All’ordine del giorno del Consiglio regionale fissato per il 9 e 10 febbraio 2022, il Gruppo Consiliare Pour l’Autonomie presenta 2 interrogazioni e 4 interpellanze, che trattano temi di una certa rilevanza per il nostro territorio e la nostra cittadinanza.
Con la prima interrogazione si riporta l’attenzione sul fenomeno della povertà in Valle d’Aosta.
«Preso atto della grande richiesta dei fondi previsti dall’articolo 26 “Misure a sostegno alle famiglie” della legge regionale 15/2021, durante le sedute consiliari dedicate all’approvazione del bilancio il nostro Gruppo ha presentato un ordine del giorno – poi approvato all’unanimità dall’aula – riguardante la necessità di affidare urgentemente uno studio esaustivo relativo all’incidenza della povertà in Valle d’Aosta, per poi presentarne le risultanze alla Commissione consiliare competente entro il 30 giugno 2022» premette il Capogruppo Carrel per poi continuare «L’aumento costante dell’inflazione è un problema ormai riconosciuto a livello internazionale e che colpisce direttamente anche la nostra Regione. Come descritto dai dati Istat ripresi dagli articoli ANSA vda del 15 dicembre 2021 e del 17 gennaio 2022, Aosta e la Valle d’Aosta risultano essere rispettivamente la terza città e la prima Regione più care d’Italia con un’inflazione annua salita del 4,2%, e “un aggravio medio a famiglia pari a 1.068 euro su base annua (1.764 euro per una famiglia di 4 persone)”. Alla luce di queste evidenze e della constatazione di come il costo della vita sia in progressivo e costante aumento, torniamo a ribadire con forza l’urgenza di tracciare un quadro complessivo del fenomeno povertà nella nostra Regione, individuando con esattezza il numero di soggetti sotto la soglia di indigenza, come sono dislocati territorialmente, quali sono le loro caratteristiche di età, stato sociale, civile, e occupazionale, per giungere ad elaborare una strategia improrogabile atta a fronteggiare e risolvere questo problema diventato primario in tempi così difficili e complessi» e conclude «Con questa interrogazione chiediamo quindi di sapere se il citato studio sia stato già avviato e in che termini, quali siano i dati investigati e quali le tempistiche prefissate, si spera, in modo da evitare di ritrovarci a non poter rispettare la scadenza del 30 giugno 2022, indicata nell’ordine del giorno».
Con la seconda interrogazione si tratta nuovamente delle misure per la gestione dell’emergenza pandemica di Covid-19.
«Con la Deliberazione di Giunta Regionale n.20 del 13 gennaio 2022 sono state recepite le indicazioni previste nella Circolare Ministeriale del 30 dicembre 2021 e si è scelto di affidare alle farmacie e ai medici territoriali tutta la gestione dell’ordinanza di isolamento, e di impegnarli nell’effettuazione dei tamponi di guarigione» esordisce ancora il nostro Capogruppo, che continua «A nostro parere questa scelta va però attentamente ponderata poiché se da un lato va evidentemente a sgravare di parte del lavoro le Amministrazioni comunali – alcune delle quali in seria difficoltà nel produrre ordinanze e revoche soprattutto durante il presente periodo di quarta ondata pandemica – dall’altra va altrettanto evidentemente a gravare su farmacie, medici di assistenza primaria e medici pediatri che operano sul territorio. Si interroga dunque il Governo regionale per sapere se tale delibera sia stata condivisa con i rappresentanti delle varie categorie professionali prima dell’approvazione; e se siano pervenute da queste categorie segnalazioni o richieste di cui tener conto per attuare una gestione qualitativamente e quantitativamente più funzionale alle esigenze manifestatesi a livello territoriale».
Con la prima interpellanza si ritorna a parlare della Commissione Paritetica, dopo aver più volte trattato il tema durante l’anno 2021.
«Da quanto appreso dal confronto tenutosi in data 17 dicembre 2021, tra la Prima Commissione Consiliare e i tre membri di nomina regionale della Commissione Paritetica, la bozza di legge per le concessioni idroelettriche alla nostra Regione è al momento ferma in attesa di pareri ministeriali, i cui tempi di risposta sono imprevisti ed imprevedibili» riferisce il Consigliere Rollandin, che prosegue «Dal canto nostro, a più riprese abbiamo sottolineato l’importanza delle acque per la prosperità e la salvaguardia del nostro territorio; e l’urgenza di tutelarle soprattutto adesso che siamo alla vigilia del rinnovo della concessione alla CVA e ormai alle porte del termine delle concessioni della gestione delle acque alla nostra Regione».
