezzo già definito dalle tabelle elaborate preventivamente.

In ultimo l’Assessore Carrel ha voluto ricordare l’importanza dello studio sui sistemi agropastorali di montagna Life PastorAlp, condotto con la partecipazione di Arpa Vda e Università di Torino, e presentato nei passati giorni presso il Forte di Bard, da cui ci si augura possano arrivare utili indicazioni per sviluppare significativi metodi di esemplificazione burocratica in campo agricolo.

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