CONSIGLIO REGIONALE 24-25 FEBBRAIO 2026 – Le iniziative del Consigliere Marco Carrel

25 Febbraio 2026

Nel Consiglio regionale del 24 e 25 febbraio 2026, il Consigliere di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, ha presentato due interrogazioni riguardanti rispettivamente i Segretari comunali e gli sport popolari; un’interpellanza relativa ai giovani agricoltori; ed una mozione sui parametri ISEE.

Interrogazione sui Segretari comunali

«Con la prima interrogazione» ha spiegato il Consigliere Carrel «sono tornato a trattare l’annosa questione della carenza di Segretari comunali, per chiedere quanti entreranno in servizio a breve e quanti andranno in pensione nel triennio 2026-2028; il numero di Comuni che non rinnoveranno le convenzioni esistenti, incrementando così il fabbisogno di queste figure; e in che modo l’Amministrazione intenderà far fronte a questa ulteriore richiesta, data la limitata capienza della nuova graduatoria».

«Nella passata legislatura questa criticità è stata affrontata a più riprese mettendo in campo diverse misure. Con la legge regionale 22/2023 abbiamo definito le nuove disposizioni per il reclutamento dei Segretari comunali tra cui le modalità di svolgimento del concorso-corso così come sollecitate dal Consiglio Permanente degli Enti Locali (CPEL) e dal Consorzio degli Enti Locali della Valle d’Aosta (CELVA). Con la delibera n. 9/2025 l’Agenzia dei Segretari ha indetto un bando per nove posti, che prevedeva l’aggiunta di due riserve poi non individuate a causa di un numero di candidati a malapena sufficiente a coprire i posti messi a concorso. Con la legge regionale 15/2025 abbiamo ridefinito la disciplina regionale in materia di esercizio associato di funzioni e servizi comunali e di Segretari degli Enti locali, di fatto scardinando alcuni vincoli della legge regionale 6/2014 e aprendo la strada ad un probabile aumento delle sedi di segreteria».

«Ad oggi la situazione non può dirsi certamente risolta. I nove candidati idonei, attualmente impegnati nel corso di formazione, bastano appena a coprire le attuali posizioni scoperte. Inoltre, secondo quanto riferito nella risposta del Presidente della Regione, in base alla normativa vigente nel prossimo triennio saranno indicativamente sei i Segretari che matureranno i requisiti per il collocamento a riposo, e che non avremo la possibilità di sostituire con altro personale di parte prima. Facile prevedere quindi che a breve, nonostante le decisioni prese e le risorse stanziate – ricordiamo che per lo svolgimento del corso ci si è affidati ad un centro servizi esterno con costi non indifferenti – i nostri Enti locali si troveranno di nuovo in una condizione di grave affanno».

«Pur prendendo atto della notizia senz’altro positiva dell’accordo raggiunto dal CPEL per ridisegnare le esigenze di segreteria entro marzo 2026, resta il fatto che a diversi mesi dall’inizio della legislatura alcuni Comuni non hanno ancora potuto avviare la propria macchina amministrativa con la necessaria regolarità proprio a causa della mancanza di Segretari. Alla luce di queste considerazioni e di queste evidenze, sono quindi fermamente convinto che si renda necessario avviare quanto prima una riflessione approfondita finalizzata a individuare soluzioni concrete e strutturali a questa problematica, ed a scongiurare il rischio di veder compromessa la piena funzionalità e la continuità dell’azione amministrativa dei nostri Comuni; un pericolo questo che dal mio punto di vista sicuramente non possiamo permetterci».

 

Interrogazione sugli sport popolari

«Con la seconda interrogazione» ha affermato il Consigliere Carrel «ho portato all’attenzione dell’Aula il tema dei certificati medici A1 per gli Esport de Nohtra Téra, chiedendo nel dettaglio: se esistano margini di deroga alla normativa nazionale; se il Governo regionale stia valutando di attivare un protocollo di visite sul territorio per il rilascio di detti certificati e se preveda un sostegno economico per calmierarne i costi».

