Durante il Consiglio regionale del 12 e 13 marzo 2025, il Capogruppo di Pour l’Autonomie, Aldo Di Marco, è intervento nella discussione generale sul disegno di legge n.175 “Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e la promozione dell’artigianato valdostano e nuova disciplina dell’Institut Valdôtain de l’Artisanat de Tradition (IVAT), ora denominato L’Artisanà”.
«Con il nuovo disegno di legge 175, così come predisposto dalla IV Commissione attraverso l’accoglimento di diversi emendamenti, si va a riformare la materia certamente vasta e complessa dell’artigianato valdostano che per le sue valenze storiche, tradizionali, territoriali ed artistiche è da considerarsi patrimonio identitario, sociale, culturale, ed economico della nostra Regione. Prima di esprimere il nostro pensiero in merito a detta proposta normativa, voglio premettere che Pour l’Autonomie, Movimento da sempre attivo nel sostenere e salvaguardare tutte le attività tradizionali valdostane, condivide pienamente le finalità di questa iniziativa con cui si va a disciplinare e revisionare, mediante un testo unico, snello, trasparente e coerente, l’ambito artigianale regionale, sensibilmente mutato in questi ultimi 20 anni».
«Entrando nel dettaglio del disegno di legge, crediamo di grande importanza che con esso ci si proponga di delineare un quadro esauriente e completo delle iniziative, misure, e strumenti da adottare per raggiungere l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere le espressioni artigianali valdostane tradizionali e storiche, così da conservarne l’indiscusso valore culturale materiale ed immateriale che affonda le sue radici nella tipicità territoriale. Dal nostro punto di vista, i capisaldi di questo testo sono primariamente 4: la creazione del Comitato tecnico per la tutela e la valorizzazione dell’artigianato; lo stanziamento di sostegni al settore artigianale; la strutturazione del sistema di formazione; e la ridefinizione dell’Institut Valdôtain de l’Artisanat de Tradition IVAT ora denominato L’Artisanà».
«Per quanto attiene al predetto Comitato tecnico, riteniamo come opportuna la sua istituzione e come coerenti le disposizioni relative alla sua composizione e durata in carica, in ragione del ruolo che verrà ad assumere cioè quello di fornire alla Giunta regionale pareri non vincolanti sulle diverse questioni relative all’artigianato, per dargli modo di assumere con proprie deliberazioni, quelle decisioni che rappresentano i contenuti attuativi da inserire nel contenitore dei macro principi di questa norma. Tra le predette questioni vogliamo ricordare: la classificazione delle opere dell’artigianato valdostano che secondo noi da un lato costituisce senza dubbio un’utile semplificazione, ma dall’altro potrebbe creare non poche confusioni qualora si decidesse di determinare un numero troppo alto di tipologie produttive; e le attività svolte dalla Regione in favore dell’artigianato valdostano, tra cui l’istituzione del Registro produttori, la formazione di percorsi professionalizzanti, l’organizzazione e il sostegno di manifestazioni fieristiche – in primis la millenaria Fiera di Sant’Orso così come definita all’articolo 6 – e ogni altra iniziativa atta a porre l’accento e l’attenzione sul nostro artigianato, sia a livello locale, che nazionale ed internazionale».
«Per quanto attiene alle misure di sostegno e riconoscimento, valutiamo in maniera più che positiva l’impegno assunto con questo disegno di legge, nell’incentivare economicamente le produzioni artigianali storico-culturali, e in particolare quelle ad oggi soggette al rischio di progressivo abbandono, tra cui le espressioni della civiltà agro-silvo-pastorale regionale antecedente alla modernizzazione ed allo sviluppo tecnologico e industriale, l’organizzazione delle manifestazioni fieristiche di cui ho già accennato, il sistema della formazione di cui parlerò in dettaglio di seguito; e nell’assegnare i premi-acquisto denominati Grand Prix de l’Artisanat, alle opere artigianali con valore artistico di eccellenza. Tutte iniziative che a nostro parere sono fondamentali per il ruolo che svolgono nel potenziare e promuovere l’artigianato valdostano».
«Per quanto attiene, al sistema di formazione e di trasmissione dei saperi, siamo del tutto concordi con le disposizioni introdotte da questo testo che hanno come scopo quello di investire sulle prospettive dell’artigianato valdostano attraverso l’istituzione dell’Elenco dei Formateurs e dei Maîtres artisans, strutturato in due sezioni distinte; lo stanziamento di contributi mirati all’organizzazione di corsi per l’apprendimento delle tecniche artigianali di lavorazione; la realizzazione di attività di orientamento ed avvicinamento all’artigianato svolte in raccordo con la Sovrintendenza agli Studi e le Istituzioni scolastiche primarie e secondarie, e di percorsi di formazione rivolti agli studenti; lo sviluppo di un sistema di formazione permanente e la promozione di una formazione professionalizzante in materia di artigianato valdostano. È nostra opinione infatti che questi provvedimenti ci consentiranno: di tramandare alle giovani generazioni la tradizione artigianale valdostana, ricca di storia e di grande rilevanza culturale, sociale, ambientale, turistica ed economica; e di promuovere la nascita di nuove imprese artigiane e il potenziamento di quelle già esistenti. Entrambi elementi che siamo convinti essere cruciali per garantire e proteggere il futuro del nostro artigianato».
«Per quanto attiene infine al nuovo L’Artisanà, denominazione assunta dal precedente IVAT, stimiamo come opportuno che con le modificazioni a diversi articoli della legge regionale 10/2007 ne vengano riprecisati i compiti che sintetizzo brevemente: le attività di sviluppo di impresa tra cui l’organizzazione e la gestione di una rete di punti di vendita sul territorio valdostano, particolarmente importanti perché solo grazie ad una commercializzazione attenta e lungimirante è possibile far crescere l’artigianato valdostano; le attività promozionali mirate alla valorizzazione del nostro artigianato ma anche del nostro territorio; le attività formative, di cui ho già trattato in questo intervento; e la gestione del Museo dell’artigianato valdostano di tradizione, inaugurato nel 2009 e interamente rinnovato in spazi e contenuti nel 2022, il cui percorso espositivo – leggo testualmente dal sito – “accompagna i visitatori in un viaggio ideale che parte dalla memoria e prosegue poi con la materia, la forma, il gesto e la bellezza”; e ne vengano ridefiniti gli organi, tra cui il Consiglio di Amministrazione sulla cui composizione non possiamo però fare a meno di esprimere delle perplessità».
«Concludendo, giudichiamo che questo disegno di legge, al di là di qualche criticità facilmente affrontabile e sanabile, sia del tutto adeguato all’obiettivo che si prefigge e da tutti speriamo condiviso, che è quello di salvaguardare ed al contempo sostenere la crescita e lo sviluppo del nostro settore artigianale, delle nostre imprese e dei nostri artigiani, che sono una risorsa essenziale sia per la nostra cultura che per la nostra economia; nonché l’evoluzione del nostro artigianato, che poggia sulle solide fondamenta delle sue tradizioni storiche, ma è anche capace di aprirsi a contaminazioni ed a mutamenti che lo rendano sempre più attrattivo ed al passo con i tempi».
Il disegno di legge è stato approvato.
0 commenti