Durante il Consiglio regionale del 26 e 27 marzo 2025, l’Assessore Marco Carrel è intervenuto due volte a nome del Governo regionale, sul disegno di legge n.177 “Disposizioni in materia di aiuti regionali per la compensazione dei danni causati dalla fauna selvatica al patrimonio zootecnico e ittico e alle produzioni vegetali, nonché per l’adozione di misure di prevenzione. Modificazioni di leggi regionali” così come predisposto dalla III Commissione consiliare.
Primo intervento
«Grazie ai colleghi che sono intervenuti in discussione generale per andare a mettere in evidenza quelli che sono i punti trattati da questo disegno di legge che oggi portiamo in Aula. Grazie al relatore, il Consigliere Paolo Cretier, per la puntualizzazione che poi ha anche fatto in discussione generale e che credo sia stata molto utile alla discussione e molto appropriata per cercare di capire l’ampiezza e la portata di questo disegno di legge. Un grazie poi ai componenti e al Presidente della III Commissione per il lavoro svolto e per gli ampi approfondimenti che abbiamo avuto modo di portare in questo mese di elaborazione e di discussione all’interno della stessa Commissione».
«È vero, vi sono dei paletti tecnici – e lo abbiamo detto –, vi sono dei regolamenti europei, vi sono delle norme entro le quali dobbiamo muoverci e questi sono aspetti su cui ci siamo confrontati e abbiamo deciso di andare a demandare tutto ciò che non poteva e non doveva, dal mio punto di vista (ma poi lo argomenterò meglio) essere definito in legge attraverso quelle che sono le delibere di Giunta regionale, che saranno poi delibere attuative di questo disegno di legge. Ma vi è una chiara necessità politica ed è per questo motivo che come Assessorato ci siamo mossi sin a subito insieme alle associazioni di categoria, per proporre questo disegno di legge. Quando abbiamo iniziato a trattare questo disegno di legge il de minimis era a 25mila euro. Abbiamo detto e portato all’attenzione in più iniziative presentate dai colleghi di opposizione, che stavamo lavorando a questo disegno di legge, che ovviamente ha richiesto dei tempi di stesura medi perché ha dovuto prendere atto di tutti quelli che sono i vincoli tecnici di cui abbiamo parlato antecedentemente. E qui mi preme dire un ultimo grazie all’Ufficio fauna e agli uffici che hanno seguito direttamente la stesura di questo testo, svolgendo un lavoro certosino, un lavoro lungo e delicato; e vederlo riconosciuto da tutti gli interventi sia di maggioranza che di opposizione – perché tutti hanno detto che questo disegno di legge va ad ampliare le possibilità per le nostre aziende agricole – credo che sia un riconoscimento che portiamo a casa come positivo, su cui sicuramente faremo le giuste riflessioni e che ci incarica oggi di andare ad agire ancora meglio e ancora più nel dettaglio con le delibere attuative».
«Cosa porta a casa dal punto di vista politico questo disegno di legge? Senza entrare nei tecnicismi che giustamente sono già stati ben affrontati durante la discussione generale, possiamo dire che porta la possibilità, per i danni da fauna protetta al settore zootecnico e dell’acquacoltura, di uscire dal de minimis e andare in esenzione. Questo è un passaggio che come ho avuto modo di dire, c’è stato richiesto dalle Associazioni di categoria quasi un anno fa e sul quale abbiamo lavorato. Perché è vero, lo abbiamo e lo avete detto nella discussione generale, non è un disegno di legge che risolve tutti i problemi, ma forse non esiste un disegno di legge che risolve i problemi dei danni da fauna protetta. Vi sono però tutta una serie di azioni che stiamo cercando di mettere in atto che sono importati e hanno un’indicazione e un indirizzo politico chiaro che è quello di sostenere le aziende agricole, è quello di sostenere quelli che sono gli attori principali di questa partita. Quindi la vicinanza alle aziende agricole e la possibilità per loro di uscire dal de minimis per i danni da fauna protetta ma anche per le misure di prevenzione, è sicuramente un dato politico che mi preme rimarcare nella discussione di questa mattina».