«Gli sport popolari – Tsan, Fiolet, Rebatta e Palet – rappresentano uno dei tratti distintivi dell’identità e della storia della Valle d’Aosta, un patrimonio condiviso di gesti antichi e valori autentici che, intrecciando generazioni e territori, trasforma queste discipline in un alto momento di coesione sociale e di orgogliosa difesa delle nostre radici alpine. Come Movimento legato profondamente alle tradizioni della nostra terra, abbiamo da sempre riservato una particolare attenzione a queste realtà sportive locali – che vivo e pratico in prima persona – e riaffermato più volte con forza l’importanza di sostenerle e incentivarle in quanto espressione di un modo di essere e di fare comunità che va tutelato con determinazione».

«In questa prospettiva ho ritenuto indispensabile capire come l’Amministrazione regionale intenda affrontare quella che si configura come una situazione a imbuto, in cui un numero considerevole di sportivi – stimabile tra le 2.000 e le 2.300 unità – dovrà essere sottoposto a visita medica per l’ottenimento del certificato A1 entro la scadenza del 22 marzo prossimo. Il mio timore per una criticità che rischia di sovraccaricare la medicina sportiva regionale e di creare gravi disagi a tesserati e società, è stato solo parzialmente condiviso dall’Assessore competente che poco o nulla ha detto su come si pensa di risolverla, gestendo al meglio le difficoltà logistiche e temporali».

«Dato un obbligo di certificazione che so perfettamente essere sancito da una normativa nazionale, mi sarei aspettato che si intervenisse per tempo con misure straordinarie, in modo da evitare che un adempimento burocratico potesse trasformarsi in un’emergenza organizzativa. Preso atto che così non è stato, non ho potuto fare a meno di sottolineare come questa mancanza di programmazione del Governo regionale apra la strada alla reale possibilità di ulteriori complicazioni per gli iscritti, chiamati a regolarizzare la propria posizione in tempi strettissimi; per i Presidenti delle Società, obbligati ad assumersi responsabilità che non spettano loro; nonché per il lineare e sereno svolgimento delle competizioni, seguite da un numero sempre crescente di appassionati e sostenitori. Scenari simili non possono che preoccupare chi come me ama questi sport riconoscendogli una forte valenza sociale e comunitaria, e ritiene meritino quell’attenzione costante e puntuale che stavolta pare essere mancata».

 

Interpellanza sui giovani agricoltori

«Questa interpellanza» ha chiarito il Consigliere Carrel «era mirata a comprendere le intenzioni del Governo regionale in merito al sostegno ai giovani agricoltori e, nello specifico, a capire l’entità delle risorse necessarie per finanziare tutte le domande presentate ed a verificare la volontà di reperire i fondi nell’assestamento di bilancio».

«Il nostro Movimento è da sempre convinto che i giovani agricoltori siano tra i pilastri di questo fondamentale settore regionale, nonché gli unici che possano garantirne il futuro. Proprio per questo, consideriamo essenziale continuare a sostenerli con interventi concreti, favorendo un ricambio generazionale che permetta di dare continuità e nuove prospettive di sviluppo alle aziende agricole – grazie anche all’introduzione di metodi produttivi innovativi e sostenibili – e di tutelare al contempo l’equilibrio ambientale, l’integrità del territorio e la vitalità delle comunità di montagna».

«Durante la passata legislatura, anche grazie al mio impegno in qualità di Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali, è stato istituito un premio dedicato ai giovani agricoltori tra i 18 ed i 41 anni pari a 40mila euro per chi subentra ad un’azienda già esistente e 70mila euro per chi invece avvia un’attività agricola da zero. Le domande presentate sono state 50 ma, esattamente come prevedibile, il tetto di 800mila euro disposto dal Complemento per lo Sviluppo Rurale (CSR) ha permesso di finanziarne soltanto 14. Un tetto questo – ho tenuto a precisare – il cui importo era la risultante delle regole di percentuali e di range fissate nel predetto documento regionale programmatico e che, come tale, rappresentava un vincolo tecnico non soggetto a margini di manovra. Inoltre, con la legge regionale 1/2024 sono state modificate precedenti normative per introdurre, tra le altre misure, aiuti a fondo perduto destinati agli agricoltori per finanziare piani di investimento sia nel settore della produzione primaria, sia in quelli della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli».

