CONSIGLIO REGIONALE 28-29 GENNAIO 2025 – Gli argomenti trattati dall’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Marco Carrel

29 Gennaio 2025

Nel secondo Consiglio regionale di gennaio, che si è tenuto nelle giornate del 28 e 29, l’Assessore Marco Carrel è intervenuto per rispondere in modo chiaro ed esauriente ad un’interrogazione e due interpellanze aventi per tema il lupo e le problematiche connesse alla sua presenza nel nostro territorio regionale.

Interrogazione Rapporto lupo 2023

All’interrogazione intesa a conoscere i dati relativi alla popolazione di lupi presenti in Valle d’Aosta e le azioni intraprese a seguito della pubblicazione del Rapporto lupo 2023, l’Assessore Carrel ha così replicato:

«Credo che ormai tutti siamo pienamente a conoscenza delle problematiche legate alla presenza del lupo sul territorio valdostano nonché delle azioni che ho intrapreso in questi mesi per affrontare concretamente tale questione, limitatamente a quanto permesso dai regolamenti attualmente in vigore a livello nazionale ed europeo».

«Per rispondere al primo quesito, le confermo che gli ultimi dati disponibili e aggiornati sulla popolazione di lupi presenti in Valle d’Aosta sono reperibili sul sito istituzionale regionale, all’interno del Rapporto Lupo 2023. Specifico che, come segnalatomi dagli uffici, i dati più recenti verranno inseriti nel Rapporto lupo 2024, che sarà disponibile sul sito regionale, nel corso del mese di marzo 2025».

«Per rispondere al secondo quesito ritengo opportuno fare presente che, a seguito della pubblicazione del Rapporto lupo 2023, l’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali, attraverso il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, sta continuando ad effettuare attività di monitoraggio finalizzate a stimare la consistenza, la distribuzione e la tendenza della popolazione di canis lupus sul territorio regionale».

«Voglio inoltre aggiungere che, al fine di arrivare pronti al momento in cui sarà concluso l’iter di declassamento dello status di protezione della specie canis lupus da “specie di fauna strettamente protetta”a “specie di fauna protetta”, l’Assessorato ha già affidato, il 3 dicembre scorso con PD n. 7129, ad un tecnico specializzato la predisposizione di un protocollo di gestione del lupo per il territorio regionale e nella giornata di domani (mercoledì 29 gennaio) gli uffici competenti, insieme al tecnico incaricato, si riuniranno con i referenti di ISPRA per andare a definire le esigenze specifiche del nostro territorio».

«Per quanto riguarda il settore dell’allevamento, fortemente interessato dalla problematica, a seguito di numerosi confronti con le associazioni di categoria è stato predisposto e approvato in Giunta il 20 gennaio con DGR 41/2025, un apposito disegno di legge, il 177, che permetterà di agevolare ulteriormente gli allevatori, escludendo dal sistema del de minimis i danni causati dagli animali protetti (come il lupo) e le principali misure di prevenzione. Oltre alle dette misure di prevenzione che già da anni sono oggetto di contributo, nel 2024 si è scelto di incentivare l’utilizzo di collari ad ultrasuoni che, al momento, rientrano tra i dissuasori acustici più efficaci. Attualmente, il contributo per l’acquisto dei collari ammonta ad un massimo di 2000 euro all’anno, erogati al 90% del costo».

Interpellanza declassamento, censimento, e gestione del lupo

Alla prima interpellanza con cui si ponevano quesiti in merito al declassamento e al censimento del lupo, alle iniziative a livello europeo, e alle strategie per garantire la sicurezza pubblica a seguito degli avvistamenti di esemplari di questa specie nei pressi di centri abitati, l’Assessore Carrel ha risposto, per quanto di sua competenza, che:

«Il tema lupo è ben attenzionato da tutta l’Aula e da tutti i Consiglieri ma anche da tutta la comunità valdostana. Mi preme quindi sottolineare che lo status di protezione del lupo a livello europeo è in fase di cambiamento, non essendo ancora terminato l’iter che si sta compiendo a livello europeo. Nel futuro continueremo a lavorare per mantenere una gestione regionale di questa specie, improntata alla difesa dell’allevamento tradizionale di montagna e alla tutela degli allevatori, attraverso le attività del Corpo forestale ma anche gli incarichi che abbiamo assegnato nel mese di dicembre 2024 al fine di studiare un Piano di gestione regionale su cui dovremo confrontarci in Consiglio e con le associazioni di categoria».