«In secondo luogo questa misura arriva dopo che abbiamo modificato le delibere di giunta che prevedono le misure per contrastare i danni da fauna, inserendo, anche su iniziativa utile delle varie opposizioni con cui ci siamo confrontati in Consiglio regionale, la possibilità di prevedere i collari come sistema antilupo e quindi andando ad ovviare a quel problema che aveva giustamente ben citato il collega Lavy nella discussione generale cioè andando a tenere in considerazione quelle che sono le difficoltà del nostro territorio. Non ovunque possiamo mettere delle reti antilupo ma dobbiamo prevedere la possibilità per tutti di avere delle misure antilupo proprio perché il Regolamento europeo ci dice che se non entriamo più nel de minimis ma entriamo in esenzione le regole ovviamente sono più stringenti e quindi dobbiamo prevedere delle misure antilupo».
«Rassicuro il collega Planaz per la preoccupazione che non è stata sollecitata solamente a lui ma anche a noi, ed a me in prima persona, dagli allevatori, relativa problema del momento di adeguamento e quindi della necessità di prevedere un anno circa per adeguarsi a questa nuova legge, in modo da permettere a tutte le aziende agricole di poter prevedere le misure antilupo, in modo poi da poter usufruire di questo beneficio e quindi del contributo per andare a iscriverlo in esenzione piuttosto che in de minimis. Quindi questo è sicuramente un aspetto che insieme alle Associazioni di categoria andremo ad affrontare con la delibera di Giunta attuativa».
«In seconda battuta vi è un altro tema che è stato evidenziato forse in maniera inferiore ma credo che sia opportuno riportarlo all’interno del dibattito, ed è quello della gestione venatoria e del Comitato Venatorio. Ne ha parlato la collega Minelli che rispetto e sicuramente sa sin dalle prime battute delle audizioni in Commissione, che abbiamo delle posizioni su questo sicuramente diverse. Dal mio punto di vista, l’attività venatoria è un’attività importante per la gestione della fauna, è un’attività che viene, a causa della fauna protetta, anche messa a dura prova in questo momento e ovviamente non potendo aumentare la fauna in quanto Assessore perché non è nelle mie possibilità, le risposte che cerchiamo di dare ai cacciatori sono delle risposte concrete, delle risposte che vanno nella direzione di una ampia collaborazione e soprattutto in questo caso anche economiche. E questo lo facciamo perché il Comitato venatorio svolge un ruolo per noi fondamentale, un ruolo che deve essere valorizzato e, proprio come abbiamo detto in discussione generale, il numero di cacciatori continua a calare perché calando il numero di fauna a causa anche e soprattutto dei danni da fauna protetta, ovviamente abbiamo meno entrate. Se leghiamo le tasse alle entrate del Comitato venatorio, abbiamo meno entrate ed esso non può più far fronte a tutte le spese fisse a cui deve far fronte e quindi non può più garantire l’esercizio delle proprie funzioni. Con questa legge andiamo a dire chiaramente che il cacciatore, che il Comitato venatorio ha un ruolo importante nella gestione della fauna e la Regione gli riconosce direttamente un importo fisso, un importo che è incrementato per il 2025 perché abbiamo proprio quest’anno un adeguamento contrattuale e quindi abbiamo la necessità di pagare anche degli arretrati forfettari e dunque è così motivato il fatto che andiamo a prevedere 130.000 euro per il 2025 e 100.000 per il bienniio2026-2027».
«Un altro aspetto che abbiamo portato all’attenzione della Commissione consiliare nella seconda audizione, è quello che riguarda le Consorterie con la necessità sollevata sia dagli Uffici, sia dal Comune, sia dall’Associazione Réseau (Réseau des Consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste), di andare ad ampliare il termine entro il quale queste devono registrarsi nel nuovo Registro, che era previsto per tre anni ma chiediamo di ampliarlo a otto anni, per lasciare cinque anni a tutti per poter produrre la documentazione necessaria per potersi iscrivere. Rassicuro, condivido e capisco, l’osservazione della collega Minelli sulle tempistiche. Siamo anche noi attenti e vigili sull’attuazione di questa legge che rimane fondamentale. Non è rimandando il termine che risolviamo il problema, bensì posso garantirle che sia gli Uffici regionali dell’Assessorato ma anche gli uffici di Réseau e gli uffici comunali, si stanno veramente adoperando per produrre tutta la documentazione necessaria per arrivare alla registrazione. È ovvio che la documentazione è tanta e bisogna anche interfacciarsi con altri uffici e questo ha comportato anche delle difficoltà amministrative non secondarie e credo quindi che sia necessario prolungare ancora di cinque anni proprio per raggiungere quello che è il nostro fine e quello che è l’obiettivo di tutti, cioè di vedere la costituzione di questo albo che risulta essere importante per tutelare l’attività delle Consorterie che hanno un ruolo fondamentale per le nostre comunità e per il nostro territorio».
