CONSIGLIO REGIONALE 21-22 SETTEMBRE 2022 – I temi affrontati dalle iniziative presentate dai Consiglieri di Pour l’Autonomie, Marco Carrel e Augusto Rollandin: Tariffe autostradali, Interventi su caro energia e Tunnel del Monte Bianco.

22 Settembre 2022

In questo primo Consiglio regionale dopo la pausa estiva, abbiamo sottoposto all’attenzione dell’Aula tre criticità che richiedono una pronta risoluzione per il bene della nostra comunità, ma non abbiamo ottenuto le risposte che ci saremmo augurati.

Dopo aver già affrontato in passato l’argomento della tariffazione eccessiva della tratta autostradale passante per la nostra Regione, sollecitando questa Amministrazione a non arrendersi bensì a trovare una soluzione, siamo tornati a riparlarne oggi con una nuova interrogazione a fronte dell’evidenza per cui nulla è stato fatto in tal senso, mentre al contempo cresce la preoccupazione per la prospettiva di futuri aumenti che andrebbero ulteriormente a pesare sul generale rialzo del costo della vita, e per le ripercussioni lungo la statale 26, ormai troppo spesso ingolfata dal traffico locale, turistico e commerciale che a causa dell’eccessiva spesa preferisce non utilizzare l’autostrada. Abbiamo pertanto interrogato il Governo regionale per conoscere: i dati recenti del traffico autostradale regionale; e se siano state condotte delle valutazioni relativamente sia all’incidenza dell’aumento delle tariffe sul traffico autostradale, che alle loro ricadute sull’economia valdostana e sul turismo nelle nostre valli. Preso atto che nella risposta dell’Assessore traspare la consapevolezza dell’insostenibilità della situazione, ci chiediamo cosa si stia ancora aspettando prima di aprire un tavolo di concertazione con i referenti nazionali e di Autostrade per fare il punto sullo stato dell’autostrada valdostana – che oltre agli alti costi risente anche dei frequenti lavori – e per avviare una valutazione comparata circa quel che succede in questo ambito in Valle d’Aosta rispetto alle altre Regioni, al fine di addivenire a determinazioni per noi vantaggiose nel più breve tempo possibile. Ribadita l’importanza cruciale che l’autostrada riveste per la nostra economia e il suo sviluppo, ci auguriamo che il Governo metta in campo energie e risorse per ricomporre una problematica che incide fortemente sulle tasche dei valdostani e ha pesanti conseguenze turistiche, commerciali e anche ambientali.

Con la prima interpellanza abbiamo trattato nuovamente il tema della grave crisi energetica in atto, più che mai allarmati dal suo devastante effetto sulla nostra collettività dalla forte connotazione alpina, soprattutto in previsione dei prossimi lunghi mesi invernali. Ritenendo insufficienti i 12 milioni di euro stanziati dalla Legge da poco approvata per finanziare provvedimenti di sostegno in favore dei cittadini e delle imprese valdostane, e ribadendo come dal nostro punto di vista sia necessario anche e soprattutto iniziare a lavorare su misure atte a sostenere progetti che puntino all’indipendenza energetica, abbiamo chiesto di sapere se questo Governo abbia preso o intenda prendere in considerazione la possibilità di porre in essere interventi legislativi per calmierare il prezzo dell’energia pulita prodotta in Valle d’Aosta per i valdostani. La risposta del Presidente della Giunta, che si è limitato a sottolineare come il prezzo dell’energia non sia stabilito a livello nazionale e tanto meno regionale, e quindi non vi sia modo per la Valle d’Aosta di introdurre misure atte a calmierarlo, non ci ha soddisfatto per due ordini di ragioni. La prima attiene al fatto che nella recente riunione di tutti i Presidenti di Regione ci risulta sia stata affrontata la materia giungendo ad un accordo relativamente alla possibilità di introdurre, seguendo precise regole, delle Leggi locali in ambito energetico, differenziate a seconda del diverso contesto regionale. La seconda è relativa all’evidenza per cui altre Regioni, tra cui la Basilicata, hanno posto in essere con successo delle misure atte a ridurre l’impatto dei costi energetici, che se anche non sono riproducibili in Valle d’Aosta restituiscono il senso di come si possa e si debba intervenire in questa direzione anche nella nostra Regione che può contare sulle acque – fondamentale fonte di energia rinnovabile – e sulla CVA S.p.a. partecipata indirettamente dalla nostra Regione autonoma. Visto il periodo difficile che si prospetta per la comunità valdostana, la nostra speranza è che questa Amministrazione non si adagi su posizioni immobilistiche attendendo le decisioni del Governo nazionale, ma invece percorra attivamente tutte le strade possibili per dare risposte e sollievo alle famiglie e alle attività produttive regionali.

Fin dall’inizio di questa legislatura ci siamo impegnati nel segnalare tutte le criticità relative al Tunnel del Monte Bianco e nel sottolineare la necessità di trovare delle soluzioni per limitare i disagi e i disservizi derivanti delle chiusure del transito per i periodici interventi di manutenzione. A motivare oggi la presentazione di questa nuova interpellanza c’è la seria apprensione legata al fatto che a brevissimo il traforo resterà chiuso per ben 21 giorni – dalle ore 17.00 di lunedì 17 ottobre alle ore 10.00 di lunedì 7 novembre – nonché il timore che si tratti di un provvedimento destinato a ripetersi con frequenza nei mesi ed anni futuri, con temibili conseguenze sulla nostra economia e sul traffico commerciale e turistico nazionale ed internazionale. Abbiamo quindi interpellato il Governo regionale per sapere: se l’Amministrazione regionale abbia un piano dettagliato dei lavori del Tunnel del Monte Bianco e delle rispettive chiusure, e se si sia programmata una riunione con i vertici del TMB-GEIE e di SITMB per analizzare la situazione e le ricadute che questi lavori avranno su tutta l’economia valdostana. Nella sua risposta l’Assessore competente ha purtroppo confermato le nostre preoccupazioni per il fatto che i periodi di chiusura si faranno sempre più sostanziosi nei prossimi anni, ma poco o nulla ha saputo dire su quanto si sta facendo in previsione di essi, e per coinvolgere attivamente nella questione i referenti nazionali come quelli europei. Per quanto ci riguarda, riteniamo che il tema delle condizioni del Tunnel du Mont Blanc, gravato inevitabilmente dal peso del tempo, e dei prevedibili sostanziosi interventi su di esso avrebbe già dovuto essere affrontato e risolto da tempo, usando concretezza e lungimiranza, e che il presente incolmabile ritardo ci precipiti in uno scenario a dir poco complesso, dato dall’assommarsi anche delle difficoltà relative all’autostrada e al Tunnel del Gran San Bernardo, esponendoci al rischio di ritrovarci isolati e minando pesantemente il nostro ruolo di carrefour d’Europe.

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