CONSIGLIO REGIONALE 4-5-6 APRILE 2023 – Gli argomenti trattati dall’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Marco Carrel

6 Aprile 2023

In questo primo Consiglio di aprile, l’Assessore Carrel è intervenuto per dare risposte chiare ed esaustive a 5 interpellanze rimandate dalla precedente adunanza, riguardanti il sostegno ai giovani imprenditori, alle aziende valdostane di produzione carne ed ai prodotti agro-zootecnici, il calendario venatorio 2023/2024, la valorizzazione del latte e suoi derivati, le azioni di gestione e contenimento della specie canis lupus sul territorio regionale.

Al primo quesito della prima interpellanza con cui si chiedeva cosa si intendesse con il passaggio del programma di Legislatura 2023-2025 “Per quanto concerne l’agricoltura occorrerà proseguire con l’attività volta ancora al sostegno dei giovani imprenditori agricoli ed alla promozione coordinata di tutte le produzioni locali, per una sempre migliore valorizzazione delle nostre produzioni DOP, DOC, IG e PAT“, l’Assessore Carrel ha risposto entrando nel dettaglio delle due tematiche.

Per i giovani imprenditori agricoltori ha ribadito il proposito a continuare con le attività di sostegno previste dal Piano di Sviluppo Rurale PSR, specificando che sono in fase di istruttoria le domande relative all’ultimo bando per il premio di insediamento a favore degli agricoltori fino ai 40 anni di età, e che è ancora aperta la finestra di presentazione degli investimenti effettuati dai beneficiari del premio a scadenza 15 luglio 2023. Per il futuro, nell’ambito della nuova programmazione 2023-2027 si proseguirà ed incentiverà questa linea politica con misure che potranno arrivare a 70.000 euro e ad un’intensità di aiuto aumentata fino al 70%.

Per quanto concerne alla promozione dei prodotti di eccellenza valdostani, l’Assessore ha espresso il convincimento che, in un periodo storico in cui si sta affermando il consumo dei prodotti sintetici, sia diventato quanto mai essenziale che le aziende del territorio, con il sostegno della Regione, diventino sempre più brave a “raccontare” i propri prodotti. Per conseguire questo obiettivo però, data l’impossibilità di soddisfare l’intero mercato, si rende necessario valorizzare quelle che sono le peculiarità ed i punti di forza del nostro settore agricolo, risultato di una lunga storia, di un rapporto equilibrato con l’ambiente, e di capacità artigianali dalle radici antiche. In quest’ottica si ritiene di continuare ad organizzare eventi che sono diventati appuntamenti fissi quali gli show-cooking in diverse località del territorio, il Marché au Fort di Bard a cui ogni anno partecipano oltre 10.000 visitatori, il Concorso dei Mieli della Valle d’Aosta a Châtillon, il Concorso Modon d’or dedicato alla migliore Fontina DOP d’alpeggio, e la riedizione della cena insolita su Skyway. Al contempo l’Assessore ha rinnovato l’intento ad approfondire la collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo, nonché la volontà di prendere parte ad eventi nazionali ed internazionali tra cui Vinitaly, Vinum, Cheese organizzata da Slow Food, e la Foire du Valais. Inoltre verranno sostenute con rimborsi delle spese fino al 70% le associazioni di produttori e le singole aziende agricole che parteciperanno con i propri prodotti valdostani a fiere e manifestazioni tenute al di fuori dal territorio regionale.

Al secondo quesito con cui si domandava quali fossero gli intendimenti del Governo circa il sostegno alle aziende che aderiscono al circuito di produzione della carne valdostana, l’Assessore ha risposto ricordando che ormai da diversi anni ci si impegna nel promuovere i prodotti valdostani a filiera corta provenienti dai nostri allevamenti che, essendo di tipo estensivo, sono sicuramente più sostenibili dal punto di vista ambientale, sia per la collocazione in un ambiente montano incontaminato, sia per la bassa concentrazione di animali, e sia per un’alimentazione prevalentemente rappresentata dall’erba fresca dei pascoli. Per contrastare la crescente offerta di carne sintetica, risulta sempre più di fondamentale importanza che il consumatore sia correttamente informato circa le caratteristiche, la provenienza e la qualità dei prodotti valdostani. Ad oggi però questa questione risente anche di implicazioni normative perché se per la carne fresca, refrigerata e congelata la legislazione europea prevede l’obbligo di indicare nell’etichetta il Paese di nascita, di allevamento e di macellazione dell’animale, al contrario lo stesso vincolo non è stato ancora introdotto per i prodotti trasformati a base di carne, cosa che costituisce evidentemente un limite per la valorizzazione di tutto il lavoro svolto dal nostro settore zootecnico.

