CONSIGLIO REGIONALE 12-13-14-15 DICEMBRE 2022 – Il punto di vista dei Consiglieri di Pour l’Autonomie, Marco Carrel e Augusto Rollandin, sulle Leggi di Bilancio della Regione per il 2023-2025 e sulle iniziative presentate in merito a Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco, Tunnel del Monte Bianco, Area Megalitica, Teleriscaldamento, Fonti idriche regionali.

15 Dicembre 2022

La discussione sulle Leggi di bilancio è stata utile e proficua perché ci ha permesso di comprendere con pienezza in che direzione intenda muoversi il Governo e quali obiettivi si ponga per il prossimo futuro. Pur valutando con una certa positività il complesso degli intendimenti, abbiamo mantenuto la posizione di astensione già dichiarata in Commissione, motivata dalla valutazione che si potesse e dovesse fare di più, e che alcuni aspetti dovessero essere affrontati in modo più incisivo e concreto. Unica eccezione l’articolo 31, relativo al finanziamento per la costruzione del secondo lotto dell’Università, a cui abbiamo dato il nostro voto favorevole in considerazione del fatto che si tratta di un tema in cui crediamo fermamente e su cui abbiamo presentato diversi approfondimenti.
Con atteggiamento aperto e costruttivo abbiamo ritenuto di dare il nostro apporto sollevando delle obiezioni e avanzando delle proposte che in buona parte sono state recepite nello spirito e nelle finalità che ci hanno indotto a presentarle. In particolare è con una certa soddisfazione che abbiamo visto approvare due nostri ordini del giorno. Il primo riguarda il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, ad oggi in preoccupante carenza di personale, per cui abbiamo ottenuto l’impegno a completare l’iter necessario ad avviare il corso di formazione per un numero di agenti forestali rispondente al fabbisogno aggiornato al 2023, al fine di procedere poi alle previste assunzioni. Il secondo attiene al fenomeno, particolarmente elevato nella nostra Regione, della disuguaglianza nell’accesso e nell’uso delle tecnologie per cui abbiamo ottenuto l’impegno ad agire per contrastarlo fattivamente replicando il progetto già realizzato nel 2011 diretto a sostenere giovani e famiglie di ogni ceto sociale nell’acquisto di un tablet o un computer grazie a finanziamenti europei.
Per contro non possiamo nascondere la nostra delusione per il mancato accoglimento dei nostri emendamenti su bonus Naître Valdotain e distretti del commercio, che abbiamo presentato ritenendoli fondamentali per la nostra comunità ma che non hanno trovato una condivisione di intenti da parte della maggioranza.
Nel complesso, il confronto serrato tenutosi in aula ha reso chiaro ed evidente come questo bilancio vada letto ed interpretato come un punto di partenza ma altresì che per raggiungere gli obiettivi in esso prefissati si renderà necessaria la partecipazione di tutte le forze consiliari, ciascuna impegnata per la sua competenza ad evidenziare, sottolineare, risolvere e gestire le non poche difficoltà che ci si presenteranno lungo il cammino. Come Gruppo Pour l’Autonomie rinnoviamo quindi la nostra determinazione a dare il nostro contributo non venendo mai meno all’impegno preso con i valdostani di promuovere responsabilmente una politica tesa a porre in primo piano la risoluzione delle problematiche che affliggono la nostra collettività, senza disperdere tempo ed energie nelle inutili logiche di contrapposizione di schieramento.

In questo Consiglio Regionale abbiamo inoltre presentato 2 interrogazioni e 3 interpellanze relative a tematiche che a nostro giudizio richiedevano più attenti approfondimenti, ma le risposte ottenute hanno soddisfatto solo in parte le nostre aspettative.