«La persistente situazione di incertezza è decisamente preoccupante» asserisce «soprattutto se si considera che il termine naturale della legislatura, fissato per i primi mesi del 2023, porterà in tempi relativamente brevi ad un blocco dei lavori della Commissione Paritetica e dei Ministeri, con conseguente ulteriore differimento di una legge che già ad oggi presenta un ritardo quasi incolmabile. Pertanto, quel che oggi ci preme sapere è se si intenda lasciare che l’iter relativo a detta legge segua un corso incerto ed accidentato, o se per contro sia stata prevista una necessaria azione politica forte e fattiva da parte del nostro Senatore e del nostro Governo Regionale che consegua l’obiettivo di contrarre i tempi e sappia trasformare le attese in risposte concrete. Detta azione, che auspichiamo vivamente, è a nostro giudizio l’unica e sola strada percorribile per poter uscire da questa situazione ormai cristallizzata».
«Per tali fondati motivi» spiega «si interpella il Governo regionale per sapere: se siano stati presi accordi con i Ministeri competenti o con il Presidente Draghi per approvare la legge statutaria per le concessioni idroelettriche valdostane prima del termine della legislatura; se, in caso di mancanza di tali sopracitati accordi, si intenda procedere per avviare tempestivamente interlocuzioni in tal senso; se siano stati posti in essere incontri, contatti, riunioni per giungere al completamento dell’iter di approvazione della detta legge entro il 2022; e se la bozza presentata preveda la possibilità di prorogare la concessione a CVA Spa».
E termina «L’imperativo allo stato presente è quello di fare bene ma anche di fare in fretta per non veder sfumare un’opportunità fondamentale per la nostra Regione».
La seconda interpellanza riguarda la carenza di Segretari comunali, e la necessità di provvedimenti finalizzati a risolverla.
«Durante questa legislatura sono state approvate diverse leggi mirate a risolvere le criticità organizzative dei Comuni e come opposizione le abbiamo sostenute con il nostro voto, in considerazione del fatto che erano proposte direttamente dai rappresentanti dei Sindaci» ricorda il nostro Capogruppo, che continua «Ad oggi si manifesta un problema nuovo che richiede una pronta risoluzione, e si tratta della carenza di Segretari comunali che è emersa a seguito dell’incremento delle sedi di segreteria. Nel dettaglio, dalle informazioni apprese si evince come la situazione appaia già perlomeno difficile nell’ambito territoriale sovracomunale n.13, istituito con Decreto del Presidente della Regione e composto da 4 Comuni (Antey-Saint-André, Chamois, La Magdeleine e Torgnon), in cui conseguentemente all’indisponibilità del precedente Segretario ad assumere nuovamente l’incarico, ci si ritrova con un solo Segretario e anche in supplenza, condizioni queste che evidentemente potrebbero facilmente determinare una situazione di stallo per le citate comunità».
«Con questa interpellanza» spiega «è nostra intenzione chiedere al Governo regionale se nel caso specifico si ritenga sufficiente una sola e unica figura di Segretario per tutti e quattro i Comuni; se sia stata segnalata un’analoga situazione critica in altri ambiti territoriali della nostra Regione; e se ci sia l’intenzione di risolvere il problema riaprendo le iscrizioni all’Albo dei Segretari degli Enti Locali».
«Inoltre» sottolinea «sostenendo da sempre il principio secondo cui a ricoprire il ruolo di Segretario comunale debba essere un iscritto all’Albo che ha superato il corso-concorso, e constatando come attualmente non vi siano persone con le citate caratteristiche prive di incarico, si interpella la Giunta per sapere se sia nelle intenzioni dell’Agenzia dei Segretari di indire un nuovo concorso per dette figure professionali, allo scopo di sanare la situazione di carenza; e quanti siano allo stato attuale gli iscritti all’Albo Regionale dei Segretari in forza presso l’organigramma della Regione con funzioni dirigenziali e quanti in altri Enti strumentali».
Con la terza interpellanza si vuole fare il punto sulla risintonizzazione delle frequenze tv e sui disguidi registrati dagli utenti valdostani.
«L’avvenuto cambio delle frequenze televisive, svoltosi nella nostra Regione tra il 3 e il 7 gennaio 2022, ha generato come conseguenza non poche difficoltà per tutti gli utenti» afferma il Consigliere Rollandin «Infatti, nonostante le reiterate rassicurazioni che sarebbe bastato risintonizzare gli apparecchi televisivi per tornare a ricevere i canali come in precedenza, nei fatti ancora ad oggi si segnalano, soprattutto da parte degli edifici condominiali, persistenti problemi di ricezione dei canali RAI e in particolare Rai VDA, e dei canali francofoni quali France 2, Rts Un e TV5 Monde».