«Passando poi ad alcune osservazioni che sono state fatte durante la discussione generale, il collega Lavy ha sollevato il problema anche del cinghiale, che è sicuramente un problema ma non essendo un animale protetta quindi una fauna protetta, ovviamente anche se avessimo inserito la duplice possibilità per i danni su produzioni vegetali sia di de minimis che di esenzione, il danno da cinghiale non rientrerebbe in esenzione. E questo perché è un limite proposto dal Regolamento europeo e quindi abbiamo scelto di non prevedere la possibilità di andare in esenzione per danni da fauna protetta sulle produzioni, vegetali esclusivamente perché in Valle d’Aosta abbiamo pochissimi, quasi nessun danno da fauna protetta sulle produzioni vegetali e quindi avrebbe comportato un onere dal punto di vista amministrativo per gli uffici non giustificato per quel che riguarda poi l’efficacia e l’efficienza con cui andiamo ad erogare i fondi. Sul cinghiale ci siamo confrontati più volte con il collega Ganis, con il collega Manfrin, ma anche in maggioranza. Le difficoltà di gestione del cinghiale sono sicuramente legate ai danni che esso provoca ma, e mi preme andare a rispondere soprattutto all’osservazione della collega Minelli: è vero che i cacciatori hanno cacciato più cinghiali ultimamente, e che abbiamo ampliato la possibilità di andare a caccia al cinghiale. E lo abbiamo fatto per un motivo chiaro e specifico: la peste suina africana (PSA), che è un elemento che non dobbiamo sottovalutare e su cui, insieme ai cacciatori, stiamo adoperando tutta una serie di piani proprio per andare a limitare la presenza del cinghiale nel nostro territorio. Quindi confermo quanto ha detto ma è una scelta politica che vado a sottolineare perché vi è proprio la chiara indicazione politica di agire in questo modo, per evitare quelli che possono e che potrebbero essere danni anche ad altri settori molto importanti nel caso avessimo dei casi di PSA in Valle d’Aosta».
«Per quanto riguarda la questione dei pagamenti, è una questione che è prevista all’interno del Regolamento europeo e abbiamo voluto tenerla nella nostra legge esattamente come previsto dal regolamento europeo per lasciarci ampia possibilità di intervenire. Posso però garantirvi che all’interno della delibera di Giunta che discuteremo – e qui mi prendo l’impegno – insieme alle associazioni di categoria entro il mese di aprile, proprio per dare gambe a questo disegno di legge e renderlo realmente attuativo, andremo a prevedere, come ritengo opportuno, un bando a sportello aperto, laddove possibile, ma comunque a prevedere dei tempi di pagamento sicuramente più celeri rispetto a quelli previsti dalla legge. E questo è un impegno che posso assumermi perché gli Uffici i garantiscono che non vi è nessun tipo dii problema».
