Il Consigliere regionale di Pour l’Autonomie Marco Carrel, iscritto al Gruppo Autonomisti di Centro, è intervenuto nel corso del Consiglio regionale straordinario che si è tenuto nella mattinata del 9 giugno 2026 su richiesta delle forze di opposizione, per discutere della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.
«C’è una scena del Concours Cerlogne 2026 svoltosi da poco a Saint Vincent» ha commentato il Consigliere Carrel «che mi ha fatto venire in mente il Presidente della nostra Regione, ed è quella in cui la sorcière de l’école de Moron, giocando con una bacchetta in mezzo a tutti i bambini colorati, chiede loro di ripetere la formula magica Tic Toc Tac sperando di catturare i colori uno alla volta».
«Il Presidente Testolin non era presente a questa bellissima manifestazione forse perché impegnato a rafforzare i rapporti politici con il confinante Piemonte con cui ormai sigliamo accordi anche solo per dirci che siamo dei buoni vicini. Certamente però non era a trattare con gli Svizzeri e a raccontare la triste storia di cui stiamo parlando oggi. Eppure, sono vicini anche loro. Doveva essere lui e solamente lui a occuparsi di questo tema, e cosa ha fatto? Nulla».
«Il 23 aprile 2026 ho portato all’attenzione di questo Consiglio questa vicenda con un question time. Il Presidente mi ha risposto più o meno come ci ha risposto oggi: che la notifica ufficiale è arrivata il 14 di aprile e che immediatamente ha contattato la SAV e i Sindaci per trovare delle soluzioni differenti. Sono poi passati venti giorni e, come ormai fa praticamente su tutto, ha lasciato le problematiche in soffitta sperando si risolvessero da sole, tra un Tic Toc Tac e un tot a modo detto al bar. E invece nulla. Il 18 maggio, forse messo alle strette anche dai colleghi di maggioranza che come noi frequentano quella zona e hanno recepito i rumor e il sentiment delle varie comunità locali, ha organizzato una riunione con i Consiglieri e la SAV. In quell’occasione, al termine di un’analisi puramente tecnica dei lavori, mi sono permesso di domandare all’Amministratore delegato da quando il CdA sapeva che avevamo ottenuto il via libera dal Ministero. La risposta è stata: il 5 novembre del 2025. Al netto di tutto ciò che è successo prima, questo significa una cosa sola, cioè che abbiamo perso sei mesi. Così il 20 maggio ho scritto una lettera al Presidente della IV Commissione chiedendo di convocare in audizione i tre membri nominati dalla Regione all’interno della SAV per capire quali azioni fossero state intraprese da quella data dello scorso anno».
«Nella discussione di oggi ho sentito dire da più parti che manca la fiducia in questa nostra società partecipata. Voglio però far notare che i due terzi dei delegati regionali in carica nel triennio precedente sono stati di recente riconfermati da questo Governo e da questa maggioranza, a dimostrazione non solo di una fiducia rinnovata nel tempo, ma anche della chiara volontà di dare continuità al lavoro svolto finora».
«Tutto questo è veramente surreale. O il Presidente ci racconta delle bugie oppure non sa cosa sta facendo e quali colori prendere. In ogni caso è preoccupante perché non siamo al Concours Cerlogne ma siamo in Consiglio regionale – anche se assomiglia sempre più allo Charaban – e stiamo parlando del futuro del nostro territorio e di tutti i valdostani. Che prospettive immaginiamo per il nostro commercio e per il nostro turismo? Abbiamo una ferrovia ferma, la complessa criticità del tunnel ancora irrisolta, serie difficoltà nei collegamenti con la Svizzera, e adesso anche la chiusura delle due gallerie. Il Presidente Testolin ha trasformato questa Regione da isola felice a isola a tutti gli effetti, lasciandoci, di fatto, completamente isolati. E il tutto a colpi di arroganza, presunzione e incapacità di affrontare i dossier».
«Non posso fare a meno di chiedermi come sia possibile che, nelle sue frequenti partecipazioni alle feste degli alpini in tutta la Valle, abbia continuato a far finta che questo problema non esistesse, mentre sollevava il calice, sorrideva, alzava le spalle e ripeteva tot a modo. Eppure era ben noto: lo conoscevamo noi dell’opposizione, che l’abbiamo portato in Consiglio con varie iniziative, e lo conoscevano anche i membri della maggioranza. Un problema reso ancor più grave da due aspetti non certo secondari. Primo, il fatto che di quanto stava accadendo e delle scelte che si stavano compiendo non siano stati minimamente informati i Sindaci, che ho voluto ringraziare per la loro presenza di oggi che ha dato valore a un Consiglio regionale chiesto da noi come opposizione. Secondo, il fatto che al presente regni ancora la più totale incertezza su come verrà gestito il traffico e su quali saranno le soluzioni concrete ed i piani alternativi previsti per ridurre i disagi di pendolari, residenti e turisti, e per evitare al contempo pesanti ricadute negative sulle attività commerciali e ricettive della Valpelline e della Valle del Gran San Bernardo».
«Vi è poi un altro elemento che forse il Presidente ha dimenticato nella sua relazione. Oggi ci aspettavamo che almeno ci comunicasse di aver ottenuto, o quanto meno chiesto, degli sconti sulla tratta autostradale, visto che le gallerie Côte de Sorreley e Signayes rientrano nella stessa concessione. Una riduzione necessaria ed utile in tal senso avrebbe potuto costituire un piccolo ma concreto segnale del fatto che siamo sul pezzo e stiamo agendo. La mia speranza è che questa misura di agevolazione sia stata considerata e si stia facendo quanto possibile per attuarla, e che il fatto di non averne parlato sia dovuto a una semplice disattenzione».
«Renzo Testolin gioca a fare il Presidente della Regione in attesa dei giudici e delle sentenze. Le famiglie e le imprese valdostane invece aspettano delle risposte che un Presidente serio avrebbe comunicato mesi fa, condividendole con Sindaci e associazioni prima che il problema diventasse di queste dimensioni. A questo si aggiungono l’assemblea della SAV in cui è stato chiaramente detto che “non è questo l’indirizzo giusto”, la gestione critica del Casinò e le preoccupazioni per la Cogne, anche alla luce di quello che, come autonomista, non posso che definire il brutto segnale dell’aver visto la Giunta restare fuori dalla porta mentre il Vicepremier dialogava da solo con i vertici della società. In questo scenario, di cui ho evidenziato solo parte delle criticità, la pesante questione della sentenza di ottobre e del mancato rispetto da parte di questo Governo di una legge votata da questo Consiglio, finisce perfino per passare in secondo piano. Qui il punto cruciale non è più se l’attuale Presidente della Regione possa o meno ricoprire questa carica, ma il fatto che abbia dimostrato di non esserne più all’altezza. E per questo l’ho invitato a posare la sua bacchetta, che non è magica e non funziona, per mettere al suo posto qualcuno che abbia voglia di lavorare, di condividere e di rilanciare la Valle d’Aosta, perché qui ormai nulla va più tot a modo».
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