Consigliere Marco Carrel “Al Presidente della Regione chiediamo più rispetto per il Consiglio e meno arroganza”

12 Marzo 2026

Nel Consiglio regionale dell’11 e 12 marzo 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, ha presentato un’interrogazione dal titolo volutamente provocatorio “Missioni o vacanze romane?”, con cui chiedeva informazioni sulla composizione della delegazione regionale che ha preso parte alla riunione della Commissione Paritetica tenutasi a Roma in data 19 febbraio scorso.

«Questa interrogazione» ha spiegato il Consigliere Carrel «è stata parte integrante di un’azione comune e condivisa tra i gruppi di opposizione, che hanno deciso di depositare sei iniziative con stesso titolo e stesse premesse ma quesiti differenti, con la precisa finalità di approfondire ogni aspetto di una vicenda che riveste una certa importanza per la nostra comunità, e di capire davvero la portata dell’impegno con cui l’attuale Governo regionale sta affrontando le questioni che definiscono la materia della nostra autonomia. La Commissione Paritetica rappresenta infatti un organo essenziale per la tutela delle prerogative valdostane ed il suo ruolo appare ancora più determinante in questa fase, in cui si attende dal Ministero competente il via libera alla norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche. Un passaggio cruciale su cui, come rappresentante di un Movimento che da sempre si occupa dell’argomento acque, ritengo si debba porre un’attenzione particolare, vista la scadenza del 2029 ormai prossima e la necessità di assicurare alla nostra Regione la piena titolarità delle proprie risorse idriche».

«La risposta del Presidente della Regione, che in pratica si è limitato ad elencare vari punti del programma di legislatura senza entrare nel merito del fatto specifico, ha disatteso tutte le aspettative ma soprattutto ha reso chiaro a tutti i valdostani che la trasferta romana non ha portato alcun risultato utile, neppure in termini di relazioni e contatti concreti e strategici per il futuro. Una conclusione inattesa per quello che, nei propositi, doveva rappresentare un momento di scambio di informazioni, ma che si è arenato in seguito ad affermazioni del tutto evasive, che nulla avevano a che fare con le domande poste. Come ho sottolineato nella mia replica, l’attività privata di Renzo Testolin non è di alcun interesse per il sottoscritto – come credo per i colleghi di opposizione – mentre l’azione politica del Presidente di questa Regione è invece un tema che ci riguarda tutti, ed anche molto da vicino».

«Peraltro, mi sono sentito in dovere di ricordare a quest’ultimo ed ai componenti della Giunta che nessun valdostano li ha votati direttamente per ricoprire tali incarichi. Gli elettori hanno scelto i membri di questo Consiglio, ed è stata questa Assemblea — attraverso dinamiche che non occorre qui ricordare perché ben note a tutti — ad averli scelti per guidare la Regione. Compito questo che comporta la responsabilità di riferire al Consiglio circa le azioni intraprese per dare attuazione al programma presentato a inizio legislatura, così da permettere di verificare la reale corrispondenza tra gli obiettivi dichiarati e quanto effettivamente realizzato. Ben lo sanno anche i colleghi di maggioranza, sui cui volti, nell’ascoltare le affermazioni del Presidente, è parso di leggere il nostro stesso stupore davanti ad una risposta che non può soddisfare nessuno, poiché priva di quei contenuti necessari a dare risposte puntuali ai cittadini e certezze per lo sviluppo della nostra Regione».

«Stamattina ho sostenuto un disegno di legge dimostrando coerenza verso un percorso in parte condiviso e la volontà di anteporre il bene comune della nostra collettività alle logiche di schieramento. Tuttavia, se questo è il modo in cui si ha intenzione di gestire i dossier che mi rendo conto essere tra i più complessi e delicati per la nostra Regione, non posso che dirmi sinceramente preoccupato per la piega che sta prendendo il confronto in quest’Aula. Scegliere la forma al posto della sostanza e la teoria al posto dei fatti, preferendo eludere le risposte invece di darle, non è, a mio modo di vedere, la strada giusta per garantire quella trasparenza e quel rigore che l’Istituzione che rappresentiamo richiede. Il Consiglio non può essere ridotto al luogo in cui si elencano le difficoltà e si condivide il peso dei problemi, mentre le scelte che incidono sulla vita dei valdostani vengono prese in altra sede; bensì deve essere il luogo in cui le soluzioni vengono costruite e verificate attraverso un dibattito autentico. E su questo credo che soprattutto questa maggioranza debba avviare una riflessione profonda, anche alla luce di quanto avvenuto oggi».

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