Nel Consiglio regionale del 22 e 23 aprile 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto sul disegno di legge regionale n. 9 “Disposizioni per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell’amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva. Abrogazione di leggi regionali”.
«Preso atto della linea adottata dal Presidente della Regione» ha spiegato il Consigliere Carrel «sul ricorso che ne contesta l’elezione – e della posizione assunta dalla Giunta in merito – come Pour l’Autonomie abbiamo deciso, dopo un attento e aperto confronto interno, di astenerci su questa come su tutte le proposte di legge presentate durante questo Consiglio. Di fronte a una scelta difensiva che non possiamo che considerare gravissima e ingiustificabile, riteniamo infatti impossibile fare finta di niente, che tutto sia come prima e che quanto sta accadendo negli ultimi giorni si riduca a una semplice notizia sui nostri giornali locali».
«Con questa astensione non entriamo quindi nel merito tecnico della legge – per la quale ringraziamo tutti coloro che vi hanno lavorato – ma entriamo esclusivamente nel merito politico di un caso specifico dai risvolti a dir poco preoccupanti per un Movimento come il nostro, che crede profondamente nell’autonomia valdostana e nella necessità di difenderla da precedenti che potrebbero minarne la solidità e l’integrità. Trasformare quella che ci era stata presentata come una via subordinata in una tesi difensiva definitiva fondata sul presupposto di dichiarare incostituzionale una legge approvata da quest’Aula, rappresenta secondo noi un vero e proprio attacco frontale alle prerogative regionali e alla dignità del massimo organo legislativo, che consideriamo inaccettabile e da cui vogliamo prendere fermamente le distanze. E per farlo abbiamo deciso di dare questo piccolo segnale, che arriva da un Gruppo consiliare e da un Movimento altrettanto piccoli, ma che hanno sempre dimostrato con grande forza di avere a cuore l’autonomia della Valle d’Aosta».
«Restando in tema di segnali, voglio far notare che proprio in quest’ultimo periodo ne sono giunti di ulteriori e non meno significativi all’attenzione del Presidente della Regione e della Giunta. A partire da quanto è stato riferito dall’articolo de La Stampa del 18 aprile scorso su quel che pare sia accaduto nella riunione di Giunta proprio il giorno precedente; e voglio sottolineare che stavolta Carrel non c’entra e che è stato qualcun altro di inaffidabile a far trapelare l’indiscrezione. Passando al silenzio di ieri delle forze di Governo sulle critiche dell’opposizione, che ha detto più di mille parole rivelando una scarsa convinzione nel sostenere certe scelte e la palese difficoltà di difendere l’indifendibile. Per arrivare, infine, a quel franco tiratore nel voto per la designazione del magistrato nella sezione di controllo della Corte dei conti, che ha dimostrato con chiara evidenza la presenza di una crepa nella compattezza della maggioranza che, a differenza di come era abitudine fare nella passata legislatura, non è possibile addebitare né a PlA né al PD».
«All’interno dell’aula del Consiglio regionale si esercita il potere legislativo ma al contempo si fa politica per tutelare gli interessi dei valdostani. Tacere e restare immobili su una vicenda così importante non sarebbe stato un buon servizio reso alla comunità. Nella sua pur breve storia Pour l’Autonomie ha dato prova di estrema coerenza, di massima responsabilità e di un agire sempre risoluto e incisivo, qualità che non potevano certamente venir meno proprio in questa questione che investe il nostro valore più alto e identitario, la nostra autonomia».
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