Si sono tenute nel mese di novembre 2021, le giornate dei lavori dell’undicesima edizione della Scuola per la Democrazia, corso di alta formazione politica organizzato dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta e dall’associazione Italiadecide con la collaborazione di AnciGiovani, che quest’anno si è focalizzato sulla tematica “Transizione ambientale e politiche territoriali locali”.
Al corso hanno partecipato una quarantina tra giovani amministratori e delegati di movimenti politici fino ai 35 anni, provenienti da ogni regione d’Italia, tra cui 12 valdostani.
Pietro Bozzetti, con i suoi 18 anni, è stato il più giovane tra i partecipanti valdostani
«Pur ancora impegnato nei miei studi superiori» esordisce «ho accolto con entusiasmo la proposta di partecipare, come giovane iscritto di Pour l’Autonomie, alla Scuola per la Democrazia, perché la politica è stata da sempre una delle mie principali passioni».
L’impegno in Pour l’Autonomie
Di origini valdostane ma residente per anni a Torino per impegni lavorativi familiari, è rientrato con la famiglia in Valle d’Aosta nel 2020.
«Mi sono avvicinato al Movimento nella tarda primavera del 2021 riconoscendomi profondamente nei suoi valori autonomisti» racconta «Fin da subito mi sono sentito accolto sia dal Presidente Aldo Di Marco che dalla Segretaria Politica Stefania Anardi, e ho avuto il piacere di conoscere i nostri due consiglieri regionali Marco Carrel e Augusto Rollandin, di partecipare all’assemblea ordinaria di novembre, e di confrontarmi con gli altri iscritti. Entrare a far parte di un gruppo di persone condividendone un ideale è stata per me un’esperienza a tal punto coinvolgente da farmi decidere di impegnarmi a fondo per dare il mio contributo».
Le ragioni della partecipazione alla Scuola per la Democrazia
«Ho accolto con slancio e senza doverci pensare troppo, la proposta di iscrivermi alla Scuola per la Democrazia perché ritengo che la formazione, anche in campo politico, sia indispensabile per chi voglia approcciarsi a questo mondo con senso di responsabilità» spiega Pietro, che prosegue «Sono convinto inoltre che per far parte attiva della società civile si debba conoscere il territorio in cui si vive, nel mio caso la Valle d’Aosta: la sua storia che mi ha da sempre affascinato, le sue peculiarità che ne hanno formato l’identità, i punti di forza e le problematicità connesse ad una regione montana come la nostra» e continua «Ma non basta ancora, perché per dare il proprio contributo è necessario anche avere un’approfondita conoscenza dei problemi globali e della loro portata a livello nazionale e regionale. Ecco quindi spiegato il motivo per cui fin da subito sono stato attratto dalla tematica “Transizione ambientale e politiche territoriali locali” su cui quest’anno si concentrava la Scuola per la Democrazia».
La partecipazione alla Scuola per la Democrazia
Il corso, che si è tenuto in modalità mista nel rispetto delle restrizioni imposte dall’emergenza pandemica – presenza con green pass e mascherina, e online tramite la piattaforma Zoom – si è articolato in due sessioni: la prima nelle giornate del 10 e 12 novembre riservata ai soli valdostani, e la seconda nelle giornate dal 22 al 27 novembre aperta a tutti i partecipanti.
«Non nascondo che per me è stata un’autentica emozione varcare le porte dell’aula del Consiglio Regionale, in cui la politica è cosa concreta ed in cui si prendono decisioni importanti per tutti noi valdostani» confessa «Ma ancor di più mi sono sentito coinvolto e interessato nell’ascoltare i relatori, e gli argomenti oggetto dei loro interventi. I temi trattati sono stati tutti di strettissima attualità: la vita nei borghi, la transizione ecologica, lo sviluppo sostenibile, la riorganizzazione dei tempi della città, il regolamento sui beni comuni, la nuova edilizia in chiave di sostenibilità ambientale e sociale. Ciascuno di essi ha avuto su di me una profonda impressione: in primo luogo perché mi ha permesso di approfondire argomenti e fenomeni decisamente complessi rendendoli se non semplici almeno comprensibili nelle loro cause, implicazioni e conseguenze; in secondo luogo perché ha saputo stimolare la mia riflessione e risvegliare la mia curiosità, dandomi una nuova chiave di lettura per interpretarli così da formarmene un’opinione personale» e continua «Unica nota negativa, se posso permettermi, è stata che a seguito delle restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19, gli spazi e i tempi di incontro e scambio con gli altri partecipanti non valdostani sono stati inevitabilmente ridotti. Se nelle altre edizioni il rapporto interpersonale diretto tra i partecipanti era stato un importante veicolo di conoscenza, di interscambio di idee, e di approfondimento di realtà diverse, quest’anno ci si è dovuti limitare a incontri a mezzo Zoom, cosa che inevitabilmente ha diminuito il potenziale di interscambio tra giovani più o meno coetanei che pur provenendo da diverse realtà, condividono lo stesso interesse per la politica e l’amministrazione».
Un’esperienza formativa
«La partecipazione alla Scuola per la Democrazia è stata per me una vera esperienza formativa, interessante, coinvolgente, educativa ed istruttiva. Sento che grazie ad essa mi è stata offerta l’opportunità di aprirmi alla conoscenza di cosa sia realmente la politica, e mi sono stati forniti i primi rudimenti per imparare il difficile ruolo del buon amministratore, che non si improvvisa bensì è il frutto di studio e approfondimento, coniugati a passione e dedizione. La consiglio vivamente a tutti coloro che come me vogliano muovere i primi passi nel complesso mondo della politica attiva, che a guardarlo da fuori sembra decisamente più semplice di quanto si riveli nella realtà».
Prospettive per il futuro
«Con la politica non ho nessuna intenzione di fermarmi qui, bensì questa esperienza ha rafforzato la mia determinazione a continuare il mio percorso. Nei miei progetti c’è quello di partecipare al Conseil Des Jeunes che si terrà nel luglio prossimo e poi nuovamente alla Scuola per la Democrazia nel 2022. Quanto al mio impegno in Pour l’Autonomie credo e spero si possa approfondire ulteriormente in futuro, accrescendo le mie conoscenze e il mio bagaglio personale».
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