Per ovviare alla predetta mancanza, l’Assessore ha ricordato l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni dall’Associazione Regionale Allevatori Valdostani AREV nell’adottare un disciplinare di etichettatura volontaria da parte di allevatori e macellatori, ed ha rivelato il progetto di promuovere un’azione di collegamento tra i produttori ed i trasformatori locali, in modo che questi ultimi possano differenziare nelle etichette i propri prodotti a base di carni a Km zero di provenienza regionale, rispetto a quelli ottenuti con materie prime non del nostro territorio.

Riguardo alla seconda interpellanza inerente la cacciabilità della pernice bianca e della lepre variabile – sospesa in seguito alla mozione n.1086 del 7 novembre 2019 e per cui è stata data indicazione alla ripresa con la mozione n.1850 del 5 ottobre 2022 – l’Assessore Carrel ha aperto la sua risposta specificando che senza alcun dubbio chiudere la caccia a certe specie è talvolta più facile che riaprirla, dato che in base all’articolo 31 della legge regionale 64/1994 l’approvazione o la modifica sostanziale del Calendario Venatorio necessita dei pareri del Comitato Regionale per la Gestione Venatoria, della Consulta Faunistica Regionale e dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale ISPRA.

Preso atto di questa realtà incontrovertibile, pare del tutto priva di costrutto l’affermazione contenuta nel primo quesito dell’interpellanza con cui si adombra che il Governo stia disattendendo l’ultima decisione in materia espressa dal Consiglio regionale a larga maggioranza. Nei fatti gli uffici competenti hanno già provveduto a richiedere in tempi stretti il parere delle tre citate Istituzioni coinvolte: il 7 ottobre al Comitato Regionale per la Gestione Venatoria; il 17 ottobre alla Consulta Faunistica Regionale; e il 20 ottobre all’ISPRA.

Per quanto attiene il secondo quesito con cui si interpella circa gli intendimenti del Governo, l’Assessore ha ribadito l’intenzione politica di reinserire la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile nel prossimo Calendario Venatorio 2023-2024 ma anche segnalato come tale decisione debba sottostare a due condizioni inalienabili: il parere favorevole delle Istituzioni sopra citate e i dati positivi attinenti alle due specie. In merito a questi ultimi, preso atto del parere contrario alla richiesta di modifica, verbalizzato da ISPRA in considerazione del cattivo stato di conservazione delle due specie e dei dati parziali sullo status qualitativo e quantitativo ottenuti con il censimento dell’estate 2022, l’Assessore ha comunicato di essersi immediatamente attivato partecipando la scorsa settimana ad un incontro con il Comitato Caccia. Da detto confronto è emerso l’impegno ad avviare una nuova attività di monitoraggio nella prossima stagione estiva, le cui risultanze verranno presentate presumibilmente ad inizio autunno, e saranno essenziali per dar modo a questo Governo di assumere una decisione in merito alla riapertura della caccia alle due specie, nel rispetto delle normative vigenti.

Relativamente alla terza interpellanza con cui si chiedevano informazioni sugli intendimenti del Governo in merito alla valorizzazione del latte e dei suoi derivati, in particolare della Fontina DOP, l’Assessore Carrel ha risposto riassumendo lo stato attuale delle attività che si stanno ponendo in essere.