«Non bastasse» prosegue «solleva viva perplessità il fatto che, anche dopo aver provveduto alla risintonizzazione, il TG regionale della Valle d’Aosta venga sistematicamente sostituito da quello del Friuli Venezia Giulia. Il permanere di questa situazione è a nostro giudizio evidentemente grave, soprattutto in considerazione dell’importanza che l’informazione locale e i servizi – tra cui quello meteorologico – assumono sia per i valdostani che per i turisti. Interpelliamo allora il Governo regionale per sapere se abbia avuto contatti con la RAI, prima di avviare la riorganizzazione delle frequenze, in merito ad eventuali problemi che ne sarebbero derivati e alle modalità per procedere alla loro risoluzione senza gravare ulteriormente sull’utenza; e se ci sia l’intenzione di riparare agli evidenti disguidi chiedendo alla RAI di realizzare uno spot esplicativo, da pubblicarsi anche sui social network, mirato specificatamente alla nostra Regione».
«Oltre a ciò» aggiunge il nostro Consigliere «ricordando come in occasione del passaggio al digitale terrestre, i Servizi informativi della Regione coordinarono un apposito gruppo di lavoro con il compito precipuo di essere di supporto alla popolazione nel passaggio delle frequenze, organizzando anche corsi per gli amministratori di condominio e creando un apposito numero telefonico per dare assistenza e informazioni, si chiede anche di sapere a chi, nell’ambito dell’amministrazione regionale, facciano capo ad oggi i dossier relativi alla comunicazione» e chiude «In un momento difficile come quello presente, in cui oltre 4 mila valdostani stanno vivendo l’esperienza dell’isolamento e della quarantena, la televisione è diventata uno strumento sociale di informazione primario e indispensabile. Certi che si potesse e dovesse fare di più perlomeno nell’ambito della comunicazione, auspichiamo che ci si voglia finalmente attivare, mettendo da parte le banalizzazioni, e andando più fattivamente incontro all’utenza in modo da risolvere definitivamente le difficoltà che era ben facile prevedere si sarebbero manifestate».
Il tema dell’ultima interpellanza è la peste suina africana, tornata di stretta attualità dopo il caso di positività rilevato in una Regione confinante.
«La peste suina africana, infezione virale non trasmissibile all’uomo, che colpisce selettivamente i suini domestici e selvatici, è una malattia altamente infettiva e spesso mortale per gli animali colpiti, che ha come agente un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus, incapace di stimolare la formazione di anticorpi neutralizzanti, peculiarità questa che rende la preparazione di un vaccino estremamente complicata» specifica il Capogruppo «Il 7 gennaio il Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus ed Asfivirus dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e Marche ha confermato la positività in un cinghiale trovato morto in Piemonte, nel Comune di Ovada, in provincia di Alessandria. Considerando tale notizia come un campanello di allarme anche per la nostra Regione, per gli ovvi motivi di contiguità con il vicino territorio piemontese, è con una certa incredulità che abbiamo appreso di come all’incontro sul tema tenutosi il 25 gennaio 2022 tra i Presidenti di Piemonte e Liguria e i Ministri della Salute e delle Politiche Agricole, era assente una rappresentanza valdostana, e di come in tale incontro il Dott. Ferrari, Direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, sia stato nominato Commissario straordinario per la gestione dell’emergenza della peste suina ma solo limitatamente alle prime due regioni e non alla nostra» e argomenta «Considerando di una certa gravità entrambe le situazioni di esclusione di cui è stata oggetto la nostra Regione, con questa interpellanza chiediamo il motivo della nostra mancata presenza al già citato incontro; e se sia intenzione dell’Amministrazione nominare il Direttore Ferrari come Commissario straordinario anche per il nostro territorio, così da poter porre in essere tutte quelle azioni preventive indispensabili ad evitare quanto possibile l’arrivo di tale virus in Valle d’Aosta» e insiste «Inoltre, ricordando come la normativa comunitaria preveda, in caso di presenza di focolai di peste suina, la sospensione della caccia nelle aree infette così da ridurne il rischio di diffusione a seguito delle movimentazioni degli animali selvatici spaventati dall’attività venatoria, e a mezzo di vettori quali veicoli di trasporto, attrezzi, indumenti, scarpe ed animali cacciati, auspichiamo sia predisposta un’azione sinergica con le Regioni confinanti, al fine di prevenire in primis la diffusione del virus nell’ambiente e negli allevamenti di suini, e in secundis di evitare le sopracitate sospensioni previste dalle normative europee e nazionali».
0 commenti