CONSIGLIO REGIONALE 27-28 LUGLIO 2022 – il punto di vista dei Consiglieri Marco Carrel e Augusto Rollandin sui temi presentati

28 Luglio 2022

In questo ultimo Consiglio regionale prima della pausa estiva, le risposte del Governo alle nostre sollecitazioni sono state a dir poco deludenti e ci hanno confermato una volta di più come vi sia poca attenzione a certi argomenti che valutiamo come cruciali per la nostra Regione.

Non nascondiamo una certa difficoltà nel comprendere le motivazioni che sono state addotte alle mancate approvazioni dei nostri tre ordini del giorno presentati nell’ambito della legge di assestamento al bilancio. In particolare siamo rimasti non poco perplessi dalla mancanza di lungimiranza dimostrata dalla maggioranza verso le problematiche del settore dell’allevamento che nell’ultimo periodo è stato più soggetto di altri alle conseguenze del caro bollette e mangimi, nonché della siccità che oltre ad aver provocato una diminuzione della produzione è stata causa di importanti effetti anche sulla salute del bestiame, ed oggi si ritrova in seria difficoltà al punto che si ipotizza un aumento vertiginoso delle macellazioni, con riduzione del 40% dei capi. Stimando l’importanza fondamentale che detto settore riveste per il nostro territorio e il nostro tessuto economico, e l’urgenza di dare risposte atte a preservare il patrimonio zootecnico regionale in considerazione del fatto che ogni capo rappresenta un’eccellenza, frutto di numerose selezioni e del lavoro di generazioni, ci saremmo ragionevolmente aspettati che si credesse opportuno, se non doveroso, aderire alla nostra richiesta di impegno a confrontarsi presso la Commissione competente circa la condizione degli allevatori valdostani e le politiche che si intende adottare per sostenerli. L’evidenza che non si sia ritenuto di agire in tal senso – e per altro neppure in altri – ci solleva non pochi dubbi e ci costringe a sottolineare la pervicace tendenza di questa Amministrazione a non affrontare i descritti problemi bensì a rimandarli, rivelando così una scarsa capacità di comprendere come una soluzione tardiva, a situazione ormai compromessa, comporti numerosi oneri per la nostra collettività.

Posta con il question time la domanda relativa ai turni scoperti nelle varie comunità assistenziali nel mese di luglio 2022, abbiamo dovuto registrare nuovamente la grande abilità dell’Assessore competente nel formulare una risposta che, ben lontana dal centrare il punto della nostra interrogazione, si è dilungata in informazioni già apprese a mezzo comunicato, andando ad accrescere e non certo a sedare i nostri motivi di preoccupazione. Infatti l’istituzione dei centri per l’assistenza medica di locali e turisti in alcune delle principali località turistiche valdostane, se da una parte è certamente un’iniziativa meritoria – anche se varata con congruo ritardo rispetto all’inizio della stagione estiva – dall’altra non si può reputare affatto risolutiva se l’intento era quello di alleggerire il carico gravante sul 118 e sul Pronto Soccorso dell’Ospedale Parini. Come abbiamo più volte rimarcato, per conseguire tale risultato sarebbe stato necessario organizzare un servizio H24 invece che allestire tardivamente centri di assistenza fortemente limitati nel range di operatività – solo alcuni giorni a settimana, non nei festivi, e non prestando attività a domicilio. Prendiamo quindi atto che ancora una volta la nostra Giunta si ritrova a rincorrere e non già a precorrere le difficoltà, preferendo adottare misure d’emergenza anziché prevederle e prevenirle anticipatamente.

La storia infinita della frana di Quincinetto continua senza che all’orizzonte si palesi anche la minima possibilità di vederne la soluzione in tempi rapidi: questo è quanto si è evinto dalle parole del Presidente Lavevaz in risposta alla nostra interrogazione. Pur comprendendo le difficoltà di una situazione che vede diversi attori in gioco, non possiamo fare a meno di chiederci per quale fondata ragione questa Amministrazione persista in un atteggiamento di attesa e di passività – nonché di scarico delle responsabilità – quando invece dovrebbe farsi portatrice attiva e propositiva dei timori e delle istanze della nostra collettività che ormai da troppo tempo chiede inascoltata che siano rimosse tutte le cause di pericolo e che si garantisca la circolazione autostradale in piena sicurezza. Dopo aver a più riprese portato in Aula questa criticità e sollecitato provvedimenti mirati alla sua ricomposizione, ci stupiamo grandemente che allo stato attuale tutto sia pressoché immutato e la ratio resti ancora quella di affidarsi al meteo: se c’è il sole si può circolare ma se è prevista pioggia meglio limitare il traffico, e poco importa se questo significa problemi di viabilità soprattutto nei periodi di punta della stagione turistica. Ben lungi dall’essere soddisfatti dalle spiegazioni date, come pure dall’immobilità dimostrata, ribadiamo come l’unica possibilità per uscire dall’impasse sia quella che il nostro Governo non si adagi su decisioni e tempistiche determinate da altri, ma invece si ponga come obiettivo precipuo quello di sollecitare con la dovuta urgenza chi di dovere affinché completi i lavori previsti e sollevi la nostra comunità dai rischi e dai disservizi che ormai si manifestano con allarmante regolarità da troppi anni ad oggi.

Sul tema della norma di attuazione delle Concessioni idroelettriche, la vera novità inattesa emersa in questo Consiglio è stata quella verbalizzata dal Presidente della Regione che nella sua risposta alla nostra interrogazione ha affermato senza mezzi termini che a suo parere continuare a parlare di questo argomento rappresenta una perdita di tempo. La detta dichiarazione ci ha suscitato un misto d’incredulità e timore: incredulità perché ci sembra più che evidente come discutere del futuro di CVA e della gestione delle acque regionali sia di importanza capitale per il nostro territorio e il suo sviluppo; timore perché ci pare la chiara dimostrazione di come i palesi ritardi nell’iter tormentato di detta legge, vengano largamente sottovalutati, al pari delle conseguenze che potrebbero derivare da un ulteriore dilatazione dei tempi. Ravvediamo nella risposta del Presidente tutta la difficoltà e l’esasperazione di chi fino ad ora ha propugnato assolute certezze e dispensato facili rassicurazioni, e adesso resta basito davanti ad una forza di minoranza che gli contesta a ragion veduta sia i dati di fatto su cui poggiano le prime, che le fondamenta su cui sono state costruite le seconde. Da mesi ripetiamo che le parole servono davvero a ben poco se non sono sostenute da risultati apprezzabili, ma pare che nulla possa indurre questa Giunta ad ascoltare le nostre ragioni ed a ripensare la linea di condotta fino ad ora tenuta, mettendo in campo un cambio di rotta davvero significativo. Non ci resta quindi che riaffermare come quest’atteggiamento di chiusura ingiustificato quanto ingiustificabile, ci stia esponendo al serio rischio di veder scivolare la questione delle concessioni idroelettriche verso il disastro, il cui conto sarà pagato dai valdostani e dai lavoratori della nostra partecipata CVA.

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