Rispetto al latte ha evidenziato come la problematica della sua giusta remunerazione stia diventando una vera e propria emergenza in ragione del fatto che allo stato attuale il prezzo che gli è riconosciuto alla stalla di montagna risulta inferiore sia a quello della stalla di pianura e sia soprattutto ai costi di produzione in costante aumento. Per questa che è un’evidenza dagli effetti devastanti su tutto il comparto zootecnico della nostra Regione, l’Assessore ha indicato quale valido strumento di soluzione la direttiva dell’Unione Europea n.633 del 2019 – recepita poi dallo Stato italiano – che ha definito tra le pratiche commerciali sleali quella di vendere prodotti agricoli e alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione, ed ha sottolineato l’opportunità di introdurre “un livello minimo di tutela rispetto alle pratiche commerciali sleali per ridurne la frequenza, in quanto possono avere un effetto negativo sul tenore di vita della comunità agricola”. Il punto cruciale è quindi divenuto quello di definire con esattezza i costi di produzione delle materie prime impiegate nelle diverse filiere, da utilizzarsi quali prezzi di riferimento. In tal direzione l’Assessorato si è già mobilitato contattando informalmente l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare ISMEA – a cui è stato demandato il suddetto compito di definizione – per rappresentare le particolarità della zootecnia valdostana e quindi richiedendo di procedere alla determinazione del prezzo di riferimento per il latte destinato alla produzione della Fontina DOP. Secondo gli accordi presi la rilevazione è iniziata questa primavera e sta riguardando una lista di aziende inviata dall’Assessorato e condivisa con AREV.

Per quanto attiene alla valorizzazione della Fontina DOP, l’Assessore ha riferito che in accordo con il Consorzio Fontina si stanno concretizzando delle azioni di promozione con campagne pubblicitarie che in primo luogo rafforzino nel consumatore la consapevolezza dell’indissolubile liaison tra questo prodotto e la nostra Regione, per ovviare ad un problema di recente emerso secondo cui nella maggior parte dei casi lo si ritiene un prodotto di eccellenza di montagna ma senza riferirlo direttamente alla Valle d’Aosta.

Rispondendo alle ultime due interpellanze, accorpate perché entrambe riguardanti preoccupazioni per la presenza del lupo nel nostro territorio regionale, l’Assessore Carrel ha primariamente rammentato l’impegno e l’attenzione che il suo Gruppo Consiliare Pour l’Autonomie ha sempre riservato al tema, presentando diverse iniziative e sostenendo la Legge regionale 11/2021, nata da una proposta avente come primo firmatario il Consigliere Augusto Rollandin.

Entrando poi nel dettaglio delle risposte ai diversi quesiti, ha posto l’accento su tre direzioni su cui si sta lavorando: il Tavolo sul lupo, le misure regionali e il Piano Lupo Nazionale.

Dopo due anni di mancata convocazione, in data 28 marzo per espressa decisione dell’Assessore è tornato a riunirsi il Tavolo sul Lupo, strumento di primaria rilevanza per ottenere quei dati chiari ed indispensabili che devono essere di fondamento per iniziare un confronto serio e costruttivo finalizzato ad assumere le dovute decisioni politiche e tecniche in merito alla tematica. In tale occasione, l’Assessore ha sostenuto l’importanza di giungere all’elaborazione di un documento congiunto in cui confluiscano non solo i dati pertinenti alla Valle d’Aosta bensì anche quelli derivanti da tutti gli Enti coinvolti nella problematica, allo scopo di poter avere una visione complessiva e completa del fenomeno lupo e gestirlo nella sua interezza con scelte condivise.

Quanto alle misure ad oggi applicate nella nostra Regione, l’Assessore ha richiamato quella sulla difesa del bestiame il cui bando, benché scaduto il 31 marzo, resta comunque aperto per dar modo di presentare ulteriori domande da finanziarsi il prossimo anno; e quella sul risarcimento danni che va correttamente interpretata come un termometro per stimare l’estensione dei casi di predazione da parte della specie. Gli importi per quest’ultimo provvedimento, pari ad un totale di 112.191,71 euro stanziati negli ultimi quattro anni, ci dicono che il problema è urgente e significativo, e ha bisogno di interventi decisi e risolutivi nel rispetto delle normative nazionali ed europee in materia.

Al contempo la nostra Regione, in raccordo con le altre Regioni dell’arco alpino, sta insistendo con il Ministero competente per la stesura di un Piano Lupo Nazionale superando le difficoltà che ancora persistono con ISPRA e con lo stesso Dicastero, nella speranza di poterne vedere quanto prima l’attuazione che ci permetterà di applicare i protocolli regionali e raggiungere quel punto di equilibrio fondamentale per la tutela dei nostri allevamenti e al tempo stesso la salvaguardia della nostra fauna.

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