Con la prima interrogazione abbiamo riaffrontato il tema dell’ormai cronicizzata carenza di organico del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco, dopo aver dovuto registrare che nonostante le nostre reiterate iniziative in merito e le rassicurazioni della Giunta ad oggi la fase di stallo in attesa della definizione da parte della Corte Costituzionale è andata incontro ad ulteriori complicazioni, come ben descritto dall’articolo del giornale online AostaCronaca a titolo “’Licenziati? prima di essere assunti”. Alla nostra interrogazione, con cui si chiedeva di conoscere l’iter seguito dalla struttura competente con riferimento cronologico agli incontri, alle chiamate dall’ufficio ai candidati e agli atti prodotti, il Presidente della Regione ha risposto ripercorrendo le tappe di questa lunga vicenda senza però dare il giusto risalto a due questioni che ci destano non poca perplessità. La prima attiene alla logica con cui questa Amministrazione ha prima indetto in data 7 ottobre una riunione per comunicare i criteri di assunzione alle 15 persone individuate dalla graduatoria, e poi li ha completamente cambiati in novembre con il provvedimento dirigenziale n. 6652. La seconda riguarda i motivi per cui durante la recente udienza, in cui è risultato palese che la contestazione della Corte Costituzionale non riguarda la competenza della Regione a legiferare in materia bensì le tempistiche del corso di formazione, non si sia riusciti a far chiarezza sul fatto che sebbene la graduatoria sia in effetti datata 2011, le persone selezionate non hanno effettuato il predetto corso in quel periodo – cosa che ad oggi li priverebbe dei requisiti richiesti – ma lo svolgeranno si ipotizza nel 2023, e verranno quindi assunte solo dopo averlo superato.
Alla luce di una scelta, la prima, del tutto incoerente rispetto a quella linearità di comportamento necessaria a dissipare le difficoltà anziché aggiungerle, e di un evidente errore, il secondo, perlomeno di centratura del problema, non possiamo che dirci ben poco speranzosi di veder risolta l’annosa vicenda nella direzione da noi auspicata e in tempi ragionevolmente brevi. Restiamo quindi in attesa delle conclusioni della Corte Costituzionale – che ci è riferito essere prossime – confidando che questo Governo faccia tesoro di quanto accaduto per colpe solo ad esso imputabili, e riservandoci di tornare sull’argomento nei primi mesi del nuovo anno.

Con la seconda interrogazione abbiamo chiesto conto del guasto al sistema di videosorveglianza interno alla galleria del Tunnel del Monte Bianco, che si è verificato alle 6:30 del 17 novembre rendendola temporaneamente non percorribile in sicurezza, per capire le cause dell’inconveniente informatico, se sia stato risolto definitivamente o se vi sia il rischio di nuove chiusure, e se vi sia un collegamento con i recenti lavori di manutenzione che hanno richiesto il blocco della circolazione dalle 17:00 del 17 ottobre alle 10:00 del 7 novembre – poi prorogato alle 12:00 del 10 novembre.
Benché rassicurati dalle dichiarazioni dell’Assessore per cui si è trattato del difetto di una scheda non correlato con gli appena conclusi interventi, dobbiamo però rimarcare il dato inequivocabile per cui le troppo frequenti chiusure del Tunnel del Monte Bianco per ragioni previste e impreviste, continuano a costituire per la nostra Regione una seria complicazione, che si è ben lontani dal ricomporre. Esaminando poi la situazione proiettandoci nei mesi ed anni a venire, appare a dir poco all’allarmante l’idea che a fronte delle prossime programmate interruzioni della viabilità – ad oggi ci è detto anche per l’ammodernamento dei sistemi informatici – non si riesca almeno a garantire con certezza il libero passaggio nei periodi in cui il Tunnel è aperto e transitabile. Ben comprendendo che lo stato di vetustà in cui versa la struttura richieda significativi interventi nei modi e tempi più volte descritti in risposta alle nostre numerose iniziative, ci troviamo costretti a rimarcare come si stenti ancora a trovare una soluzione di più ampio respiro che permetta di contenere i danni economici e di immagine derivanti dalle reiterate sospensioni del traffico in quella che è una fondamentale via di comunicazione internazionale della nostra Regione.