«In questo quadro di disposizioni, la risposta dell’Assessore competente non mi ha soddisfatto né rassicurato perché a mancare nelle sue parole sono proprio notizie chiare e certe rivolte a chi oggi avvia la sua attività agricola. Se da un lato non posso che valutare positivamente la riferita attivazione presso il Ministero competente per reperire le risorse necessarie a coprire tutte le domande di primo insediamento presentate; dall’altro non posso che prendere atto dell’incertezza che grava ancora sui circa 11 milioni di euro necessari a finanziare i piani di investimento, il cui stanziamento in assestamento di bilancio, stando a quanto detto, resta al momento non confermato. Una situazione questa che dal mio punto di vista solleva non poche perplessità perché se davvero vogliamo incentivare i giovani ad avviare nuove imprese agricole non basta un premio iniziale ma è necessario anche garantirgli strumenti più idonei a consolidarle e svilupparle con piani di investimento mirati. Spetta ora al Governo regionale armonizzare le due misure di aiuto rivolte ai giovani agricoltori, perfezionando l’iter della prima ma soprattutto trovando i fondi necessari alla copertura della seconda. Fallire entrambi questi obiettivi rappresenterebbe una sconfitta per l’agricoltura».

 

Mozione sui parametri ISEE

«Con questa mozione» ha precisato il Consigliere Carrel «ho deciso di porre al centro del dibattito il tema dell’ISEE – indicatore multidimensionale che valuta la situazione del nucleo familiare soprattutto in base a reddito, patrimonio, composizione, oneri e fragilità – in quanto rappresenta oggi lo strumento cardine, e il più utilizzato, per regolare la concessione dei sostegni pubblici, assicurando così un utilizzo equo di risorse e servizi. Sulla base di questa premessa, ho chiesto alla Giunta regionale l’impegno ad effettuare entro sei mesi, tramite l’Osservatorio economico regionale della struttura del Segretario Generale, uno studio che descriva: la mappatura delle risorse assegnate in base alle soglie ISEE; la fascia maggiormente sostenuta in ogni misura e nel complesso del sistema degli interventi; ed il numero di famiglie che, pur sfiorando i parametri di accesso, restano escluse dai benefici».

«Proprio da queste ultime ha preso avvio questa mia iniziativa, dalla percezione che nella nostra Regione ve ne siano tante con proprietà che non possono essere utilizzate o messe a reddito, ma che incidono sul calcolo ISEE portando all’esclusione dai contributi di cui avrebbero bisogno. Da qui l’importanza di raccogliere dati certi e affidabili che fotografino le reali e multiformi espressioni di disagio presenti nella nostra comunità, così da poter avviare una riflessione attenta e precisa sull’efficacia e l’efficienza delle nostre politiche di welfare. Con questa mozione non intendevo affermare la necessità di rivedere i parametri ISEE, bensì sottolineare l’urgenza di verificare se siano in grado di leggere le nuove e silenziose forme di povertà che stanno emergendo nel nostro territorio, per dare risposte ai valdostani in difficoltà senza lasciare indietro chi vive una condizione meno quantificabile ma altrettanto pressante».

«A seguito della risposta del Presidente della Regione, che mi ha chiesto di ritirare questa iniziativa per permettere di ricomporre in modo organico dati e studi già disponibili prima di avviare nuovi percorsi, ho deciso di portarla in votazione in base a due ben precise valutazioni. In primo luogo, l’esigenza di integrare il lavoro già svolto con un nuovo studio più aggiornato, per da dare così vita ad un documento unico e completo da approfondire e discutere nella Commissione competente. In secondo luogo, la necessità, in questo momento della legislatura, di adottare su questa materia un approccio basato su un metodo rigoroso, atto a delineare una chiara visione d’insieme e, conseguentemente, a individuare, entro la fine del 2026, misure di sostegno mirate e concrete».

«La mancata approvazione di questa mozione mi ha lasciato a dir poco perplesso. Respingere una proposta basata sulla concretezza e su tempi certi, che avrebbe reso possibile evidenziare con chiarezza le reali necessità di supporto dei cittadini, rappresenta un’occasione persa per dare risposte alle complessità di una società articolata e in continua trasformazione. Si è preferito restare nel campo delle informazioni già acquisite, piuttosto che assumersi l’impegno di percorrere la strada di un’analisi puntuale dell’attuale contesto sociale. Resto convinto che la nostra collettività meritasse una risposta di più ampia prospettiva, capace di dimostrare maggiore attenzione verso un problema che investe ormai fasce sempre più ampie di popolazione».

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