Contributi a fondo perso per le imprese: non creiamo inutili debiti per chi sarà costretto a chiudere

18 Novembre 2020

«Non possiamo permettere che le imprese che abbiano ricevuto un contributo a fondo perduto e siano costrette a chiudere si ritrovino a essere debitrici della Regione.» Così il gruppo consiliare Pour l’Autonomie interviene sul comma 8 dell’art. 50 della legge 8/2020, che prevede l’impegno di non cessare l’attività entro un anno per le aziende che sono destinatarie di contributi a fondo perso legati all’emergenza sanitaria, pena l’obbligo di restituire i contributi ricevuti.

«Si tratta di aziende – dice il Consigliere Mauro Baccega – che nonostante le difficoltà hanno voluto crederci e si sono impegnate a rispettare i protocolli e ad adeguare le proprie strutture, ma che oggi non riescono a far fronte a questa nuova crisi. In molti casi i ricavi di questo periodo sono bassissimi, e per altri ci si ritrova in categorie che sono escluse dal “Decreto ristori”. La chiusura di un’attività comporta molte spese, dagli stipendi arretrati al TFR, fino a quelle di affitto e fornitori ancora in sospeso. Molte aziende diventeranno inevitabilmente debitrici della Regione: debitrici di cosa? Della mancata restituzione di un contributo a fondo perso. Rischiamo di indirizzarli verso l’usura e prestiti personali che non potranno onorare.»

Il Consigliere Baccega conclude: «La seconda ondata dell’epidemia è stata più invasiva, aggressiva e rapida rispetto a quella di febbraio, mettendo ulteriormente in difficoltà il sistema economico e colpendo anche i giovani. Non possiamo non cogliere il grido d’allarme che viene dalle associazioni di categoria e dalla nota congiunturale presentata dalla Banca d’Italia. Chiediamo di istituire una commissione di lavoro per predisporre nuove misure a sostegno delle imprese, soprattutto per pianificare gli investimenti per la ripresa.»

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