Con la prima interpellanza abbiamo trattato del futuro del museo e parco archeologico dell’Area Megalitica di Aosta, dopo aver preso atto della notizia secondo cui la prevista riapertura parziale fissata per l’11 novembre 2022, è slittata al 1° luglio 2023 per cause che stando alle dichiarazioni a mezzo stampa dell’Assessore competente sono imputabili al necessario rinnovo della certificazione anti-incendio e al sopraggiungere di impreviste esigenze di realizzazione di opere strutturali atte a garantire la corretta gestione della commistione tra il cantiere e le aree di visita aperte al pubblico. In risposta alla nostra richiesta di conoscere il motivo per cui detta certificazione e detti lavori non fossero già stati previsti in vista della riapertura dell’11 novembre 2022, l’Assessore competente ha ripercorso tutte le tappe significative del percorso dei lavori sull’area e messo l’accento sui costi che giustificano il rimando dell’apertura. Pur prendendo atto delle difficoltà incontrate, non possiamo fare a meno di sottolineare come sia ben difficile accettare la realtà che si debba trascorrere un nuovo inverno senza quello che a nostro parere è un sito culturale e archeologico di particolare valore per la nostra Regione, e che come tale avrebbe meritato almeno una maggiore attenzione in quelli che erano gli interventi programmabili per tempo.
Nella replica abbiamo inoltre evidenziato altre due questioni cruciali per il futuro dell’area. In primo luogo l’importanza di dare un maggior peso alla promozione, dopo aver constatato come, se si eccettua il periodo in cui l’area ha ospitato la mostra sui dinosauri, il riscontro in termini di afflusso di visitatori sia da ritenersi insufficiente per gli investimenti che abbiamo fatto. In secondo luogo l’esigenza di nominare prima possibile un dirigente per la Struttura “Patrimonio Archeologico e restauro beni monumentali” che possa occuparsi anche di tutte le operazioni relative al sito, senza aspettare – come ventilato dall’Assessore – le risultanze dello studio per la revisione stabile e profonda del modello organizzativo dell’amministrazione regionale affidato alla SDA Bocconi School of Management, che ormai pare essere diventato l’unico punto di riferimento in materia di assunzione di figure dirigenziali, ma i cui tempi di consegna sono ad oggi ancora imprevedibili.

Con la seconda interpellanza abbiamo chiesto di sapere se questa Giunta intenda creare una sinergia con la Telcha dopo che la predetta società ha stipulato un accordo con la Cogne Acciai Speciali per l’utilizzo del calore di produzione industriale come fonte energetica della rete di teleriscaldamento di Aosta. Appresa con soddisfazione la notizia del predetto accordo che si muove nella direzione da noi indicata di progetti puntati a trasformare il riscaldamento dall’attuale sistema incentrato sul gas, ad un sistema che abbia come fonte l’energia termica di produzione della più rilevante industria valdostana, ci aspettavamo di riscontrare un maggior entusiasmo da parte del Governo nel coglierne le prospettive favorevoli in termini di risparmio per la nostra popolazione. Per contro la risposta ottenuta dall’Assessore competente è stata caratterizzata da un tiepido possibilismo basato su dati in qualche modo discordanti rispetto a quelli in nostro possesso, che non ci lascia ben sperare. Più che mai convinti che per dare sollievo alle finanze di famiglie e imprese valdostane gravate dai rincari vertiginosi delle bollette del riscaldamento, sia necessario aprirsi a concezioni che prediligano l’uso di energie alternative, abbiamo sollecitato la Giunta ad avviare quanto prima interlocuzioni con la Telcha per sfruttare quella che ci appare come una grande e imperdibile opportunità almeno per gli abitanti di Aosta e della Plaine.

Con l’ultima interpellanza siamo tornati ad esprimere tutta la nostra preoccupazione per la crisi idrica regionale, dopo che nel secondo Consiglio del mese di ottobre ci eravamo fatti portatori della preoccupazione dei nostri coltivatori ed allevatori in relazione alla siccità che ha particolarmente interessato il nostro territorio nella passata stagione estiva. Ben consapevoli del ruolo che le acque regionali rivestono nello sviluppo di queste attività e dell’evidenza per cui la presenza di fonti idriche è molto diversa da una vallata all’altra, abbiamo chiesto di sapere se sia intenzione di questa Amministrazione promuovere, in accordo con le comunità locali, un censimento delle fonti idriche e dei vari bacini presenti su tutto il territorio, così da poter attuare le necessarie politiche idriche. Accolta con soddisfazione la dichiarazione dell’Assessore secondo cui vi è la volontà di muoversi in tale direzione, non possiamo che ribadire l’urgenza di cominciare ad avviare fin da adesso tutti i passi necessari ad assumere una piena conoscenza oggettiva della condizione idrica di ogni singola valle per poi iniziare a lavorare per tempo sulle diverse possibili soluzioni e strategie preventive atte a proteggere le nostre attività agricole e di allevamento. Riteniamo infatti che l’imperativo in questa fase debba essere quello di impegnarsi concretamente per non farci trovare impreparati a fronteggiare le possibili emergenze derivanti dalla scarsità di precipitazioni, ma anche dal loro eccesso, che sono ormai diventati purtroppo fenomeni piuttosto comuni in questi ultimi anni.

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