«Alla luce dell’evoluzione dello status della specie lupo e della possibile futura gestione di questo predatore, voglio sottolineare che l’argomento è una delle priorità dell’Assessorato, tanto da averlo assegnato anche come obiettivo dirigenziale al Dipartimento Risorse naturali e al Corpo Forestale per l’anno 2025 con la seguente dicitura: “Predisposizione di un protocollo regionale per la gestione del lupo (Canis lupus), con particolare riferimento all’attuazione della legge regionale 11/2021, e rafforzamento delle attività di monitoraggio della specie”».

«Inoltre, al fine di arrivare pronti al momento in cui sarà concluso l’iter di declassamento, gli uffici dell’Assessorato stanno lavorando, anche attraverso il confronto e il dialogo con le associazioni di categoria, alla modificazione della legge regionale n.64 del 27 agosto 1994, proprio nell’ottica di rispondere alle esigenze di questo settore. Questo apposito disegno di legge, il numero 177, è stato approvato in Giunta con DGR 41/2025 e verrà discusso nelle prossime settimane in Commissione consiliare. Grazie a questo disegno di legge vogliamo dare una risposta agli allevatori, permettendo loro di fruire di sostegni che escono dal sistema del “de minimis” per andare a compensare i danni provocati da fauna protetta e per le relative misure di prevenzione. Infine, e sempre con il medesimo obiettivo, l’Assessorato ha già affidato il 3 dicembre scorso con PD n. 7129, ad un tecnico specializzato la predisposizione di un protocollo di gestione del lupo che nella giornata di oggi (29 gennaio) sarà discusso proprio con l’ISPRA».

«Per rispondere alla sua seconda domanda, è fondamentale rimarcare che in tale censimento reale della popolazione di canidi oltre al lupo rientrano anche le volpi e i cani. A questo proposito, proprio lunedì 20 gennaio è stata approvata in Giunta la DGR n.45 relativa alla “Convenzione tra la Regione, l’Azienda USL, il CELVA e l’ordine dei veterinari, in merito alle modalità di controllo del randagismo e protezione degli animali da compagnia sul territorio regionale per il triennio 2025-2027”, nella quale si ripartiscono tra i vari firmatari le funzioni di controllo del randagismo e di prevenzione dell’insorgenza di situazioni di criticità legate alla convivenza uomo-animale. Per quanto attiene al censimento degli esemplari della specie canis lupus, è ad oggi attivo il monitoraggio sistematico della specie, così come descritto nella premessa del Rapporto Lupo 2023, pubblicato sul sito regionale e di cui parlerò più nel dettaglio nella risposta alla successiva iniziativa che ci porterà su questo stesso tema».

«Per rispondere al quarto quesito – non mi soffermo sul terzo su cui interverrà l’Assessore agli Affari Europei – rendo noto che l’argomento è trattato in una delle azioni del già citato obiettivo dirigenziale secondo cui – leggo  testualmente – “per  poter dare una risposta pronta ed efficace alla cittadinanza, sempre osservando pienamente i dettami normativi previsti, si ritiene opportuno elaborare un protocollo che espliciti i possibili comportamenti confidenti o produttivi di gravi danni al patrimonio zootecnico o di situazioni di rischio per la pubblica sicurezza da parte del lupo indicandone, caso per caso, le procedure operative, in modo che il parere di ISPRA sia espresso, invece che sulla singola autorizzazione, sui criteri e sulle modalità di attuazione delle deroghe contenuti nel protocollo”. Quindi confermo che si sta lavorando proprio in quella direzione».