«Per quello che riguarda il discorso più tecnico del collega Jordan, il quale giustamente ha parlato della necessità di avere un Piano lupo nazionale, ebbene all’interno del disegno di legge si tratta dei danni da fauna, si tratta dell’importanza del mondo venatorio, si tratta di diversi temi; e ovviamente all’interno della visione complessiva del problema vi sono sicuramente le delibere che vanno a prevedere tutte le misure antilupo – e di queste ne abbiamo già parlato –; vi è la possibilità di andare a rivedere la delibera dei risarcimento danni su cui ci siamo già confrontati con le Associazioni di categoria e non è così immediato l’aggiornamento, ma di questo abbiamo già parlato in diverse iniziative; e vi è sicuramente anche il Piano lupo nazionale. Proprio sul Piano lupo nazionale, come abbiamo avuto modo di dire più volte in Consiglio regionale, non vi è una convergenza, non vi è un voto unanime all’interno della CPA in quanto alcune Regioni si sono opposte, ma al contempo, viste quelle che sono le evoluzioni a livello europeo della normativa, in quanto Assessorato sin dal mese di dicembre abbiamo iniziato a lavorare a un Piano lupo regionale, un piano lupo che è oggi in bozza, che dobbiamo andare a discutere con ISPRA e sul quale appunto ci stiamo muovendo per dare contezza e risposte a quelle che sono le varie possibilità che si potrebbero aprire nel momento in cui l’Italia vada a recepire quelle che sono le modifiche previste all’interno della Convenzione di Berna e della direttiva habitat. E questo credo che faccia appunto parte del disegno politico del come stiamo cercando di affrontare questo problema che come è già stato giustamente evidenziato e lo ribadisco, non si basa esclusivamente su questo disegno di legge ma è un problema ampio che stiamo cercando di affrontare su diversi tavoli e con diversi atti amministrativi che spero in questa mi replica di aver messo in fila e di avergli dato una ratio politica, condivisa o non condivisa. Credo che questo sia il compito di chi governa e il compito di chi come me in questo momento si trova a fare l’Assessore e deve replicare in un contesto dove il rischio è di focalizzarsi esclusivamente sul disegno di legge trattato, perdendo poi il disegno di insieme che però ci è molto chiaro, e questo tassello è fondamentale proprio per dare le risposte in primis alle aziende agricole perché sono loro che ce lo richiedono ed è un segnale che possiamo dare e che come politica e come amministratori, dal mio punto di vista, dobbiamo dare».
«Permettetemi infine solamente due battute più invece politiche per quanto riguarda le affermazioni che ha fatto il collega Jordan e che poi sono state riprese dai vari Gruppi. Bene innanzitutto apprendo favorevolmente che il nuovo raggruppamento Autonomisti di centro che si sta formando e che sta dialogando, attrae l’attenzione anche in Consiglio regionale di Gruppi molto più importanti e molto più strutturati del nostro. Credo che il ragionamento che ha fatto il consigliere Planaz esattamente come il ragionamento che ha fatto il consigliere Lavy, sia comprensibile e corretto in quanto questa legge da un certo punto di vista è buona, ce l’hanno detto anche loro, votarla o non votarla è una questione che ovviamente riguarda gli equilibri di ogni gruppo ma sono stati loro a dirci purtroppo tanto dipende dalle delibere attuative. Ebbene le delibere attuative ci saranno e ovviamente visto l’impegno che come Gruppo di Pour l’Autonomie ci siamo presi con questa maggioranza, le discuteremo esclusivamente con questa maggioranza, le porteremo in Giunta e le approveremo perché questo è l’iter corretto da sostenere, questo è il nostro modo di agire e di fare politica. Ovviamente con il Gruppo di Rassemblement Valdôtain invece guarderemo al futuro e chissà magari un giorno se i valdostani lo vorranno e appoggeranno questo progetto, ci troveremo insieme a discutere nuovamente di nuove delibere e nuove sfide».
Secondo intervento
«Grazie colleghi per l’importante dibattito su questo disegno di legge che sicuramente potrà darci la possibilità di dare risposte concrete, che è quello che ci auspichiamo tutti e su cui mi sono preso l’impegno di lavorare sin da subito proprio per arrivare quanto prima alle delibere attuative e poter poi dare corso a tutta quella che è la comunicazione. Concordo con il Consigliere Cretier sull’importanza della comunicazione e divulgazione delle informazioni relative a questo tema, che è delicato e talvolta anche difficile da comprendere perché pieno di tecnicismi, e confermo che sarà nostra cura occuparci attivamente anche di quest’attività fondamentale».
«Per quanto riguarda l’aspetto legato agli emendamenti, io comprendo veramente la posizione della collega Minelli. Il lupo in questo caso, ma comunque in generale la fauna protetta ha creato dei danni alle aziende agricole, ha creato dei danni anche alla fauna e quindi indirettamente ai cacciatori. È il momento sostenere tutti questi settori in modo che possano continuare a tutelare e gestire il nostro territorio esattamente come siamo riusciti a fare sino ad oggi. Quindi credo che questo sia l’unico modo con cui possiamo realmente dare una risposta a un settore come quello della caccia che è sicuramente messo a dura prova dal fenomeno e quindi crediamo che sia importante continuare a collaborare per la gestione complessiva della fauna valdostana».
Il disegno di legge è stato approvato.
0 commenti