«Nel perseguire l’obiettivo di una maggiore trasparenza dei dati relativi alla presenza del lupo, è stata prevista la realizzazione di uno specifico strumento informatico, quale ad esempio app o portale web dedicato alla raccolta che permetta la comunicazione diretta delle segnalazioni di avvistamento di esemplari di canis lupus che sempre più frequentemente pervengono da residenti e turisti – ma anche dai cacciatori – e che spero verrà utilizzato in primis dagli allevatori stessi. Come si sarà notato, spesso e volentieri non ho più citato numeri proprio per evitare qualsivoglia tipo di contestazione, ma ritengo che sia corretto dal mio punto di vista agire verso una maggiore trasparenza su questo tema fondamentale».

«A questo proposito, relativamente a quanto scritto nelle premesse dell’interpellanza, se il proponente avesse elementi precisi e volesse dettagliare quali vessazioni gli allevatori abbiano subito dal personale qualificato e quali sanzioni ingiuste siano loro state inflitte, mi impegnerò personalmente a verificare l’accaduto e la veridicità di quanto denunciato con gli uffici competenti».

«In chiusura, seppur comprendendo che questo non sia risolutivo del problema, vorrei ricordare che sul sito regionale è presente una lista di alcuni accorgimenti per i cittadini che ha come obiettivo quello “di prevenire o limitare al minimo gli aspetti di rischio e conflittualità che possono sorgere dalla prossimità con il lupo”».

Interpellanza strumenti di monitoraggio e censimento del lupo

Alla seconda interpellanza mirata a sapere se vi fosse l’intenzione di programmare un monitoraggio e un censimento del canis lupus in Valle d’Aosta tramite l’utilizzo di visori notturni e di droni, l’Assessore Carrel ha così replicato

«Al contrario di quanto affermato nel testo dell’interpellanza, gli uffici competenti mi riferiscono che tali strumenti non risultano essere più performanti rispetto a quelli che già il Corpo Forestale della Valle d’Aosta e la Struttura Flora e Fauna utilizzano attualmente per il monitoraggio del lupo. Per quanto concerne i visori termici notturni, questi sono già in dotazione al Corpo Forestale della Valle d’Aosta. Il loro impiego, per la determinazione del numero di lupi, non fornisce, però, risultati migliori rispetto a quelli ottenuti con il consolidato monitoraggio sistematico. I visori termici notturni sono molto efficaci per individuare facilmente gli animali su brevi distanze, come avviene, ad esempio, nel controllo notturno della specie cinghiale. Al contrario, su distanze medio lunghe non garantiscono il riconoscimento della specie, soprattutto nel caso del lupo che potrebbe essere confuso con altro canide. Per quanto riguarda, invece, i droni, questi sono apparecchi molto costosi e che richiedono per il loro uso un elevato grado di professionalità, soprattutto se utilizzati nelle ore notturne, quando i lupi sono maggiormente in movimento».

In aggiunta a quanto riferito dagli uffici, l’Assessore ha però tenuto a ribadire con forza la sua volontà nonché il suo l’intendimento politico ad approfondire la materia e verificare se realmente questi strumenti possono essere utilizzati con successo nelle attività di monitoraggio e censimento della specie canis lupus sul territorio regionale, al fine di ottenere dati fondamentali per la gestione di questa specie.

L’Assessore ha quindi ripreso il suo intervento spiegando che:

«La metodologia per il monitoraggio del lupo utilizzata in Valle d’Aosta, come in tutta Europa, è un sistema che permette di ottenere sia valori quantitativi che qualitativi della popolazione di canis lupus. l campionamento utilizza indici di presenza ottenuti da tracce su neve, segni, campioni genetici, e fototrappole. Le tecniche di campionamento non invasive sono sia quelle tradizionali usate da decenni che le tecniche di recente sviluppo, quali i metodi genetici e le fototrappole. Il migliore risultato si è ottenuto combinando più tecniche non invasive, dato che ognuna presenta vantaggi e criticità».

In conclusione, l’Assessore Carrel è tornato a parlare della nuova app per la segnalazione diretta di avvistamenti di esemplari di canis lupus, che è nelle intenzioni dell’Assessorato di creare, sottolineando come per rendere realmente efficace ed efficiente questo strumento sia indispensabile poter contare su un atteggiamento collaborativo da parte di tutti coloro che vivono sul territorio, le cui informazioni sono essenziali al fine di poter avere dati aggiornati e completi sulla presenza dei lupi, e quindi gestire al meglio le problematiche da essa derivanti.

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